• 14 Marzo 2026 9:01

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Auto usate, i casi estremi e come smascherare le truffe record

Mar 14, 2026

Orientarsi nel mercato delle auto usate è un po’ come muoversi su un campo minato. Fra trucchi per far sparire i chilometri e proprietari che si svincolano in fretta dal veicolo, incappare in una fregatura è una possibilità concreta anche per l’acquirente più esperto.

Il giro del mondo in cinque Paesi

In Italia, modelli iconici come la BMW Serie 3, l’Audi A8 o la Porsche 911 Carrera S hanno fatto registrare fino a cinque cambi di nazione. Se una vettura attraverso così tante dogane, spesso è per sfruttare la scarsa comunicazione tra i database internazionali e “ripulire” lo storico.

Ancora più incredibile è il numero di scambi: il record italiano indicato da carVertical spetta a una BMW M4 passata di mano ben 26 volte, seguita da una Fiat 500 con 24 proprietari e una Range Rover con 23. Secondo l’esperto del settore Matas Buzelis, un turnover così elevato è un segnale d’allarme che non va ignorato:

“Quando un’auto cambia proprietario così frequentemente, spesso significa che presenta problemi seri che non vengono risolti. In molti casi il veicolo viene semplicemente rivenduto a un nuovo acquirente invece di essere riparato correttamente. Senza una verifica della storia del veicolo, ottenere queste informazioni è praticamente impossibile”

Incidenti a catena e riparazioni da capogiro

Se pensate che un paio di piccoli urti siano il massimo della sfortuna, guardate alla Mercedes-Benz Classe SLK e alle 20 segnalazioni contabilizzate nel report. Poco meglio è andata ad alcune Audi A4 e Porsche Cayenne, ferme a quota 18, ma il vero colpo al portafogli arriva con le supercar. Quando una Ferrari finisce fuori strada, il conto non è mai banale. In Italia, il primato dei danni stimati appartiene a una Ferrari 599 GTB con ben 275.000 euro di riparazioni, seguita da una 812 Superfast che ha sfiorato il quarto di milione.

Buzelis è categorico in proposito: se i danni raggiungono cifre simili, il rischio di ritrovarsi con un’auto strutturalmente compromessa è altissimo:

“In questi casi è meglio evitare l’acquisto o, almeno, sottoporre il mezzo a un’ispezione approfondita presso un centro autorizzato. I report sulla storia del veicolo indicano quali parti sono state danneggiate, aiutando gli specialisti a controllare componenti specifici. In caso contrario, l’acquisto può trasformarsi in un incubo, specie quando arriverà il momento di rivenderla”

Il trucco del contachilometri

È la truffa più vecchia del mondo e anche la più redditizia. Nel 2025 la pratica di “schilometrare” le vetture ha toccato vette assurde, portando gli acquirenti a pagare uno sproposito per esemplari a fine ciclo vita. Una Mercedes-Benz Classe R è, ad esempio, risultata ringiovanita di ben 358.000 km, praticamente la distanza tra la Terra e la Luna. Poco meglio una BMW Serie 7, che ha visto sparire nel nulla 356.000 km dal display.

Matas Buzelis spiega che il problema è spesso legato all’importazione:

“Il chilometraggio falsificato è una piaga dei veicoli importati. Poiché molti Paesi non condividono i dati, le informazioni restano nel Paese d’origine e diventano inaccessibili alle istituzioni del nuovo Stato di immatricolazione. Serve trasparenza totale per permettere agli acquirenti di accedere alla storia completa del veicolo senza restrizioni”

Invece di lasciarsi prendere dall’entusiasmo, sarebbe il caso di effettuare qualche controllo in più prima dell’acquisto. Del resto, la prudenza non è mai troppa.

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