• 10 Aprile 2026 13:52

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Benzina esaurita in Liguria, i turisti francesi svuotano i distributori

Apr 10, 2026

Il ponte di Pasqua si è appena concluso, ma sulle strade del ponente ligure i segni del passaggio dei turisti restano ben visibili, e non solo sotto forma di traffico intenso. Lungo la fascia costiera che unisce Ventimiglia a Sanremo, fino a spingersi verso Imperia, si è consumato un “assalto” ai distributori di carburante tale da lasciare molte stazioni di servizio letteralmente a secco, un fenomeno attribuibile alla grande affluenza festiva, ma anche a una questione economica.

Il miraggio del pieno “italiano”

A far saltare i piani di rifornimento dei residenti e a mandare in crisi le scorte di molti gestori sono stati i vicini di casa francesi. Prima di imboccare l’autostrada verso la frontiera, migliaia di automobilisti transalpini hanno deciso di fare tappa fissa al distributore, attirati dalle cifre indicate sui tabelloni luminosi dei prezzi: mentre in Francia la benzina ha ormai sfondato la barriera psicologica dei 2 euro al litro, nei distributori liguri il costo oscilla mediamente tra 1,70 e 1,80 euro.

Il divario può superare i 20 centesimi al litro, traducendosi in un risparmio netto che, su un pieno completo, può arrivare a superare i 10 o 12 euro, una cifra tutto fuorché trascurabile in un periodo di forte inflazione.

Benzina esaurita in un lampo: imbottigliate anche le ambulanze

Con l’ondata di rientri tra il 6 e l’8 aprile la situazione è sfuggita di mano: nei piazzali dei distributori low-cost e delle pompe bianche auto con targa francese attendevano di accaparrarsi gli ultimi litri a buon mercato. Inutile dire che le scorte non hanno retto. Tempo poche ore e parecchi operatori si sono ritrovati a dover appendere il cartello “esaurito”, in disperata attesa delle autobotti per i carichi extra.

La verde? Sparita in un lampo, ben prima di quanto i gestori avessero preventivato. Il diesel è, invece, rimasto disponibile più a lungo: probabilmente pesano i calcoli fatti alla pompa, dato il divario meno netto rispetto alla Francia.

Ma il problema è andato al di là del portafoglio. A Sanremo la faccenda è diventata seria quando anche le ambulanze sono rimaste imbottigliate nel traffico dei distributori, costringendo i soccorritori a fare i conti con attese assurde prima di poter rifornire e ripartire.

Solo con la giornata del 9 aprile, con la Riviera in procinto di svuotarsi, la situazione è tornata gestibile. I serbatoi sono stati riempiti di nuovo e la normalità è tornata sovrana, chiudendo una settimana decisamente complicata per chiunque avesse bisogno di muoversi in zona.

Un fenomeno che attraversa i confini

Quanto accaduto in Liguria non è però un caso isolato. L’Italia, storicamente penalizzata dal caro carburante, sta vivendo una fase in cui, paradossalmente, diventa la “terra promessa” per una parte del Vecchio Continente. Dinamiche speculari si osservano regolarmente nel Comasco, dove gli automobilisti svizzeri a varcare il confine mossi sempre dalla logica di risparmio, o lungo le frontiere con Austria e Slovenia.

In un’Europa ancora caratterizzata da regimi fiscali frammentati, il “turismo del pieno” rimane una variabile capace di mandare in tilt la logistica di intere province, fino a rendere un semplice rifornimento una caccia all’oro.

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