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Brusca caduta della fiducia nell’Eurozona, ma le Borse tengono

Apr 29, 2019

MILANO – Ore 10:15. Il mancato taglio al rating italiano da parte dell’agenzia Standard&Poor’s, arrivato nella serata di venerdì a mercati chiusi, porta un poco di distensione sul debito italiano. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi cala infatti in avvio di settimana in area 255 punti base, circa cinque punti sotto l’ultima chiusura, con il rendimento del decennale tricolore al 2,54%.

Le Borse europee sono poco mosse, in scia alla seduta contrastata delle Borse asiatiche che non hanno colto il traino di Wall Street: venerdì sera lo S&P500, il listino della Borsa americana, ha scritto nuovi record storici. Milano sale dello 0,4%, Madrid cede lo 0,4% dopo le elezioni che hanno premiato i socialisti ma senza dar loro una maggioranza chiara per governare. Parigi aggiunge lo 0,3%, e Francoforte lo 0,15% e Londra lo 0,2%.

Questa mattina, la Borsa di Tokyo è rimasta chiusa per la lunga festività legata all’abdicazione dell’imperatore Akihito: scambi fermi per tutta la settimana. Le Borse cinesi hanno chiuso la seduta in territorio negativo alla vigilia del nuovo round negoziale sul commercio tra Usa e Cina, con la delegazione americana attesa domani a Pechino, in vista delle battute finali per l’accordo: l’indice Composite cede lo 0,80%, a 3.061,83 punti, mentre quello di Shenzhen perde il 2,41%, a quota 1.625.62. Lo yuan si mantiene stabile sul dollaro con una flessione di appena 3 punti base dopo che la Banca centrale cinese ha fissato la parità 6,7310: a ridosso della chiusura dei listini azionari, il renminbi fa segnare uno sport rate di 6,7289 (+0,01%).

Gli investitori restano alla finestra per capire che vento tirerà sulla congiuntura economica globale, dopo i dati sul Pil americano che hanno mostrato una buona salute dell’economia ma con alcune debolezze legate agli investimenti che confermano un quadro di crescita – ma in rallentamento – per il prossimo futuro. Già oggi, dagli Stati Uniti i dati sull’inflazione potranno indirizzare le prossime scelte della Fed. In agenda anche redditi e spese personali. In Europa si guarda invece ai dati sulla fiducia economica da parte della Commissione Ue, attesi in leggero miglioramento dagli analisti di Intesa Sanpaolo. L’Istat ha tracciato, per marzo, un calo dell’indice dei prezzi alla produzione delle costruzioni per gli edifici residenziali: meno 0,7% su febbraio e 1% su base annua.

L’euro è stabile contro il dollaro, con le urne spagnole che – secondo gli analisti – supportano la divisa unica visto l’avanzata meno forte del previsto della destra anti-sistema. L’euro è scambiato a 1,1157 dollari, contro 1,1151 dollari di venerdì sera. Alle 14:25 ora italiana di venerdì, era sceso a 1,1112 dollari, un minimo in 23 mesi, dopo il dato sul Pil statunitense.

Tra le materie prime, infine, l’oro è poco mosso all’avvio dei mercati. Il metallo con consegna immediata cede lo 0,1% a 1284 dollari l’oncia. Rincula il petrolio con il prezzo che resta sotto 63 dollari al bari,e nonostante gli scontri in Libia. Il Wti scambia a 62,94 dollari con un calo dello 0,57% mentre il Brent cede lo 0,5% a 71,7 dollari.

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