• 14 Gennaio 2026 11:22

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Arresto per eccesso di velocità, svolta in Francia

Gen 14, 2026

In Francia hanno deciso che la velocità non è più solo una questione di punti patente o di portafoglio. È una questione penale. Superare di oltre 50 chilometri orari il limite non sarà più soltanto un’infrazione amministrativa, ma un reato vero e proprio, con tanto di possibile carcere fino a tre mesi e multa da 3.750 euro. Lo stabilisce il nuovo Codice della Strada francese, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale la scorsa settimana, segnando un cambio di passo netto nella filosofia della sicurezza stradale d’oltralpe.

Non è solo la pena a fare rumore, ma ciò che le ruota attorno. Perché il reato finirà nel casellario giudiziale, lasciando una traccia che può pesare nel tempo: lavoro, assicurazioni, vita privata. La velocità eccessiva, insomma, non viene più trattata come una bravata da automobilisti distratti, ma come un comportamento socialmente pericoloso, degno dello stigma penale. È un messaggio chiaro, quasi brutale: chi corre troppo, da oggi, risponde come un criminale.

Come cambiano le cose

Fino a ieri non era così. In Francia superare il limite di oltre 50 km/h significava una multa fino a 1.500 euro, la perdita di sei punti dalla patente e, solo in caso di recidiva, l’ingresso nel perimetro penale. Un sistema che, secondo la Delegazione interministeriale per la sicurezza stradale, non era più “adattato alla gravità e alla crescente frequenza delle infrazioni”. Tradotto: non faceva più paura a nessuno. E quando la sanzione smette di spaventare, diventa rumore di fondo.

I numeri spiegano la svolta meglio di qualsiasi proclama politico. Nel 2024 l’Agenzia per la sicurezza stradale francese ha registrato 63.217 violazioni per eccesso di velocità oltre i 50 km/h. Un dato impressionante, soprattutto se confrontato con il +69% rispetto al 2017. La velocità eccessiva è oggi la seconda causa di incidenti mortali sulle strade francesi. Sempre nel 2024, 3.190 persone hanno perso la vita in incidenti legati direttamente all’alta velocità. Numeri che non consentono più indulgenze lessicali né compromessi normativi.

Il paragone con l’Italia

La Francia, dunque, sceglie la linea dura. E l’Italia? Il confronto è inevitabile, ma va fatto con precisione. Nel nostro Paese, l’eccesso di velocità resta un illecito amministrativo, anche quando è grave. L’articolo 142 del Codice della Strada prevede che superare il limite di oltre 40 km/h e fino a 60 km/h comporti una multa salata e la sospensione della patente da uno a tre mesi. Se si va oltre i 60 km/h, la sospensione sale da sei a dodici mesi, con sanzioni economiche ancora più pesanti. Ma non si entra nel penale. Il carcere scatta solo se la velocità si combina con altri comportamenti: gare clandestine, guida in stato di ebbrezza grave, o – peggio – se dall’eccesso deriva un incidente mortale, con le note fattispecie di omicidio stradale.

Due filosofie diverse. L’Italia continua a punire il gesto, la Francia sceglie di colpire il comportamento come potenzialmente criminale in sé. Non è solo una questione di severità, ma di prevenzione simbolica. Parigi manda un segnale culturale: correre troppo non è solo imprudenza, è un atto che mette deliberatamente a rischio la vita altrui.

Come fare per imporsi

Resta da capire se la paura del carcere funzionerà meglio delle multe. La storia insegna che le leggi più dure sono efficaci solo se accompagnate da controlli costanti e da una percezione reale del rischio di essere fermati. Senza autovelox, pattuglie e verifiche, anche il carcere resta una minaccia astratta. Ma la Francia sembra aver scelto la strada della responsabilità individuale portata all’estremo: chi accelera oltre ogni limite, accelera anche verso una condanna.

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