Per un atleta abituato a neutralizzare gli attaccanti più insidiosi del Pianeta, la sicurezza e la stabilità sono imprescindibili, tanto tra i pali quanto sull’asfalto. Non sorprende che la nuova auto di Gianluigi Donnarumma assecondi il bisogno di eccellenza, proprio mentre l’estremo difensore si prepara a blindare la porta azzurra contro la Bosnia.
SUV luxury modenese: i prezzi
La vettura scelta da Gigio è una fiammante Maserati Grecale, scelta per gestire tutti i suoi spostamenti quotidiani oltremanica dopo il trasferimento al Manchester City. Lungo 4,85 metri, il SUV luxury modenese nasce sulla piattaforma Giorgio evoluta dell’Alfa Romeo Stelvio, e offre diverse anime a seconda della motorizzazione.
Il listino parte da 83.900 euro nella versione base da 300 CV (o 250 CV anti superbollo) e sale fino ai 128.100 euro necessari a ridosso del top di gamma Trofeo, equipaggiata con il V6 3.0 Nettuno biturbo da 530 CV derivato direttamente dalla supercar MC20. Si collocano in mezzo la Modena (a sua volta depotenziabile a 250 CV) da 91.600 euro e l’elettrica Folgore, che parte da 113.700 euro. Sul web è circolata insistentemente la cifra di 180.000 euro per l’auto di Donnarumma, ma un prezzo del genere sulla Grecale è plausibile solo attingendo a piene mani a programmi di personalizzazione estremi.
Il design della Grecale reinterpreta il nuovo corso stilistico del marchio inaugurato con la MC20. All’esterno spiccano le linee scultoree, il frontale basso con la calandra imponente e i caratteristici fari verticali. Sulle fiancate dominano le immancabili tre feritoie, mentre il profilo rastremato conferisce dinamismo e un’eleganza tipicamente italiana a tutto l’insieme. All’interno, l’abitacolo della quattro ruote emiliana è un tripudio di tecnologia e lusso che sfida direttamente giganti del calibro di Porsche Macan e BMW X3 M. Il guidatore si trova circondato da un display centrale da 12,3”, un secondo schermo per il clima da 8,8” e finiture impeccabili in pelle pieno fiore e carbonio.
Bosnia-Italia: piede sull’acceleratore
Donnarumma e compagni devono concentrarsi sul campo. Martedì 31 marzo a Zenica, allo stadio Bilino Polje, l’Italia affronta la Bosnia nella finale playoff per l’accesso ai Mondiali. Si tratta di un match da dentro o fuori senza appello, in un clima che si preannuncia caldissimo. L’entusiasmo della diaspora bosniaca ha invaso la città di Zenica tra bandiere gialloblu e caroselli, alimentando l’hype di un evento capace di richiamare all’attenzione spettatori d’eccezione come il presidente UEFA Aleksander Ceferin e la leggenda del tennis Novak Djokovic.
Filtra la tensione anche legata a questioni tecnologiche perché lo stadio non può disporre della goal-line technology, l’ennesima variabile in grado di aggiungere pathos a una sfida già molto accesa. Il CT Rino Gattuso ha caricato l’ambiente ricordando che i ragazzi darebbero la vita e l’anima per staccare il pass iridato. Gli occhi di tutta Italia, compresi quelli di tifosi speciali come Jannik Sinner e Marco Bezzecchi, saranno puntati sugli schermi alle 20:45. Non ci sono scuse o alibi che tengano: serve una vittoria per cancellare i fantasmi del passato e volare finalmente alla kermesse iridata. Agli Azzurri il compito di spingere al massimo sull’acceleratore per non farsi scappare il traguardo più importante.