• 24 Marzo 2026 14:25

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Bimota presenta BX450, l’inedito modello per il panorama delle enduro su base Kawasaki

Mar 24, 2026

Con oltre cinquant’anni di attività e di successi costruiti attorno alle moto stradali e da pista, Bimota inizia un nuovo capitolo nel panorama dell’enduro: infatti, la Casa riminese ha presentato ufficialmente al pubblico BX450.

Si tratta di un modello che nasce come ultimo tassello di un lungo percorso di sviluppo, che ha visto alcuni prototipi impegnati nei campionati italiani Motorally e Raid TT, raccogliendo risultati concreti tra cui diverse vittorie e un titolo nazionale. È già disponibile su ordinazione in tutta la rete di concessionari del marchio.

Base giapponese, design italiano

BX450 nasce sulla base tecnica della Kawasaki KX450X, soluzione che riflette anche gli attuali assetti industriali, considerando che la Casa giapponese è proprietaria del marchio italiano. Il modello adotta un motore monocilindrico da 449 cm³ raffreddato a liquido, inserito in un telaio in alluminio e abbinato a sospensioni sviluppate per un utilizzo competitivo. Su questa base, Bimota interviene con una propria interpretazione, puntando su assemblaggi, finiture e soluzioni che richiamano la tradizione artigianale del marchio.

Il risultato è un modello che combina una piattaforma tecnica già consolidata con un lavoro mirato su componenti e dettagli, con l’obiettivo di adattare il progetto alle esigenze dell’enduro agonistico. Dal punto di vista estetico, BX450 adotta linee tese e una grafica dedicata, elementi che contribuiscono a definire un’identità visiva distinta rispetto al modello di origine.

Il telaio in alluminio resta centrale anche per quanto riguarda la gestione dei pesi e della maneggevolezza, mentre debutta il logo “Bimota Experience”, introdotto per identificare la nuova gamma off-road.

Le caratteristiche tecniche

Come su ogni Bimota, anche in questo caso la base tecnica rappresenta l’inizio di un progetto sviluppato con attenzione agli aspetti ingegneristici. BX450 è stata messa a punto con un sistema di tarature avanzate, pensato per rispondere alle richieste dell’enduro competitivo. Al centro della gestione elettronica c’è la centralina Athena GET, programmata per sfruttare le prestazioni del modello.

La dotazione include due mappe motore selezionabili, dieci livelli di controllo di trazione e il launch control attivabile tramite il controller SX1. È inoltre disponibile un controller opzionale che consente di personalizzare i parametri e accedere a funzioni di diagnostica avanzata.

La destinazione d’uso emerge anche dalla componentistica: tra gli elementi previsti ci sono pneumatici Metzeler MCE 6 Days Extreme Supersoft e un silenziatore Akrapovič in titanio. Il pacchetto comprende inoltre un secondo serbatoio: alla configurazione standard da 10,7 litri si affianca un’unità da 6,2 litri, inclusa di serie, per adattare la moto alle diverse esigenze di gara. I componenti utilizzati nelle competizioni Motorally e Raid TT saranno resi disponibili come accessori, con sviluppo attualmente in corso.

I precedenti di Bimota nell’enduro

L’arrivo della BX450 segna il primo modello Bimota da enduro effettivamente commercializzato, ma non si tratta del primo esperimento del marchio italiano nel fuoristrada. Già nel 2011, Bimota aveva presentato DBX 1100, bicilindrica nata sulla base della DB10 e concepita come una vera enduro racing, a EICMA. Il progetto, guidato dall’ingegner Massimo Gustato, prevedeva componenti di qualità elevata come forcelle e ammortizzatori Öhlins TTX, cerchi Excel su mozzi CNC, pinze freno Brembo e pneumatici da enduro.

Con 175 kg di peso e 100 CV, DBX 1100 poteva competere con le più note bicilindriche tedesche e austriache, e fu testata in gara nell’Erzberg Rodeo, ottenendo piazzamenti di rilievo, tra cui un quarto posto assoluto nell’Iron Prologue. Nonostante l’interesse suscitato, la produzione si fermò a soli 23 esemplari, venduti quasi tutti all’estero, con tre esemplari destinati agli Stati Uniti d’America e uno conservato presso il Bimota Spirit Museum di Raleigh, in Carolina del Nord.

Parallelamente, Bimota aveva sviluppato i prototipi BBX 300 e BBX 508, presentati sempre nell’edizione 2011 di EICMA, basati su motori derivati dalle Jotagas spagnole. Le due moto avevano rispettivamente motori due tempi da 300 cc e quattro tempi da 495 cc, entrambe equipaggiate con telai a doppia culla, sospensioni Öhlins e forcelle Marzocchi, oltre a freni Braking Bat-fly.

L’obiettivo era creare una gamma off-road che includesse modelli da 250 a 500 cc, capaci di competere con le enduro più note del periodo, ma il progetto non ricevette l’interesse previsto dai fan di Bimota e fu abbandonato.

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