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Borse in ripresa nonostante le incertezze sul governo tedesco

Nov 20, 2017

MILANO – Ore 9.15.Lo stallo sulla formazione del nuovo governo in Germania preoccupa i mercati, con le Borse che questa mattina ripartono in calo, sulla scia anche dell’ultima chiusura in flessione a Wall Street. La cancelliera Angela Merkel ha dovuto incassare il rifiuto dei liberali tedeschi. Uno stop che ha aperto quindi le porte a due soli scenari: un governo di minoranza o nuove elezioni. Scenari, entrambi, che non piaccono agli investitori. Milano cede in avvio lo 0,55%, Londra perde lo 0,3% e Parigi lo 0,15%. Francoforte è prevedibilmente in sofferenza, mettendo a segno un calo dello 0,45%.

Anche Tokyo termina in calo, colpita dal rafforzamento dello yen e in attesa di maggiori sviluppi al Congresso Usa sui tempi di approvazione della riforma del sistema fiscale. L’indice Nikkei ha ceduto in chiusura lo 0,6%.

Sul mercato valutario anche l’euro sconta il fallimento delle trattative per la formaizone del governo tedesco e parte in ribasso, cambiando a 1,1738 dollari contro gli 1,1772 dollari di venerdì pomeriggio.

A Piazza Affari si guarda ancora ai due dossier protagonisti della scorsa settimana. Da una parte Creval, che si prepara a un aumento di capitale da 700 milioni, con il titolo in caduta libera che questa mattina è stato riammesso agli scambi con il divieto di vendite allo scoperto, dall’altra Carige, reduce da una settimana difficile conclusa positivamente con l’accordo con il consorzio di garanzia per l’aumento di capitale. Consob, dopo la sospensione ordinata venerdì, ha riammesso il titolo alle negoziazioni.

L’agenda macroeconomica presenta i prezzi alla produzione in Germania l’indice anticipatore negli Stati Uniti. In programma diversi interventi di esponenti della Bce con il presidente Draghi che sarà ascoltato in audizione al parlamento europeo. A Bruxelles si riunisce poi il consiglio Affari Generali dell’Ue per votare le nuove sedi dell’ema (Agenzia europea del farmaco per cui Milano è candidata) e dell’Eba (Autorità bancaria europea, probabilmente destinata a Francoforte).

I prezzi del petrolio sono misti. I mercati guardano al possibile prolungamento dell’accordo per tagliare la produzione nei Paesi Opec e non Opec. I future sul Wti salgono di 6 cent a 56,61 dollari e quelli sul Brent arretrano di 13 cent a 63,59 dollari al barile. In lieve calo l’oro, a 1291 dollari l’oncia.

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