BOLOGNA – Una sorveglianza leggera, ma pur sempre una forma di tutela e protezione. Con le auto dei carabinieri che pattugliano casa sua sull’Appennino bolognese, a Vado di Monzuno, a intervalli regolari. E’ la misura decisa dagli inquirenti per Stefano Adani, l’ex grillino autore dell’esposto contro la raccolta firme alle regionali 2014, bersagliato nei giorni scorsi da offese e minacce di morte sul web. Adani, che potrebbe presto decidere di sporgere denuncia contro gli autori delle minacce, ne è stato informato giovedì sera, per telefono, dai carabinieri di Monzuno.

“Infame”, “Traditore”, “Spia”, alcuni degli epiteti che si è visto rivolgere da utenti Facebook, tramite messaggi privati oppure post sulla bacheca. “Sei un grandissimo infame, spero che ti spacchino la faccia”, “Sul profilo metti la tua faccia invece del cane, o ti schifi da solo?” ,”Sei il nulla mischiato col niente”, “Anfame, quanto è

bello fa la spia mortacci tua”. Questi solo alcuni dei post. Adani ha inoltre ricevuto telefonate anonime e anche altre forme di intimidazione.

Non è la prima volta, a Bologna, che grillini ribelli vengono messi sotto protezione per ondate di insulti ricevuti sul web. E’ successo a Giovanni Favia, prima, e poi all’ex consigliera comunale Federica Salsi. Il copione per i dissidenti è sempre lo stesso: minacce di morte, accuse, post al veleno sul web.