AGI – Tre giorni di gare e già diverse medaglie assegnate. Quanto basta a capire che le medaglie olimpiche sembrano avere un problema: si rompono, o più precisamente, si sfilano dal laccetto che le regge al collo.
La prima a denunciare la cosa è stata l’americana Breezy Johnson che si è vista danneggiata la medaglia d’oro poche ore dopo la sua consegna. Esultanza troppo esuberante, si era pensato. Se non fosse che una cosa analoga è accaduta anche al bronzo in slalom gigante parallelo di Lucia Dalmasso.
Breezy Johnson has already broken her medal after taking gold in the Women’s Downhill pic.twitter.com/nefnE6Xllz
— TNT Sports (@tntsports) February 8, 2026
Ma anche altre atlete hanno lamentato problemi: l’argento di cross country Ebba Andersson, la pattinatrice artistica Alysa Liu (Team USA) e il bronzo tedesco di biathlon Justus Strelow. Quanto basta insomma a far nascere un caso medaglie rotte e a costringere i vertici del CIO (il Comitato Olimpico Internazionale) e della Fondazione Milano Cortina a far chiarezza.
La risposta di Milano Cortina 2026
Così, oggi durante la conferenza stampa quotidiana al Main Media Center di Milano, Andrea Francisi, Chief Games Operations Officer delle Olimpiadi di Milano Cortina, ha spiegato di essere a conoscenza del problema. “Abbiamo visto che alcune medaglie si sono rotte, abbiamo visto le immagini e stiamo cercando di capire nel dettaglio se esiste un problema”, ha spiegato ai giornalisti. “Stiamo dando ovviamente grande attenzione al tema visto che la medaglia è il trionfo e il sogno di ogni atleta”.
I precedenti e i dettagli sulla rottura
La memoria corre alle ultime olimpiadi, quelle di Parigi, quando circa 220 sono state ritirate e sostituite perché ossidate o deteriorate molto rapidamente. In quel caso non si era trattato di un semplice cordino ma di problemi ben più gravi di verniciatura o materiali utilizzati. Francisi ha ribadito: “Abbiamo visto che alcune medaglie si sono rotte, abbiamo visto le immagini e stiamo cercando di capire nel dettaglio se esiste un problema. Stiamo dando ovviamente grande attenzione al tema dato che la medaglia è il trionfo e il sogno degli atleti”. A denunciare la cosa è stata Breezy Johnson che, dopo aver trionfato ieri nella discesa libera femminile, forse a causa di festeggiamenti troppo esuberanti, ha rotto la medaglia d’oro poco dopo averla indossata.
La prima a denunciare la cosa è stata l’americana Breezy Johnson che si è vista danneggiata la medaglia d’oro poche ore dopo la sua consegna. Esultanza troppo esuberante, si era pensato. Se non fosse che una cosa analoga è accaduta anche al bronzo in slalom gigante parallelo di Lucia Dalmasso. Ma anche altre atlete hanno lamentato problemi: l’argento di cross country Ebba Andersson, la pattinatrice artistica Alysa Liu (Team USA) e il bronzo tedesco di biathlon Justus Strelow. Quanto basta insomma a far nascere un caso medaglie rotte e a costringere i vertici del CIO (il Comitato Olimpico Internazionale) e della Fondazione Milano Cortina a far chiarezza.
La risposta di Milano Cortina 2026
Così, oggi durante la conferenza stampa quotidiana al Main Media Center di Milano, Andrea Francisi, Chief Games Operations Officer delle Olimpiadi di Milano Cortina, ha spiegato di essere a conoscenza del problema. “Abbiamo visto che alcune medaglie si sono rotte, abbiamo visto le immagini e stiamo cercando di capire nel dettaglio se esiste un problema”, ha spiegato ai giornalisti. “Stiamo dando ovviamente grande attenzione al tema visto che la medaglia è il trionfo e il sogno di ogni atleta”.
