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Alluminio: dalle pentole all’incarto dei cioccolatini. E siamo primi in Europa nel riciclo

Ago 7, 2016
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Dei Baci Perugina ormai sappiamo praticamente tutto, ma vi siete mai chiesti di chi è il rivestimento che tanto contribuisce a renderli una vera icona? Ebbene, ininterrottamente dal 1922 l’alluminio stellato che ricopre i cioccolatini celebri in tutto il mondo proviene da una ditta italiana. E italiane sono anche le padelle in alluminio usate dalla star chef Christine Silverstein a New York.

Non tutti sanno, infatti, che il nostro Paese è uno tra i primari esportatori di prodotti di alluminio nel mondo. “L’industria dell’alluminio – afferma Mauro Cibaldi, presidente di Centroal-Centro Italiano Alluminio – con i suoi 11,1 miliardi di fatturato nel 2015, 500 stabilimenti e 15.600 addetti diretti si sta progressivamente affermando presso i costruttori finali alla ricerca di leggerezza, sicurezza, risparmio energetico e riciclabilità totale. Tutto ciò diventa ancor più concretamente vero nel mondo degli utensili e degli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti, dove l’alluminio è sinonimo di sicurezza e qualità, oltre che di un effetto barriera a tutela del consumatore, senza pari”.

E allora partiamo per un piccolo viaggio alla scoperta dell’alluminio italiano, attraverso due delle nostre eccellenze produttive nel mondo.

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Dal 1922 la carta dei Baci è prodotta a Mandello

Fondata nel 1880 a Mandello del Lario (Lc) Carcano Antonio è specializzata nella laminazione e nella trasformazione dell’alluminio. Sua non è solo la carta dei Baci – che in origine non aveva le stelle, arrivate solo nel 1968 – ma anche quella di molti cioccolati famosi, così come di centinaia di altri prodotti alimentari che arrivano quotidianamente sulle nostre tavole. Merito di Antonio Carcano che negli anni ’20 del secolo scorso, dopo l’iniziale attività produttiva di tubetti flessibili in lega di stagno e piombo, intuì le notevoli possibilità di utilizzo della “stagnola” nel campo dell’imballaggio flessibile, soprattutto dolciario, portandolo a modificare le proprie tecnologie, progettando e costruendo egli stesso le macchine idonee alle nuove lavorazioni. L’evoluzione tecnologica, organizzativa e produttiva è continua e dopo la parentesi bellica dell’ultimo conflitto sorse nel 1947 un secondo stabilimento a Delebio (So), dedicato alla laminazione del foglio di alluminio, che utilizza l’energia idroelettrica autoprodotta grazie a un bacino e ad una centrale appositamente realizzati.

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Oggi l’azienda opera anche nel farmaceutico e nella componentistica industriale, impiega oltre 550 dipendenti, produce 53.100 tons/anno, ha un fatturato superiore ai 160 milioni di euro e un export che supera il 55% della produzione.

Presto sorgerà un terzo stabilimento, di circa 11mila metri quadri per la produzione di blister per medicinali che aprirà ad Andalo Valtellino (So), ovvero all’interno del Parco delle Orobie Valtellinesi. “Sarà una lavorazione pulita – dichiara Maurizio Dragone, manager sicurezza e ambiente del gruppo Carcano – cioè con nessun impiego né scarico in acqua, una immissione in atmosfera legata al raffreddamento del macchinario e di incollaggi dei due materiali, ma con l’abbattimento delle sostanze inquinanti”.

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Primi in Europa per il riciclo dell’alluminio

L’alluminio, infatti, ha una produzione non inquinante e, potendo essere riciclato infinite volte, anche ecologica. Un fiore all’occhiello del nostro Paese: con 806mila tonnellate di rottami trattati nelle fonderie nel 2010 (imballaggi, edilizia, arredo urbano, trasporto), siamo infatti primi in Europa e terzi nel mondo per il riciclo, tanto che la nostra produzione nazionale di alluminio è per l’80% riciclata e solo il 20% da prodotto primario. “Il riciclo dell’alluminio – spiega Cesare Maffei, presidente di CiAl-Consorzio Imballaggi Alluminio – ha un forte impatto positivo sull’ambiente: si pensi che si risparmia il 95% dell’energia rispetto alla stessa quantità ottenuta da materiale estratto dalle cave”. Secondo i dati del Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in alluminio nel 2015 la raccolta degli imballaggi in alluminio si è attestata sulle 46.500 tonnellate, pari al 69,9% dell’immesso sul mercato. Complessivamente, sono state recuperate 50.200 tonnellate, pari al 75,5% dell’immesso sul mercato. Il recupero dell’alluminio lo scorso anno ha consentito di risparmiare l’emissione di 345 mila tonnellate di CO2. Notevole anche il risparmio energetico conseguito, pari a oltre 148mila tonnellate equivalenti di petrolio.

Leggero, duttile, igienico e con ottima conducibilità del calore è largamente usato in cucina. In natura è contenuto in tè, vegetali e spezie, e se ingerito entro i 2 mg/kg di peso corporeo per settimana (limite stabilito dal Jecfa-Joint Fao/Who Expert Commitee on Food Additives) non è dannoso. L’impiego in cucina, quindi, è sicuro dal momento che la sua migrazione negli alimenti è trascurabile e che il nostro corpo tende a eliminarlo facilmente attraverso il processo renale e il sudore. In compenso offre straordinarie doti nella cottura e conservazione dei cibi. Per questo pentole e padelle in alluminio sono tra le preferite di tutti gli chef.

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1 milione di pentole all’anno nelle cucine degli chef più famosi

Protagoniste nella trasmissione di Benedetta Parodi e in Cucine da Incubo con Antonino Cannavacciuolo, nonché riconosciute come ambasciatrici del Made in Italy nel mondo sono le pentole professionali Agnelli. “Noi lavoriamo l’alluminio per alimenti ormai da più di 100 anni – afferma il presidente Baldassarre Agnelli – realizzando strumenti di cottura da sempre apprezzati e usati da tutti gli chef professionisti sia in Italia che all’estero, oltre che da tutti i gourmant appassionati di cucina, che sanno che per poter cucinare bene senza alterare le caratteristiche organiche del cibo bisogna utilizzare un metallo che grazie alla sua alta conducibilità del calore cuoce il cibo in modo uniforme”.

Pentole Agnelli sorge sempre in Lombardia, ma a Bergamo. Fondata nel 1907, oggi è un’azienda leader nella produzione di strumenti di cottura professionali in alluminio. Fa parte di Alluminio Agnelli, gruppo industriale che conta 13 aziende manifatturiere, dal riciclo al prodotto finito, dai componenti industriali al design. In un anno il gruppo lavora oltre 50mila tonnellate di alluminio, ne ricicla 20mila, produce oltre 20mila km di estrusi e fabbrica circa 1 milione di pentole. Nel 2002 ha fondato il centro di ricerca e formazione sulle forme e i materiali degli strumenti di cottura Saps Agnelli Cooking Lab. Un luogo d’incontro tra l’azienda e gli operatori del settore, dai cuochi alle scuole alberghiere. Con 12 postazioni attrezzate il centro organizza e ospita anche corsi dedicati agli strumenti di cottura e alla cucina. Dal 2013 la Baldassarre Agnelli Usa ha aperto uno show room sulla 5th Avenue a New York.

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