Il tema degli incentivi per le auto elettriche continua a tenere banco, soprattutto tra chi ha provato a collegarsi nei giorni dei click day senza riuscire a portare a casa il voucher. Dopo due finestre che hanno bruciato quasi completamente i fondi disponibili, oggi il quadro è fatto di numeri contrastanti, informazioni non poco chiare e una domanda che circola tra addetti ai lavori e potenziali acquirenti: c’è ancora spazio per un ripescaggio, anche minimo, o il capitolo incentivi 2025 è ormai chiuso?
Per ora, la risposta ufficiale è che le risorse residue sono pochissime. Ma, come spesso accade con i meccanismi legati ai bonus statali, la partita non è del tutto finita.
In attesa della riapertura
Il primo click day dedicato agli ecoincentivi per le auto elettriche si è svolto il 22 ottobre ed è durato appena sei ore. Un tempo sufficiente per assegnare oltre 40 mila bonus, confermando quanto la domanda fosse superiore all’offerta. Il secondo appuntamento, il 22 novembre, ha portato il totale a 55.748 voucher generati sulla piattaforma Sogei, che gestisce l’intero processo.
Il dato più interessante, però, è quello che emerge dallo stato di validazione: circa il 97% dei voucher risulta già validato, mentre un 3% è ancora in sospeso. Ed è proprio qui che si annida la speranza di chi è rimasto escluso. Perché un voucher non validato, in teoria, dovrebbe tornare disponibile.
Il termine ultimo per utilizzare i voucher era fissato al 23 dicembre scorso, ma a oggi la piattaforma non mostra aggiornamenti sostanziali. I numeri ufficiali infatti parlano di 597 milioni di euro stanziati complessivamente, dei quali risultano utilizzati 596.615.309 euro, pari al 99,6% del totale ed equivalenti ad appena 1.117 euro. Per cui di quel famoso 3% al momento ancora non si parla.
Le regole per richiederli
Nel caso di riapertura non anticipata da comunicati vale la pena ricordare il funzionamento del meccanismo degli incentivi, per farsi trovare pronti. Per i privati il contributo può raggiungere un massimo di 11.000 euro per l’acquisto di un’auto nuova 100% elettrica, appartenente alla categoria M1, a patto di avere un ISEE non superiore ai 30.000 euro. Mentre per chi rientrava nella fascia ISEE compresa tra 30.001 e 40.000 euro, il bonus scende a 9.000 euro.
Ma gli ecoincentivi riguardano anche le microimprese, con un contributo fino al 30% del prezzo di acquisto – entro un tetto massimo di 20.000 euro per veicolo – per i veicoli commerciali leggeri elettrici, appartenenti alle categorie N1 e N2.
Come richiedere il voucher
La procedura di richiesta, per chi riesce ad accedere alla piattaforma con tempismo, è piuttosto strutturata ma lineare. Una volta inseriti i dati, il sistema verifica automaticamente il possesso dei requisiti richiesti, a partire dal codice fiscale dell’utente.
Sul voucher generato compaiono una serie di informazioni chiave: la data di emissione, il codice fiscale e il nome dell’intestatario, la targa del veicolo da rottamare (se prevista), l’importo del contributo, la data di scadenza fissata a 30 giorni, oltre a un QR Code e un codice a barre. Il voucher a quel punto può essere salvato in PDF, stampato e consegnato alla concessionaria scelta per finalizzare l’acquisto.
Se il voucher non viene utilizzato entro i termini, si annulla automaticamente. Ed è proprio da questi annullamenti che potrebbe arrivare l’eventuale, ultimo spiraglio per un ripescaggio.
Nuovi incentivi nel 2026?
Alla luce dei numeri, è difficile immaginare una riapertura significativa. Le risorse rimaste sono minime e non consentirebbero di finanziare nuovi acquisti in modo strutturato. Tuttavia, in passato non sono mancati casi di micro-riaperture legate a fondi rientrati o a voucher non validati per errori formali.
Chi spera in un terzo click day deve quindi fare i conti con aspettative molto basse. Più realistico, invece, guardare già al futuro: il tema degli incentivi resta centrale nel dibattito sulla transizione elettrica e il 2026 potrebbe portare nuove misure, magari rimodulate, per sostenere un mercato che in Italia fatica ancora a decollare.
Nel frattempo, per chi è rimasto a mani vuote, la parola chiave resta una sola: monitorare. Perché, anche quando sembra che tutto sia finito, con i bonus auto l’ultima parola non è mai davvero scritta.