• 26 Settembre 2026 12:54

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BYD Dolphin Surf, l’elettrica compatta cambia a 360°: le novità anticipate dalla Cina

Set 26, 2026

Chi in Europa conosce la BYD Dolphin Surf come una delle citycar elettriche più economiche sul mercato, si prepari a un cambio di scena importante.

Il costruttore cinese ha diffuso i primi bozzetti ufficiali della nuova generazione del modello, chiamato in Cina Seagull, in cui BYD ha messo mano a proporzioni, linguaggio estetico e dotazione tecnologica, ridisegnando praticamente da capo una delle sue vetture più vendute al mondo. Il tutto viene confermato dalle foto rubate.

La nuova BYD Seagull anticipa la versione europea

Il debutto ufficiale della seconda generazione è atteso sul mercato cinese entro la fine dell’anno, ma l’attenzione del pubblico europeo è già altissima, considerando quanto la Dolphin Surf abbia inciso sui listini del Vecchio Continente grazie a un prezzo aggressivo.

Nella prima metà del 2026 il modello aveva superato le 27.500 unità vendute a livello globale, un dato che la colloca tra le elettriche più diffuse in assoluto. Resta ancora da capire quale strada sceglierà BYD per l’Europa: sostituire la Dolphin Surf attuale con la nuova arrivata oppure affiancarla, andando così ad affollare ulteriormente una gamma cittadina che già oggi conta, tra Dolphin Surf, Dolphin G DM-i e Dolphin elettrica, ben tre proposte diverse.

Nuove dimensioni e look

Il capitolo più evidente del rinnovamento riguarda proprio le misure. La carrozzeria cresce fino a 420 centimetri di lunghezza, ben 21 in più rispetto ai 399 dell’attuale serie, con un balzo che secondo alcune fonti arriverebbe addirittura a 42,5 centimetri complessivi contando anche altre modifiche di layout.

A beneficiarne è soprattutto il passo, che passa da 250 a 265 centimetri, regalando qualche centimetro d’aria in più a chi si accomoda sui sedili posteriori. Le proporzioni finali dovrebbero avvicinarsi a quelle della Dolphin G DM-i, con una larghezza di 1,81 metri e un’altezza di 1,57 metri. Dal punto di vista stilistico, le linee spigolose lasciano il posto a superfici più morbide e sinuose, pur mantenendo alcuni tratti distintivi come le maniglie a filo carrozzeria e il montante posteriore scurito, che regala l’effetto tetto sospeso.

Dietro, i fari diventano più tondeggianti e il diffusore si fa più muscoloso. Anche l’abitacolo cambia pelle, con un ampio schermo centrale che sostituisce anche la strumentazione dietro al volante, una console più imponente pensata per lo stivaggio degli oggetti e una base di ricarica wireless integrata.

Sensore Lidar sul tetto

La vera sorpresa, però, si trova sopra il parabrezza. Per la prima volta su un modello di questa fascia di prezzo, BYD introduce un sensore Lidar montato sul tetto. Il dispositivo, integrato nel pacchetto DiPilot 300, conosciuto anche come God’s Eye B, apre la strada a funzioni di guida assistita piuttosto avanzate per una citycar: dalla navigazione assistita in autostrada e in città fino al parcheggio automatico, passando per il riconoscimento dei semafori e il cambio corsia in autonomia.

Sul fronte della propulsione, la nuova generazione dovrebbe montare un motore elettrico da 127 CV, abbinato a due tagli di batteria LFP firmate FinDreams: una da 30 kWh, buona per circa 320 km di autonomia, e una da 39,2 kWh capace di spingersi fino a 420 km nel ciclo cinese CLTC, valori che andranno naturalmente rivisti una volta arrivata l’omologazione WLTP europea. Resta da vedere se e quando questa tecnologia sbarcherà davvero sulle nostre strade con la stessa rapidità con cui, come spesso accade con i marchi cinesi, si passa da un modello all’altro.

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