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Corriere NET

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DiFra, così no!

Nov 25, 2018

Ci si è messo anche Di Francesco. Non erano bastati un mercato di stravolgimenti e una serie di prestazioni poco esaltanti in campionato, tutte piuttosto simili, per trarre le giuste conclusioni e guardare in faccia la realtà. Niente: nel momento sbagliato (urgenza di punti e recupero di fiducia, trasferta rischiosa) Eusebio ha tentato ugualmente l’azzardo – o almeno lo considero tale – dando probabilmente il colpo di grazia alle ambizioni di zona Champions della Roma.

I limiti della squadra li avevamo denunciati in tempi non sospetti e in seguito il campo li aveva sottolineati con una chiarezza che non autorizzava fraintendimenti eppure DiFra, anche in vista dell’impegno col Real, ha insistito con l’operazione rilancio delle seconde linee: rinunciando a Manolas, De Rossi, Perotti e Florenzi (quest’ultimo in panchina) e presentando Schick al posto di Dzeko e Kluivert per Under, ha riproposto una versione povera di personalità e tatticamente impalpabile non distante da quelle di San Siro e Bologna, una formazione mai capace di dominare la partita, senza colore, spesso confusa e terribilmente inconcludente. Di Eusebio ho giustificato lo spiazzamento delle prime settimane ma anche faticato a comprendere alcune scelte (Karsdorp, Pastore e Marcano a Milano, Zaniolo al Bernabeu), trovo però che a fine novembre e con una classifica insoddisfacente non potesse mandare in campo l’improbabilità.

In fondo l’indebolimento della Roma – un punto tra Spal, Bologna, Chievo e Udinese – è riassunto nel giudizio che da settimane sento esprimere da tifosi, giornalisti e ex calciatori oggi commentatori tv: “Questa squadra non può fare a meno di De Rossi”. Giusto un anno fa, a gennaio, la società sembrava poco propensa a proseguire con Daniele, che ha 35 anni, qualche acciacco e migliaia di chilometri nelle gambe. Se dodici mesi dopo DDR è diventato indiscutibilmente necessario per personalità, esperienza, decisione e senso tattico, significa che molto è stato sbagliato, e allora se fossi nei dirigenti – l’autocritica non porta punti – comincerei a pensare a interventi immediati e corposi. Anche per aiutare Di Francesco a ritrovare un po’ di serenità al momento delle scelte.

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