• 11 Febbraio 2026 16:59

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Casco vietato a un secondo atleta ucraino. Il Cio: “Possono esprimersi prima e dopo la gara”

Feb 11, 2026

AGI – Alle Olimpiadi di Milano-Cortina tiene ancora banco il caso del casco personalizzato. Anche Kateryna Kotsar, sciatrice freestyle ucraina, ha fatto sapere che il Comitato olimpico internazionale (Cio) le ha vietato di utilizzarne uno con la scritta in inglese ‘“Be Brave like Ukrainians’ (“Siate coraggiosi come gli ucraini”).

Il divieto, comunicato a Kotsar prima dell’inizio dei Giochi, è il secondo avviso di questo tipo inviato a un atleta ucraino dal Cio, riporta il Kyiv Independent. Il primo caso è stato quello dell’atleta di skeleton Vladyslav Heraskevych a cui è stato vietato di utilizzare un casco personalizzato, con i volti degli atleti ucraini caduti nella guerra contro la Russia.

“Circa una settimana prima delle Olimpiadi, ho ricevuto un’e-mail in cui si diceva che il Comitato olimpico internazionale considera questo casco propaganda, il che significa che non posso indossarlo ai Giochi”, ha detto Kotsar alla televisione ucraina ieri sera. “A causa della mancanza di esperienza, conoscenza e probabilmente di sicurezza, ho semplicemente cambiato il casco e ora ha solo una piccola bandiera ucraina”, ha aggiunto l’atleta che partecipa alla sua prima Olimpiade.

La storia di Kotsar è emersa dopo che la decisione del Cio del bando sul casco di Heraskevych ha suscitato ampio scalpore in Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky ha pubblicato un post a sostegno di Heraskevych, sottolineando che sul casco sono raffigurati i ritratti degli atleti ucraini uccisi dalla Russia, tra cui il pattinatore artistico Dmytro Sharpar, morto in battaglia nei pressi di Bakhmut, e il biatleta diciannovenne Yevhen Malyshev, ucciso nei pressi di Kharkiv.

Il Cio: “Possono esprimersi prima e dopo la gara”

“Vogliamo che gareggi, non vogliamo che ci siano speculazioni, ci sono delle regole da seguire. Contatteremo l’atleta e gli ripeteremo l’opportunità che ha per esprimere la sua opinione e il suo dolore sui social, in conferenza stampa e in mixed zone”, ha detto il portavoce del Comitato Olimpico Internazionale, Mark Adams nel corso della conferenza stampa giornaliera.

 

AGI – Alle Olimpiadi di Milano-Cortina tiene ancora banco il caso del casco personalizzato. Anche Kateryna Kotsar, sciatrice freestyle ucraina, ha fatto sapere che il Comitato olimpico internazionale (Cio) le ha vietato di utilizzarne uno con la scritta in inglese ‘”Be Brave like Ukrainians’ (“Siate coraggiosi come gli ucraini”).
Il divieto, comunicato a Kotsar prima dell’inizio dei Giochi, è il secondo avviso di questo tipo inviato a un atleta ucraino dal Cio, riporta il Kyiv Independent. Il primo caso è stato quello dell’atleta di skeleton Vladyslav Heraskevych a cui è stato vietato di utilizzare un casco personalizzato, con i volti degli atleti ucraini caduti nella guerra contro la Russia.

“Circa una settimana prima delle Olimpiadi, ho ricevuto un’e-mail in cui si diceva che il Comitato olimpico internazionale considera questo casco propaganda, il che significa che non posso indossarlo ai Giochi”, ha detto Kotsar alla televisione ucraina ieri sera. “A causa della mancanza di esperienza, conoscenza e probabilmente di sicurezza, ho semplicemente cambiato il casco e ora ha solo una piccola bandiera ucraina”, ha aggiunto l’atleta che partecipa alla sua prima Olimpiade.
La storia di Kotsar è emersa dopo che la decisione del Cio del bando sul casco di Heraskevych ha suscitato ampio scalpore in Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky ha pubblicato un post a sostegno di Heraskevych, sottolineando che sul casco sono raffigurati i ritratti degli atleti ucraini uccisi dalla Russia, tra cui il pattinatore artistico Dmytro Sharpar, morto in battaglia nei pressi di Bakhmut, e il biatleta diciannovenne Yevhen Malyshev, ucciso nei pressi di Kharkiv.
Il Cio: “Possono esprimersi prima e dopo la gara”
“Vogliamo che gareggi, non vogliamo che ci siano speculazioni, ci sono delle regole da seguire. Contatteremo l’atleta e gli ripeteremo l’opportunità che ha per esprimere la sua opinione e il suo dolore sui social, in conferenza stampa e in mixed zone”, ha detto il portavoce del Comitato Olimpico Internazionale, Mark Adams nel corso della conferenza stampa giornaliera.
 

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