Dalla 1900M “Matta” degli anni 50 alle prime sportive a trazione integrale degli anni 80. La tecnologia a quattro ruote motrici è un pezzo di storia per Alfa Romeo che viaggia di pari passo con il dinamismo. Il Biscione è infatti uno dei simboli portanti della sportività Made in Italy e questo è dovuto anche grazie alla trazione integrale, che ora festeggia i 75 anni di storia, un percorso nato dall’idea del fuoristrada e poi portato tra le sportive, prendendo il nome Q4.
Dagli anni 50 all’ibrido di oggi
Tutto è iniziato nel 1951 con la 1900M “Matta”, che per la prima volta ha portato lo schema integrale ma con impostazione da fuoristrada. Bisogna attendere gli anni ottanta, per vedere davvero la filosofia a quattro ruote motrici Alfa prendere forma. Nel 1984 arriva infatti la Alfa Romeo 33 4×4, una berlina compatta in grado di portare lo schema integrale su una vettura stradale pensata per la guida di tutti i giorni.
Un altro passo in avanti viene compiuto nel 1991, quando viene presentata la Protéo, una concept che porta per la prima volta il giunto viscoso nelle quattro ruote motrici. In quest’occasione il Biscione si rende conto dell’importanza di questa tecnologia e decide di estendere l’offerta a sempre più modelli. L’anno successivo nasce infatti la sigla Q4, tutt’ora simbolo della gamma Alfa Romeo, che debutta su modelli come la 33, 155 e 164, dimostrando come questa soluzione possa convivere con il carattere sportivo del marchio.
Negli anni l’evoluzione continua fino a raggiungere la fase dell’elettrificazione attuale, approdata su Junior e Tonale, con le versioni ibride che beneficiano di un motore per asse, semplificando la struttura ed eliminando il tunnel centrale.
Un modello su quattro è integrale
Oggi la trazione integrale non è più una nicchia all’interno della gamma Alfa Romeo. Al contrario, rappresenta una componente importante delle vendite globali del marchio. Nel 2025, le versioni dotate di sistema Q4 hanno rappresentato il 26% delle Alfa Romeo vendute nel mondo. Un dato che racconta quanto questa tecnologia sia ormai apprezzata da clienti con esigenze molto diverse tra loro.
Il modello che registra la diffusione più elevata della trazione integrale è lo Stelvio, il SUV della casa italiana, dove ben il 90% delle unità vendute è equipaggiato con il sistema Q4. Non sorprende: su un veicolo di questo tipo, pensato per affrontare viaggi lunghi e condizioni stradali variabili, la motricità extra rappresenta un vantaggio evidente e concreto.
Anche la Giulia, la berlina sportiva della gamma, mostra una forte presenza di versioni integrali, con il 52% delle vendite. Qui la trazione integrale non è solo una questione di sicurezza, ma diventa un elemento che aiuta a scaricare a terra tutta la potenza dei motori più performanti.
Nel caso della Tonale, il SUV compatto che ha segnato l’ingresso di Alfa Romeo nell’elettrificazione, le varianti Q4 raggiungono il 28% delle vendite. Infine c’è Junior, introdotta più di recente nella gamma. Nonostante la sua giovane presenza sul mercato, la versione integrale ha già raggiunto il 6% delle vendite, segno che anche nei segmenti più compatti la trazione sulle quattro ruote continua ad avere il suo piccolo pubblico.
Dopo 75 anni, la trazione integrale Alfa Romeo non è più soltanto un capitolo della storia del marchio: è una tecnologia viva, capace di adattarsi alle trasformazioni dell’industria automobilistica. Dal fuoristrada militare degli anni Cinquanta alle moderne architetture ibride, il sistema Q4 continua a evolversi mantenendo lo stesso obiettivo di sempre: unire controllo, prestazioni e piacere di guida. Se il futuro dell’auto sarà sempre più elettrico e digitale, è probabile che anche la trazione integrale del Biscione cambierà ancora. Ma una cosa è certa: lo spirito che l’ha fatta nascere continuerà a essere lo stesso