• 5 Febbraio 2026 11:30

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BYD sanzionata per comunicazione scorretta: sospesa la campagna pubblicitaria

Feb 5, 2026

Ci voleva il Giurì dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria per fermare l’ascesa del colosso cinese BYD. La Casa automobilista con sede a Shenzen dovrà fronteggiare un problema nato da una comunicazione scorretta avvenuta alle nostre latitudini. L’autorità non ha ancora pubblicato la decisione, tuttavia il dispositivo è stato inviato alle concessionarie pubblicitarie per l’“Operazione Purefication” e la sospensione della campagna sarà una naturale conseguenza.

Il Giurì ha scelto di bloccare la campagna “Operazione Purefication” che dal 2026 BYD Italia ha promosso per lanciare un’operazione di rottamazione concepita per le vetture con la cinghia a bagno d’olio. La pubblicità non faceva riferimento ai problemi tecnici delle auto del Gruppo PSA, ora confluito in Stellantis dopo l’unificazione con FCA, ma si intuiva il nesso al motore PureTech 1.2. L’aggressiva campagna pubblicitaria creata dal potente marchio asiatico puntava a coinvolgere tutti i proprietari di modelli con il problema alla cinghia, ma con una tecnica a dir poco inelegante.

Contenzioso tra BYD e Stellantis

La questione è finita sul tavolo del Giurì dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), con il marchio cinese che ne uscirà perdente e ridimensionato. II tentativo di sfruttare le avarie tecniche della concorrenza con una promozione a livello nazionale è stata giudicata scorretta. Sebbene non vi fossero espliciti riferimenti – sottointesi con segnali inequivocabili – ai motori PureTech, BYD dava fino a 10.000 euro di bonus a chi voleva rottamare una vettura dotata di cinghia di distribuzione a bagno d’olio di qualsiasi brand.

Sembrava una mossa astuta che nascondeva una presa in giro al major europeo nato dalla fusione tra PSA e FCA, e il Giurì è intervenuto, anche se il dispositivo è stato inviato a tutte le concessionarie di pubblicità per sospendere la pubblicazione e i passaggi audio e video del messaggio commerciale studiato dal major cinese. Al riguardo il Gruppo Stellantis, chiamato in causa in merito alla decisione del Giurì, ha annunciato:

“La pronuncia ha ritenuto tale campagna ingannevole, denigratoria e illecita sotto il profilo comparativo, disponendone la cessazione e rappresenta un importante riconoscimento della necessità di tutelare i consumatori e i concorrenti da messaggi pubblicitari scorretti. Stellantis continuerà a promuovere una competizione basata sulla qualità dei prodotti e su una comunicazione chiara, completa e trasparente sulle caratteristiche degli stessi”.

Presa di posizione netta

I vertici del Gruppo Stellantis hanno scelto di intervenire per evitare un ulteriore danno dopo i richiami per le avarie ai motori PureTech. In una fase già piuttosto delicata, dopo un 2025 con numeri a ribasso, il management italo-francese ha scelto di proteggere la propria immagine lesa dai continui problemi tecnici ai modelli Peugeot, Citroën, DS e Opel. La cinghia di distribuzione, elemento essenziale che sincronizza il movimento di pistoni e valvole, è solitamente in gomma e lavora a secco.

Nei motori PureTech si è deciso di immergerla nell’olio motore. Idea interessante ma con un punto debole che si è rivelato proprio il materiale della cinghia. A contatto con l’olio motore, le prime versioni della cinghia tendevano a degradarsi rapidamente. La superficie si sfaldava, rilasciando piccoli frammenti di gomma nell’olio. BYD per rendere attraente la sua gamma elettrificata ha scelto la strada peggiore, pugnalando la concorrenza. Per una volta il colosso cinese non ha fatto una bella figura. BYD non ha ancora rilasciato una dichiarazione pubblica sul provvedimento.

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