I precedenti e i dettagli sulla rottura
La memoria corre alle ultime olimpiadi, quelle di Parigi, quando circa 220 sono state ritirate e sostituite perché ossidate o deteriorate molto rapidamente. In quel caso non si era trattato di un semplice cordino ma di problemi ben più gravi di verniciatura o materiali utilizzati. Francisi ha ribadito: “Abbiamo visto che alcune medaglie si sono rotte, abbiamo visto le immagini e stiamo cercando di capire nel dettaglio se esiste un problema. Stiamo dando ovviamente grande attenzione al tema dato che la medaglia è il trionfo e il sogno degli atleti”. A denunciare la cosa è stata Breezy Johnson che, dopo aver trionfato ieri nella discesa libera femminile, forse a causa di festeggiamenti troppo esuberanti, ha rotto la medaglia d’oro poco dopo averla indossata.
Ma anche altre atlete hanno lamentato problemi: l’argento di cross country Ebba Andersson, la pattinatrice artistica Alysa Liu (Team USA) e il bronzo tedesco di biathlon Justus Strelow. Quanto basta insomma a far nascere un caso medaglie rotte e a costringere i vertici del CIO (il Comitato Olimpico Internazionale) e della Fondazione Milano Cortina a far chiarezza.
La risposta di Milano Cortina 2026
Così, oggi durante la conferenza stampa quotidiana al Main Media Center di Milano, Andrea Francisi, Chief Games Operations Officer delle Olimpiadi di Milano Cortina, ha spiegato di essere a conoscenza del problema. “Abbiamo visto che alcune medaglie si sono rotte, abbiamo visto le immagini e stiamo cercando di capire nel dettaglio se esiste un problema”, ha spiegato ai giornalisti. “Stiamo dando ovviamente grande attenzione al tema visto che la medaglia è il trionfo e il sogno di ogni atleta”.
I precedenti e i dettagli sulla rottura
La memoria corre alle ultime olimpiadi, quelle di Parigi, quando circa 220 sono state ritirate e sostituite perché ossidate o deteriorate molto rapidamente. In quel caso non si era trattato di un semplice cordino ma di problemi ben più gravi di verniciatura o materiali utilizzati.
AGI – Tre giorni di gare e già diverse medaglie assegnate. Quanto basta a capire che le medaglie olimpiche sembrano avere un problema: si rompono, o più precisamente, si sfilano dal laccetto che le regge al collo.
La prima a denunciare la cosa è stata l’americana Breezy Johnson che si è vista danneggiata la medaglia d’oro poche ore dopo la sua consegna. Esultanza troppo esuberante, si era pensato. Se non fosse che una cosa analoga è accaduta anche al bronzo in slalom gigante parallelo di Lucia Dalmasso.
Breezy Johnson has already broken her medal after taking gold in the Women’s Downhill pic.twitter.com/nefnE6Xllz — TNT Sports (@tntsports) February 8, 2026
Ma anche altre atlete hanno lamentato problemi: l’argento di cross country Ebba Andersson, la pattinatrice artistica Alysa Liu (Team USA) e il bronzo tedesco di biathlon Justus Strelow. Quanto basta insomma a far nascere un caso medaglie rotte e a costringere i vertici del CIO (il Comitato Olimpico Internazionale) e della Fondazione Milano Cortina a far chiarezza.
La risposta di Milano Cortina 2026
Così, oggi durante la conferenza stampa quotidiana al Main Media Center di Milano, Andrea Francisi, Chief Games Operations Officer delle Olimpiadi di Milano Cortina, ha spiegato di essere a conoscenza del problema. “Abbiamo visto che alcune medaglie si sono rotte, abbiamo visto le immagini e stiamo cercando di capire nel dettaglio se esiste un problema”, ha spiegato ai giornalisti. “Stiamo dando ovviamente grande attenzione al tema visto che la medaglia è il trionfo e il sogno di ogni atleta”.
