Non è stato il migliore dei risvegli per gli abitanti di Monroe Street, a Deaborn Heights, nel Michigan. Nessuna calamità naturale sfociata in qualche dramma da cronaca nera, fortunatamente, ma ai conducenti poteva andare meglio. Un tranquillo quartiere residenziale è diventato, infatti, una distesa di sculture vitree, la combinazione fatale tra la fragilità umana e la rottura di una condutture idrica nel cuore della notte. Già, viste le temperature particolarmente basse, una costante del periodo anche sulle nostre strade, si potrebbe pensare che le auto intrappolate nel ghiaccio siano tutta colpa di una tempesta di neve o di una gelata notturna, ma no: qualcos’altro ha tolto il sorriso ai residenti.
Una prigione di ghiaccio improvvisa su Monroe Street
Immaginatevi la scena: fate colazione, salutate i vostri cari e varcate l’uscio di casa, quando notate la vostra auto inghiottita da una spessa corazza di ghiaccio trasparente. Ci sentiremmo piccoli piccoli ripensando a tutte le volte in cui ci siamo lamentati del semplice maltempo, come se della semplice brina potesse rovinarci la giornata. Qui è andata molto peggio e sarà servita senz’altro una buona dose di pazienza prima di rivedere la situazione tornare alla normalità.
L’assurdo fenomeno, documentato sui social, ha colto alla sprovvista le autorità locali anche perché repentino. In una clima normale, parleremmo di un fastidioso allagamento, ma nei pochi minuti di “fuori programma” il freddo polare del Michigan non hanno dato all’acqua il tempo di defluire, che al contrario si è aggrappata agli pneumatici e, salita lungo le carrozzerie, ha sigillato le portiere. I marciapiedi si sono così trasformati in lastre di vetro spesse diversi centimetri, creando un panorama spettrale. Tra le vetture saldate all’asfalto e i paraurti nascosti sotto stalattiti che toccavano terra, le vetture parcheggiate sulla Monroe Street ricordavano dei reperti archeologici conservati nel cristallo.
I problemi nelle operazioni di soccorso
Le temperature gelide hanno reso quasi impossibile liberare i veicoli, complicando ogni tentativo di intervento e trasformando una riparazione di routine in una sfida contro il termometro. Appena sono accorsi sulla strada per chiudere la falla, i servizi di emergenza hanno trovato una sorta di muro invisibile: il ghiaccio era talmente duro che gli strumenti tradizionali rischiavano di danneggiare ulteriormente le carrozzerie o le tubature stesse.
Per i residenti, lo stupore iniziale ha lasciato presto il posto alla frustrazione, mentre risale alle cronache un tema delicato: lo stato delle infrastrutture americane. Messe a dura prova dagli sbalzi termici estremi, le tubature obsolete diventano una fonte di problemi, e quando una conduttura cede nel pieno della fredda stagione il danno è anche di carattere sociale.
La rimozione del ghiaccio sarà stata un processo lento e metodico. In alcuni casi, avrà reso necessario un timido rialzo delle temperature o un intervento con getti d’acqua calda, col rischio però di creare nuove lastre scivolose poco dopo. Impotenti davanti ai loro veicoli, gli automobilisti di Dearborn Heights sperano che il prossimo “crack” sia quello del ghiaccio che si spezza, e non di un’altra tubatura che cede sotto il peso dell’inverno.