• 10 Febbraio 2026 18:47

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Addio dieta ai Giochi, atleti pazzi per pizza e pasta

Feb 10, 2026

AGI – Se la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina è stata un trionfo di italianità, non potevano certo essere diverse le mense che sfamano migliaia di atleti ai Villaggi Olimpici. E così la proposta enogastronomica elaborata, spiega Elisabetta Salvadori, responsabile Food & Beverage della Fondazione Milano Cortina, “è concepita per valorizzare le eccellenze della cucina italiana“.

Le eccellenze nei menù

Il che, per una cucina estremamente regionale come quella italiana, con eccellenze e piatti tipici che cambiano ogni regione, se non addirittura ogni città, è cosa più semplice a dirsi che a farsi. Ed ecco che i menù si declinano quindi in base alle venue di gara. Qualche esempio? Onnipresente il Granapadano e il Prosecco Doc ma a Livigno troviamo nel menù la bresaola della Valtellina mentre a Predazzo i canederli.
Con delle costanti pero’: pizza e pasta.

La pizza la fa da padrone – spiega Salvadori – fatta in diversi modi e colori. Pizza e pasta sono tra i più serviti ed è lì, nelle mense dei vari Villaggi Olimpici, dove c’è il maggiore affollamento: se c’è un posto in cui si può creare coda è proprio alla stazione dei carboidrati. Ovviamente c’è anche riso e altre fonti di carboidrati tipo patate e focaccia, non si tratta di una scelta obbligata, ci sono molte alternative”.

Food for fuel

“Il concetto su cui si è lavorato è quello di “food for fuel” per dire che gli atleti devono trovare tutti elementi nutrizionali per affrontare al meglio le loro prove con una varietà che possa soddisfare tutte le sensibilità culturali e religiose”. Com’è fatta quindi una mensa di un Villaggio Olimpico? È una “normale” mensa a buffet ma con stazioni dedicate ai principali elementi nutrizionali, in modo da aiutare gli atleti nella composizione di un pasto bilanciato.

Le stazioni

C’è quindi la stazione dei carboidrati (per l’appunto la più affollata sempre), poi quella delle proteine fredde con salumi tipici, quella delle proteine calde con i secondi piatti, quella dei piatti freddi con i formaggi e la stazione dei cibi internazionali oltre ad un’area dedicata a chi ha esigenze particolari per ragioni di salute, cultura o religione. E il dolce? Ovviamente non manca. Se alle Olimpiadi di Parigi erano diventati virali i muffin, Milano Cortina ha deciso di puntare su un altrettanto virale “lava cakes” (a Milano), un cuore di cioccolato caldo e sul classico tiramisù (a Livigno).

Menù che sono molto più di semplici curiosità se si considera che le aree pasti dei Villaggi Olimpici, aperte 24 ore su 24, accolgono a Milano 600 persone sedute, 400 a Cortina e 400 a Predazzo. Il tutto per un totale di 4.500 pasti al giorno tra colazioni pranzi e cene a Milano, 4.000 a Cortina e 3.000 a Predazzo.
Come dire che se ogni pasto fosse impilato su un vassoio otterremmo una torre alta 60 chilometri, 18 volte l’altezza delle Tofane di Cortina.

AGI – Se la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina è stata un trionfo di italianità, non potevano certo essere diverse le mense che sfamano migliaia di atleti ai Villaggi Olimpici. E così la proposta enogastronomica elaborata, spiega Elisabetta Salvadori, responsabile Food & Beverage della Fondazione Milano Cortina, “è concepita per valorizzare le eccellenze della cucina italiana”.
Le eccellenze nei menù
Il che, per una cucina estremamente regionale come quella italiana, con eccellenze e piatti tipici che cambiano ogni regione, se non addirittura ogni città, è cosa più semplice a dirsi che a farsi. Ed ecco che i menù si declinano quindi in base alle venue di gara. Qualche esempio? Onnipresente il Granapadano e il Prosecco Doc ma a Livigno troviamo nel menù la bresaola della Valtellina mentre a Predazzo i canederli.
Con delle costanti pero’: pizza e pasta.
“La pizza la fa da padrone – spiega Salvadori – fatta in diversi modi e colori. Pizza e pasta sono tra i più serviti ed è lì, nelle mense dei vari Villaggi Olimpici, dove c’è il maggiore affollamento: se c’è un posto in cui si può creare coda è proprio alla stazione dei carboidrati. Ovviamente c’è anche riso e altre fonti di carboidrati tipo patate e focaccia, non si tratta di una scelta obbligata, ci sono molte alternative”.
Food for fuel
“Il concetto su cui si è lavorato è quello di “food for fuel” per dire che gli atleti devono trovare tutti elementi nutrizionali per affrontare al meglio le loro prove con una varietà che possa soddisfare tutte le sensibilità culturali e religiose”. Com’è fatta quindi una mensa di un Villaggio Olimpico? È una “normale” mensa a buffet ma con stazioni dedicate ai principali elementi nutrizionali, in modo da aiutare gli atleti nella composizione di un pasto bilanciato.
Le stazioni
C’è quindi la stazione dei carboidrati (per l’appunto la più affollata sempre), poi quella delle proteine fredde con salumi tipici, quella delle proteine calde con i secondi piatti, quella dei piatti freddi con i formaggi e la stazione dei cibi internazionali oltre ad un’area dedicata a chi ha esigenze particolari per ragioni di salute, cultura o religione. E il dolce? Ovviamente non manca. Se alle Olimpiadi di Parigi erano diventati virali i muffin, Milano Cortina ha deciso di puntare su un altrettanto virale “lava cakes” (a Milano), un cuore di cioccolato caldo e sul classico tiramisù (a Livigno).
Menù che sono molto più di semplici curiosità se si considera che le aree pasti dei Villaggi Olimpici, aperte 24 ore su 24, accolgono a Milano 600 persone sedute, 400 a Cortina e 400 a Predazzo. Il tutto per un totale di 4.500 pasti al giorno tra colazioni pranzi e cene a Milano, 4.000 a Cortina e 3.000 a Predazzo.
Come dire che se ogni pasto fosse impilato su un vassoio otterremmo una torre alta 60 chilometri, 18 volte l’altezza delle Tofane di Cortina.

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