I precedenti e i dettagli sulla rottura
La memoria corre alle ultime olimpiadi, quelle di Parigi, quando circa 220 sono state ritirate e sostituite perché ossidate o deteriorate molto rapidamente. In quel caso non si era trattato di un semplice cordino ma di problemi ben più gravi di verniciatura o materiali utilizzati. Francisi ha ribadito: “Abbiamo visto che alcune medaglie si sono rotte, abbiamo visto le immagini e stiamo cercando di capire nel dettaglio se esiste un problema. Stiamo dando ovviamente grande attenzione al tema dato che la medaglia è il trionfo e il sogno degli atleti”. A denunciare la cosa è stata Breezy Johnson che, dopo aver trionfato ieri nella discesa libera femminile, forse a causa di festeggiamenti troppo esuberanti, ha rotto la medaglia d’oro poco dopo averla indossata.
La prima a denunciare la cosa è stata l’americana Breezy Johnson che si è vista danneggiata la medaglia d’oro poche ore dopo la sua consegna. Esultanza troppo esuberante, si era pensato. Se non fosse che una cosa analoga è accaduta anche al bronzo in slalom gigante parallelo di Lucia Dalmasso. Ma anche altre atlete hanno lamentato problemi: l’argento di cross country Ebba Andersson, la pattinatrice artistica Alysa Liu (Team USA) e il bronzo tedesco di biathlon Justus Strelow. Quanto basta insomma a far nascere un caso medaglie rotte e a costringere i vertici del CIO (il Comitato Olimpico Internazionale) e della Fondazione Milano Cortina a far chiarezza.
La risposta di Milano Cortina 2026
Così, oggi durante la conferenza stampa quotidiana al Main Media Center di Milano, Andrea Francisi, Chief Games Operations Officer delle Olimpiadi di Milano Cortina, ha spiegato di essere a conoscenza del problema. “Abbiamo visto che alcune medaglie si sono rotte, abbiamo visto le immagini e stiamo cercando di capire nel dettaglio se esiste un problema”, ha spiegato ai giornalisti. “Stiamo dando ovviamente grande attenzione al tema visto che la medaglia è il trionfo e il sogno di ogni atleta”.
I precedenti e i dettagli sulla rottura
La memoria corre alle ultime olimpiadi, quelle di Parigi, quando circa 220 sono state ritirate e sostituite perché ossidate o deteriorate molto rapidamente. In quel caso non si era trattato di un semplice cordino ma di problemi ben più gravi di verniciatura o materiali utilizzati. Francisi ha ribadito: “Abbiamo visto che alcune medaglie si sono rotte, abbiamo visto le immagini e stiamo cercando di capire nel dettaglio se esiste un problema. Stiamo dando ovviamente grande attenzione al tema dato che la medaglia è il trionfo e il sogno degli atleti”. A denunciare la cosa è stata Breezy Johnson che, dopo aver trionfato ieri nella discesa libera femminile, forse a causa di festeggiamenti troppo esuberanti, ha rotto la medaglia d’oro poco dopo averla indossata.
Ma anche altre atlete hanno lamentato problemi: l’argento di cross country Ebba Andersson, la pattinatrice artistica Alysa Liu (Team USA) e il bronzo tedesco di biathlon Justus Strelow. Quanto basta insomma a far nascere un caso medaglie rotte e a costringere i vertici del CIO (il Comitato Olimpico Internazionale) e della Fondazione Milano Cortina a far chiarezza.
La risposta di Milano Cortina 2026
Così, oggi durante la conferenza stampa quotidiana al Main Media Center di Milano, Andrea Francisi, Chief Games Operations Officer delle Olimpiadi di Milano Cortina, ha spiegato di essere a conoscenza del problema. “Abbiamo visto che alcune medaglie si sono rotte, abbiamo visto le immagini e stiamo cercando di capire nel dettaglio se esiste un problema”, ha spiegato ai giornalisti. “Stiamo dando ovviamente grande attenzione al tema visto che la medaglia è il trionfo e il sogno di ogni atleta”.
I precedenti e i dettagli sulla rottura
La memoria corre alle ultime olimpiadi, quelle di Parigi, quando circa 220 sono state ritirate e sostituite perché ossidate o deteriorate molto rapidamente. In quel caso non si era trattato di un semplice cordino ma di problemi ben più gravi di verniciatura o materiali utilizzati.