Il caos generato dall’escalation bellica in Medio Oriente tra Usa, Israele e Iran ha creato una emergenza sociale ed economica allarmante alle nostre latitudini. Nei piani di Donald Trump, Presidente degli Usa, le azioni militari avrebbero dovuto portare a una guerra lampo, ma dopo 18 giorni a pagare le spese sono anche gli automobilisti italiani. Già da metà marzo il prezzo medio del gasolio ha superato la soglia critica dei 2 euro al litro ai distributori nazionali in autostrada, raggiungendo i 2,13 euro, mentre la benzina si attesta stabilmente sopra quota 1,84 euro.
I prezzi sono schizzati alle stelle e non si escludono ulteriori aumenti sulla rete italiana, con il gasolio mai così caro dal 22 marzo 2022, giorno in cui Draghi intervenne con il taglio delle accise. Il Governo, nei giorni scorsi, si era sbilanciato sulle accise mobili per gestire temporaneamente il problema. Date le circostanze, considerato il mancato taglio delle accise sui carburanti, sta avanzando la concreta possibilità che vengano adottati dei bonus per famiglie e imprese in difficoltà.
I bonus anti-rincari
Il Governo sta varando delle misure selettive da applicare nei prossimi giorni. Per le famiglie con Isee sotto i 15mila euro ci sarà la possibilità di avere un bonus per i carburanti, insieme a sgravi fiscali previsti per le imprese più esposte, tra bollette più alte e blocchi all’export, in una fase prolungata d’emergenza. Quindi il requisito per ottenere un aiuto presso i distributori è legato all’Isee e nelle prossime ore verrà annunciato l’iter anche per imprese, mentre opposizioni e consumatori chiedono misure collettive.
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha annunciato interventi selettivi. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sta valutando misure create ad hoc per i soggetti più colpiti, evitando un taglio generalizzato delle accise. Giorgia Meloni sembra convinta di escludere un taglio lineare e generalizzato, sebbene le accise mobili avrebbero potuto rappresentare una valida alternativa. Elly Schlein ha chiesto di restituire subito ai cittadini l’extragettito incassato dallo Stato quando benzina e diesel oltrepassano determinate soglie. Anche Codacons ha richiesto un intervento diretto sulle accise e stima in 16,5 milioni di euro al giorno il maggior esborso per gli automobilisti dovuto ai rincari. Un singolo pieno di gasolio viene a costare adesso 17,3 euro in più; su base annua, ragionando su una media minima di due rifornimenti al mese, il carico supplementare su ogni automobilista si aggirerebbe su una cifra di 415 euro.
Crescono le entrate fiscali
La problematica in capo agli italiani fa da contraltare alle entrati fiscali record dello Stato. In base ai dati Codacons, dal momento che Iva e accise incidono per circa il 58% sul prezzo finale dei carburanti, lo Stato starebbe incassando 9,5 milioni di euro in più al giorno rispetto a fine febbraio grazie ai rialzi ai distributori. Le casse pubbliche si gonfiano e quelle dei cittadini sono sempre più vuote. A pagare il conto delle azioni dei leader mondiali sono sempre le famiglie e le imprese che, in un contesto di instabilità, stanno provando a rimanere a galla.
Il ministro Urso ha ricordato gli effetti del taglio delle accise deciso da Mario Draghi nel 2022 per spiegare la cautela del Governo. Secondo il ministro, quella misura determinò una perdita di circa un miliardo al mese e non fermò l’inflazione. Per il Codacons il taglio della tassazione sui carburanti fece calare l’inflazione dal 6,5% al 6% e generò un risparmio complessivo di circa 4 miliardi per i consumatori. Continueranno i contrasti e le opinioni discordanti, ma già entro la fine di questa settimana dovranno arrivare indicazioni chiare sui bonus.