• 3 Ottobre 2026 9:28

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Carburanti, Urso: “Price cap in 10mila distributori, un successo italiano che stupisce l’Europa”

Ott 3, 2026

AGI – Il ‘price cap’ sui carburanti è “un successo italiano che stupisce l’Europa”. Parole del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che in una intervista a ‘La Sicilia’, spiega come si è arrivati a questa svolta.

L’adesione delle compagnie petrolifere

“Perché la prima mossa tocca sempre allo Stato, come abbiamo fatto con il taglio delle accise – afferma Urso -, rinunciando per quanto possibile agli introiti. Una misura giusta anche se di breve periodo, insostenibile sui tempi lunghi. Per questo abbiamo chiesto alle compagnie di farlo loro, in modo volontario, riscuotendo un successo che la dice lunga sulla credibilità di questo governo e dell’Italia nel mondo”.

“Ci aveva provato la Francia già sei mesi fa, senza esito, perché il ‘price cap’ annunciato da TotalEnergies non era stato seguito dagli altri operatori. In Italia, invece, ha avuto piena riuscita: anche Ip (Socar, Azerbaijan), Q8 (Kuwait) e Tamoil (Libia) hanno prontamente seguito l’esempio di Eni. Ora il ‘price cap’ è praticato in diecimila distributori e si sta estendendo anche agli altri. Un successo italiano che stupisce l’Europa”, afferma il ministro.

Le preoccupazioni sulle esportazioni verso l’Ue

“Ho convocato le raffinerie appena ho avuto notizia che il governo americano minacciava di porre limiti alle esportazioni verso l’Ue, poi con il G7 sembra si sia imboccata un’altra via, comunque emergenziale. Dobbiamo comunque intervenire, con misure efficaci e tempestive. Come abbiamo fatto, appunto, per salvare l’Isab di Priolo quando nessuno ci sperava più”.

Le raffinerie e il caso Priolo

“In questi anni di governo Meloni, mentre altrove in Europa si sono chiuse altre raffinerie, noi abbiamo preservato le nostre – chiarisce Urso -. Priolo, ovviamente, ma anche tutte le altre che erano rimaste in attività.

E quando operatori stranieri hanno acquisito Saras e poi Ip, noi abbiamo apposto prescrizioni di ‘Golden power’ a tutela della produzione e dei rifornimenti nazionali. Per questo la produzione italiana di gasolio è ancora sufficiente e il nostro Paese ne è esportatore netto. Ma il lavoro continua perché vi sono altri pericoli e altre esigenze, che è meglio prevenire”, conclude Urso.

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