• 10 Aprile 2026 16:25

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Candela auto, il piccolo componente che se ignorato può distruggere il motore

Apr 10, 2026

Se la tua auto ha iniziato a singhiozzare, senti dei vuoti di potenza in accelerazione o la spia avaria motore si è accesa sul cruscotto, non sottovalutare questi segnali. Il colpevole è quasi sempre il sistema di accensione e ignorare questi alert può portare a conseguenze gravi, con costi che possono raggiungere anche migliaia di euro.

Molti automobilisti pensano di poter andare avanti ancora per qualche chilometro, ma così facendo mettono a rischio l’integrità meccanica dell’intero veicolo. Vediamo insieme come riconoscere i segnali di guasto e quali sono i costi reali per evitare riparazioni ben più pesanti.

Posso ancora guidare?

La risposta è no. Quando il motore non gira in modo regolare, devi fermarti immediatamente per proteggere la meccanica della vettura. Se il sistema di accensione non brucia correttamente la miscela, la benzina finisce direttamente nel catalizzatore, rischiando di comprometterlo in pochissimo tempo. Procedere con il motore in sofferenza può causare la rottura di altri componenti fondamentali:

danni al catalizzatore: il surriscaldamento causa la perdita della capacità filtrante, aumentando drasticamente le emissioni inquinanti;
bobine d’accensione: la centralina, nel tentativo di correggere l’anomalia, sovraccarica il componente accelerandone l’usura;
sonda Lambda: la lettura errata dei dati inviati alla centralina provoca lo sfalsamento dei parametri, con conseguente accensione della spia avaria;
diluizione dell’olio: una parte della benzina incombusta trafila dalle fasce finendo direttamente nella coppa dell’olio, compromettendo la lubrificazione delle parti soggette ad attrito.

Non importa se la spia motore è fissa o lampeggiante. Se avverti una perdita di potenza o una marcia a scatti, l’unica soluzione sicura è spegnere il veicolo e contattare il soccorso stradale. Continuare la marcia significa trasformare un semplice intervento di manutenzione in una riparazione strutturale molto più costosa.

Quanto costa la riparazione?

La spesa per ripristinare il sistema di accensione cambia in base alla tecnologia della vettura e alla complessità del lavoro necessario. I componenti sono soggetti a usura naturale a causa del calore e delle vibrazioni. Ecco una stima della spesa media per il ripristino del sistema di accensione:

vetture standard e city car: per un set di 4 candele tradizionali e la manodopera, la spesa media è di circa 110 euro;
vetture di ultima generazione: i motori turbo o ibridi montano candele all’iridio o al platino, il prezzo totale in questo caso oscilla tra i 150 e i 220 euro;
vetture premium e SUV: la complessità meccanica porta il conto finale tra i 350 e i 500 euro.

Il costo sale se il guasto coinvolge anche le bobine di accensione. In base al modello di auto, ne esistono di varie tipologie:

bobina unica e cavi candela: sistema tradizionale dove la bobina costa tra i 100 e i 250 euro, a cui vanno aggiunti 80 euro per i cavi;
bobine singole (sistema cop): ogni cilindro ha la sua bobina dedicata, la sostituzione del singolo pezzo costa tra i 50 e i 90 euro;
rampa di bobine (blocco unico): tipica di molti motori moderni, va sostituito l’intero blocco con costi dai 150 ai 280 euro.

Il mio consiglio è di scegliere sempre ricambi di qualità: un componente economico può generare interferenze che disturbano la centralina, causando errori difficili da diagnosticare.

Come riconoscere il problema

Il motore invia segnali molto precisi, che non devono essere ignorati. Se avverti uno di questi sintomi, significa che il sistema di accensione sta perdendo colpi:

il motore gira “a tre cilindri”, provocando vibrazioni forti che senti sul volante e sul sedile da fermo;
avverti dei vuoti quando schiacci l’acceleratore, specialmente in salita o in piena accelerazione;
l’auto fatica a mettersi in moto la mattina, il motorino di avviamento gira a lungo;
senti degli scoppiettii sordi provenire dallo scarico, soprattutto al minimo;
i consumi di carburante aumentano improvvisamente.

Spesso questi difetti si manifestano inizialmente solo quando il motore è sotto sforzo, per poi diventare costanti. Se la macchina procede a scatti, non aspettare che il motore si spenga del tutto in mezzo al traffico, è opportuno portarla subito in officina per un controllo.

Sostituzione candele

Se decidi di procedere autonomamente, sappi che la meccanica moderna richiede precisione. Un errore può trasformare una manutenzione ordinaria in un danno alla testata del motore. Ecco i consigli del meccanico per operare in sicurezza.

Ricorda che gli intervalli di sostituzione delle candele variano sensibilmente in base alla motorizzazione, solitamente tra i 40.000 e i 120.000 km, ma è fondamentale verificare la scadenza corretta sul libretto di uso e manutenzione del proprio veicolo:

attrezzatura specifica: i motori moderni richiedono bussole a pareti sottili (spesso poligonali da 14mm). Usare una chiave non idonea può spaccare la ceramica della candela;
chiave dinamometrica: ogni candela ha una coppia di serraggio specifica. Un serraggio eccessivo rovina il filetto, mentre uno scarso causa perdite di compressione;
diagnosi e software: montare i pezzi nuovi spesso non basta. È necessario collegare uno strumento diagnostico per cancellare gli errori e resettare i parametri di adattamento della centralina;
attenzione alle bobine: vanno estratte con estrema delicatezza, preferibilmente con estrattori dedicati, per non lesionare i connettori elettrici;
GPL e metano: il calore maggiore di questi carburanti consuma gli elettrodi più velocemente. Effettua la manutenzione del sistema e sostituisci le candele ogni 30.000 km per evitare di sovraccaricare le bobine;
mai lubrificare i filetti: non applicare grasso o olio sulla filettatura. Altera la coppia di serraggio e rischia di isolare elettricamente la candela.

Il mio consiglio professionale: il fai da te è una soddisfazione, ma richiede responsabilità. Se non possiedi una chiave dinamometrica o uno strumento di diagnosi professionale, rivolgiti a un’officina per non compromettere l’elettronica o la meccanica del tuo motore. Risparmiare sulla manodopera oggi non deve significare pagare un motore nuovo domani.

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