AGI – Un risarcimento di circa seimila euro per gli atti di bullismo subiti da uno studente ad opera dei suoi compagni di classe. Così ha deciso il tribunale civile di Lecce ha condannato il ministero dell’Istruzione e una scuola secondaria di primo grado di Nardò (Lecce) a pagare . Il caso è approdato dinanzi al giudice su iniziativa della famiglia dello studente.
L’epilogo dell’azione risarcitoria arriva dopo circa dieci anni dai fatti e a sei anni dall’atto di citazione che risale al 2019. Secondo il Tribunale l’istituto scolastico e il ministero sono responsabili “della violazione di culpa in vigilando e culpa in organizzando“, più specificatamente “per non aver adottato misure adeguate nella salvaguardia dell’incolumità del giovane“. Per la precisione, il danno non patrimoniale subito dal ragazzo è stato quantificato in 4.971,60 euro, mentre a padre e madre, nella loro veste di attori nel processo civile, spettano 1.191 euro a titolo di risarcimento del danno patrimoniale. Totale: 6.162,6 euro.
I dettagli delle vessazioni
Tra il 2015 e il 2017 lo studente era stato fatto oggetto di insulti e percosse dai suoi compagni di classe. Soprusi che hanno costretto il giovane a cambiare istituto. Alle invettive si sono aggiunte anche pesanti offese con riferimenti espliciti alla disabilità motoria della vittima, esclusa anche dalle feste e da ogni iniziativa di socializzazione. Ad una festa di compleanno del ragazzo non si presentò nessuno dei compagni di scuola. “Handicappato di m”, gli avrebbero urlato.
L’esito del procedimento e la ripresa
Il procedimento penale si è concluso, invece, con il beneficio della messa in prova da parte dei responsabili, tutti minorenni. Misura attraverso la quale il giudice impartisce delle prescrizioni volte a riparare le conseguenze del reato e a promuovere la conciliazione con la persona che ha subito il danno. Nel frattempo, la vittima delle vessazioni è riuscita a superare lo choc psicologico ed ha proseguito gli studi.