Parcheggiare l’auto per Lillo non è mai stato un problema, grazie ai soli tre metri della sua Toyota iQ, un mezzo che sposa la filosofia di sostenibilità de La pelle del mondo. La sua è una coerenza evolutiva: dai tempi della Guzzi California alla Honda Shadow, il comico ha sempre cercato un rapporto diretto con la strada, e la piccola nipponica ne riscrive le regole, riducendo gli ingombri al minimo indispensabile. Guidare un prodigio di packaging asimmetrico, capace di consumare come un motorino, è oggi il suo biglietto da visita più onesto per presentarsi al pubblico di un programma che invita a un cambio di rotta radicale: smettere di consumare la Terra e iniziare, finalmente, a salvaguardarne le risorse.
Il prezzo al lancio e quanto vale oggi la citycar
La Toyota iQ è lunga esattamente 2.985 mm, molto meno rispetto a una berlina tradizionale, eppure al suo interno nasconde una configurazione 3+1. In occasione del debutto, nel 2009, i prezzi di listino partivano da 12.000 euro, e la sua cura costruttiva mantiene alta nelle quotazioni dell’usato (tra i 6.000 e i 7.000 euro).
Il segreto? Un’architettura asimmetrica. Il cruscotto è scavato davanti al passeggero anteriore, permettendo al sedile di scivolare molto avanti, e lasciare spazio a un adulto in quello posteriore, mentre dietro al guidatore può trovar posto un bambino (o la borsa della palestra).
Lillo ha rivelato alla Gazzetta dello Sport di aver scelto la tonalità arancio vivo per un motivo pragmatico. In effetti, una iQ arancione spicca anche nel caos dei centri commerciali, una macchia di colore che sfida il grigio urbano. Ma sotto quella livrea “evidenziatore” c’è una raffinatezza meccanica tale da spingere persino la Aston Martin a utilizzarla come base per la sua lussuosissima (e costosissima) Cygnet.
Motori e sicurezza: piccola ma “corazzata”
A livello di prestazioni, la iQ badava all’efficienza. Il motore più diffuso era il 1.0 VVT-i a tre cilindri da 68 CV, in grado di tenere i consumi su valori irrisori (oltre 20 km con un litro), mentre per un brio maggiore esisteva il 1.33 da 94 CV, anche se il vero capolavoro era la sicurezza.
Nonostante le dimensioni da “giocattolo”, la iQ ottenne 5 stelle Euro NCAP. Toyota la dotò, infatti, di ben 9 airbag, incluso uno inedito a tendina lunotto posteriore per proteggere la testa dei passeggeri seduti sopra l’asse posteriore. Eppure, a dispetto delle credenziali eccellenti, la creatura Toyota non durò più di una generazione, venendo “mandata in pensione” nel 2015 a causa delle vendite deludenti, probabilmente anche a causa di un prezzo non così accessibile.
La pelle del mondo: per un futuro più verde
La stessa sensibilità “micro” della iQ la ritroviamo nell’impegno televisivo di Lillo Petrolo. Insieme allo scienziato Stefano Mancuso, l’attore, di recente ospite al Festival di Sanremo 2026, è protagonista su Rai 3 con La pelle del mondo, un progetto che esplora la biosfera e il potere curativo delle piante.
Proprio come la iQ cercava di ridurre l’ingombro dell’uomo nelle città, il programma invita a un “cambio di visione”: smettere di consumare la superficie del Pianeta e cominciare finalmente a difenderlo. Nella puntata di venerdì 13 marzo, impreziosita da un intervento di Corrado Guzzanti e un approfondimento scientifico, Lillo ci dà una lezione: che si tratti di un’auto ultracompatta o di un albero secolare, il segreto sta tutto nel rispettare l’equilibrio della Terra.