Il Gran Premio d’Ungheria 2026 segna l’ingresso in scena della nuova Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+ nel ruolo di vettura di sicurezza ufficiale della Formula 1, e lo fa con alcune novità che vanno oltre il semplice cambio di modello. Questa Safety Car introduce soluzioni tecniche inedite per il suo ruolo tra cui, per la prima volta in trent’anni di collaborazione tra Mercedes e FIA, la trazione integrale.
La AMG GT Black Series lascia il campo dopo 51 Gran Premi e quattro stagioni di servizio. Chi la sostituisce non è una versione de-tuned destinata a girare piano: è la variante più performante dell’attuale gamma AMG GT, con alcune modifiche significative sia sul fronte della sicurezza che su quello dell’aerodinamica.
La prima a trazione integrale
Sotto il cofano rimane il V8 biturbo da 4,0 litri capace di sviluppare 612 CV e 850 Nm di coppia, abbinato al cambio automatico AMG Speedshift MCT a nove rapporti. Fin qui, la continuità con le Safety Car precedenti. La novità meccanica sta nel sistema di trazione integrale variabile 4Matic+: si tratta di una novità assoluta. Le precedenti Mercedes erano tutte a trazione posteriore, così come l’Aston Martin Vantage utilizzata negli ultimi anni. Bernd Mayländer, pilota ufficiale del ruolo da decenni, dispone di un’auto che risponde in modo più equilibrato ai limiti dell’aderenza. Nell’abitacolo troverà sedili racing Recaro con cinture a sei punti, roll-bar FIA, sistemi radio dedicati e un display per monitorare in tempo reale le informazioni dalla direzione gara.
Pacchetto aerodinamico dedicato
La GT 63 Pro da strada è già un’auto sviluppata per la performance, ma la versione Safety Car riceve un trattamento aggiuntivo. Tra le modifiche figurano uno splitter anteriore più pronunciato, nuove alette aerodinamiche un fondo rivisto per migliorare i flussi d’aria e l’alettone posteriore attivo. Quest’ultimo è il componente che porta con sé la novità più visibile: integra direttamente al suo interno i nuovi sistemi di segnalazione luminosa, eliminando la barra luminosa tradizionale dal tetto. Il risultato è un’auto che guadagna in pulizia aerodinamica e in presenza visiva, senza rinunciare alla leggibilità dei segnali per i piloti.
Per celebrare il trentesimo anniversario della collaborazione con la Formula 1, la vettura sfoggia una livrea speciale con vernice nera lucida, dettagli rossi, loghi degli sponsor e specifici emblemi celebrativi su cofano, tetto e ala posteriore. L’estetica è quella di un’auto nata per essere vista in testa al gruppo.
Niente più barra luminosa
Il cambiamento più immediato per chi guarda la Safety Car muoversi in pista è quello che riguarda la segnalazione. Mercedes ha eliminato il classico lampeggiante montato sul tetto, sostituendolo con una soluzione completamente integrata nell’aerodinamica della vettura. I LED sono stati inseriti direttamente nell’ala posteriore attiva e nel relativo flap, insieme alle telecamere utilizzate durante le procedure di Safety Car. Sul frontale trovano invece posto nuovi lampeggianti integrati nel paraurti e all’interno dei gruppi ottici anteriori e posteriori.
Come da regolamento FIA, le luci arancioni indicano ai piloti il divieto assoluto di sorpasso, mentre quelle verdi autorizzano il superamento della Safety Car quando la direzione gara comunica il termine della neutralizzazione. Il sistema è diverso nella forma, ma identico nella funzione: la leggibilità per i piloti rimane garantita, e il design integrato riduce il peso aggiuntivo e la resistenza aerodinamica che la tradizionale barra sul tetto comportava.