Cosa ci fa un gatto sul cofano di un’Alfa Romeo e perché la foto rappresenta un pezzo di storia automobilistica italiana? La macchina era un Giulia TI del Corriere della Sera e quel 7 aprile 1965 doveva servire a mostrare ai milanesi come sarebbero state fatte le nuove targhe. Fino a quel momento si erano utilizzati soltanto numeri dopo la sigla della provincia, ma Milano era arrivata a 999.999 e non poteva andare oltre. Si decise allora di inserire una lettera e la prima combinazione fu MI A00000. Letta tutta insieme, con gli zeri al posto delle O, sembrava quasi di sentire un gatto miagolare: qualcuno ebbe così l’idea di metterne uno sul cofano della Giulia e scattare una fotografia. Il resto, come si suol dire, è storia.
Milano aveva finito i numeri
Per capire perché si arrivò a quella combinazione è necessario tornare alle targhe di allora. Dopo la sigla provinciale, le automobili riportavano un numero progressivo che poteva arrivare a sei cifre e Milano, nel pieno del boom della motorizzazione, aveva raggiunto il limite: 999.999. Con l’aumento delle automobili in circolazione, anche altre province avrebbero prima o poi dovuto fare i conti con l’esaurimento delle combinazioni disponibili.
Le immatricolazioni aumentavano di continuo e venne perciò introdotta la lettera A, seguita da cinque zeri, in modo da utilizzare nuove combinazioni senza rinunciare alla sigla della provincia. La prima fu MI A00000, assegnata proprio alla Giulia TI del Corriere della Sera. Nessuno aveva pensato di richiamare il verso di un animale, naturalmente, ma letta tutta d’un fiato la targa restituiva qualcosa di molto simile a un miagolio. Gli zeri, infatti, potevano essere scambiati per altrettante O e, uniti alle lettere iniziali, davano vita a un lungo “MIAOOOOO”. Un’assonanza che qualcuno decise di sfruttare anche nella fotografia dell’automobile.
Presentato nel 1962, il modello aveva appena tre anni di vita quando venne consegnata ufficialmente la targa. All’evento, organizzato nella sede milanese dell’ACI, partecipò anche Giuseppe Luraghi, all’epoca presidente dell’Alfa Romeo. Milano, come già detto, aveva raggiunto il milione di immatricolazioni e l’introduzione della lettera consentiva di continuare la numerazione senza abbandonare la sigla della provincia.
Il gatto sul cofano della Giulia
Fra le immagini dell’evento un’istantanea attira l’attenzione e non è un primo piano della targa stessa: ritrae la Giulia ferma, con la scritta MI A00000 bene in vista e un gatto appoggiato sul cofano a sottolineare il gioco di parole: gli zeri diventano tante O e la macchina, almeno per una fotografia, sembra riprodurre proprio il verso dell’animale.
La presenza del felino non era prevista da alcuna procedura di immatricolazione. Secondo diverse testimonianze di allora, fu un fotografo con senso dell’umorismo a sistemarlo sulla vettura per sfruttare l’assonanza. Un’idea semplice, molto prima che esistessero meme e post virali, che ha regalato allo scatto una seconda vita. E se l’aspetto della targa vi sembra anomalo, avete ragione: all’epoca la sigla e i caratteri erano distribuiti su due righe, con MI A0 nella parte superiore e gli altri quattro zeri sotto. A quanto pare, però, il senso dell’umorismo non è figlio dei nostri tempi.