Mentre il macrocosmo dell’auto da collezione celebra record d’asta stratosferici e investimenti milionari, quello del crimine organizzato non fa dormire sogni tranquilli ai commercianti. In Canada un furto “vecchia scuola” ha messo in ginocchio la Lockwood Leasing, dove otto gioielli sono svaniti nel nulla in otto minuti, per un valore complessivo di circa 1,4 milioni di dollari.
La cronaca di un assalto fulmineo
Le menti dietro il colpo non erano degli sprovveduti. Nel pieno della notte (erano le 3.35 del mattino) una banda composta da dieci individui, vestiti rigorosamente di nero e con il volto coperto, ha fatto irruzione nei locali della concessionaria. Invece di mettere a segno attacchi informatici ai server o sfruttare i sofisticati dispositivi moderni per clonare le frequenze delle chiavi keyless, i malviventi hanno sfondato una porta a vetri con un comune piede di porco, e da lì nessun ostacolo li ha fermati. All’interno li “attendevano” i veicoli presenti nel salone e le chiavi. In pochissimo tempo, il piazzale della Lockwood Leasing è stato svuotato delle straordinarie produzioni che conteneva, tra cui una Ferrari 812 GTS, una Porsche 911 GT3, due sontuose Mercedes-Benz S580 e due agili BMW M4.
Nonostante combattere il crimine sia per loro una routine, gli stessi inquirenti sono rimasti sbalorditi. Mentre molti proprietari ricorrono a escamotage creativi – sulla falsariga del trucco adottato da un guidatore a Cagliari in una ZTL – i professionisti del furto entrati in azione hanno sfruttato delle evidenti falle di sicurezza strutturali. Anche se era presente, il sistema di allarme fatto installare dalla concessionaria ha potuto fare bene poco data l’assenza di una recinzione perimetrale e di una porta robusta abbastanza resistenti.
La rapidità dell’operazione non è stata comunque sufficiente alla banda a passarla liscia a causa di un errore fatale. Durante l’irruzione uno dei malviventi è rimasto ferito, lasciando una traccia di sangue sulla scena, e proprio questo dettaglio “biologico”, unito all’analisi dei filmati di sorveglianza, ha permesso alle Forze dell’Ordine di effettuare un primo arresto a stretto giro.
Grazie alla rapidità dell’intervento, gli agenti hanno recuperato quattro dei mezzi rubati, tra cui la Ferrari. Eppure, il bilancio resta amaro, in quanto all’appello manca la Porsche 911 GT3, il pezzo più ambito dai puristi della guida. Gli investitori temono che l’organizzazione criminale abbia già smistato la supercar verso circuiti internazionali o blindata all’interno di un container diretto oltreoceano. Se così fosse, le probabilità di localizzazione subirebbero un crollo verticale.
Il timore degli investigatori
Spesso la protezione digitale concentra le risorse, ma il furto solleva interrogativi fondamentali sulla sicurezza fisica delle attività che gestiscono beni di elevato valore. Il settore delle auto di lusso continua a crescere e con esso, purtroppo, anche l’audacia delle bande organizzate. Per i proprietari di saloni e i collezionisti privati, il caso Lockwood Leasing è un promemoria sull’importanza di adottare ogni strumento necessario a proteggere i beni custoditi. La velocità con cui questi uomini sono passati dal buio della notte alla guida di 600 cavalli è la prova che, a volte, un semplice piede di porco è più efficace di qualsiasi hacker.