In un mondo che sembra aver dimenticato l’esistenza delle station wagon, sopravvive un’ultimo bastione che non ha nessuna intenzione di cedere il passo. Si chiama Audi A6 Allroad, è arrivata alla sua quinta generazione e non ha bisogno di diventare un SUV per fare quello che fanno le vetture rialzate. Con carreggiate più larghe, sospensioni pneumatiche, due motorizzazioni di alto livello e un prezzo che parte da 82.350 euro, la nuova Allroad si presenta come la risposta concreta a chi non è disposto a sacrificare il piacere di guida sull’altare della moda.
Design imponente
Per la prima volta in assoluto dalla nascita di questa versione Audi ha dotato la Allroad di carreggiate allargate specifiche: +7,4 cm all’anteriore e +7 cm al posteriore. Significa passaruote più pronunciati, una presenza a terra completamente diversa, un’andatura muscolosa che nelle generazioni precedenti non c’era.
I numeri parlano da soli: 5,02 metri di lunghezza totale, 11,1 cm in più in larghezza rispetto alla A6 Avant standard. Visivamente, la differenza tra una Allroad e una Avant normale non è mai stata così evidente. Il DNA Audi è riconoscibile in ogni linea, ma la muscolatura aggiunta la avvicina al mondo dei SUV senza imitarlo.
Domina l’asfalto
L’impostazione tecnica della Allroad è sempre stata quella di chi sa fare bene due cose insieme, e questa generazione spinge ulteriormente in quella direzione. L’altezza da terra aumenta di 37 mm rispetto alla sorella stradale, ma la vera magia è nelle sospensioni pneumatiche adattive di serie, che permettono un’escursione fino a 55 mm e riconfigurano la vettura in modo radicale a seconda della modalità scelta.
In modalità Dynamic l’assetto si abbassa di 20 mm per privilegiare precisione e agilità su asfalto. In modalità Offroad e Offroad+ l’altezza da terra cresce fino a +35 mm in modalità Lift, con interventi coordinati su differenziale, cambio e controllo di trazione. In pratica: in Offroad+ il cambio ritarda le scalate di marcia per mantenere più coppia disponibile, e il controllo di trazione lascia slittare le ruote più a lungo per trovare grip su superfici sconnesse.
Per la prima volta sulla Allroad sarà disponibile anche l’asse posteriore sterzante, che migliora la manovrabilità a bassa velocità riducendo il raggio di sterzata e aumenta la stabilità ad alta velocità durante i cambi di corsia.
Lunghi viaggi e non solo
La scelta motoristica è tra due proposte molto diverse per natura, ma accomunate da un livello tecnico elevato. Il V6 3.0 TDI Mhev+ da 299 CV e 580 Nm sarà quasi certamente la motorizzazione di punta in termini di volumi di vendita. La sovralimentazione a doppio stadio con compressore elettrico nel primo stadio per eliminare quasi del tutto il turbo lag, garantisce una risposta che raramente si associa a un diesel. La coppia è disponibile in modo lineare su tutto il range di giri, e questo su un’auto di cinque metri che deve trascinare bagagli, passeggeri e affrontare salite significa avere sempre la sensazione di abbondanza. Abbinata alla trazione integrale quattro Ultra, intelligente nell’attivare il posteriore quando necessario, questa motorizzazione copre praticamente qualsiasi scenario d’uso.
La vera novità, però, è la prima motorizzazione plug-in nella storia della Allroad. Un quattro cilindri 2.0 TFSI a ciclo Miller da 252 CV si unisce a un motore elettrico da 143 CV per una potenza combinata di 367 CV e 500 Nm.
Da 82.350 euro
Il listino parte da 82.350 euro per il V6 TDI Mhev+ da 299 CV e sale a 88.650 euro per la versione e-hybrid da 367 CV. Non sono cifre per tutti, ed è giusto dirlo chiaramente. Ma messe in rapporto con quello che la Allroad offre tra qualità costruttiva Audi, capacità off-road reali, autonomia e comfort da berlina premium, motorizzazioni di alto livello, il confronto con un SUV di fascia equivalente regge senza difficoltà.
Le consegne inizieranno nell’ultimo trimestre del 2026. Chi ha aspettato questa generazione sa già cosa fare. Chi non conosceva la Allroad ha ora tutte le ragioni per scoprirla.