AGI – Tre semifinalisti, Alcaraz, Sinner e Zverev che occupano il podio dell’ATP e un quarto, inaspettato eroe: Valentin Vacherot, numero 23 del mondo, il suo best ranking, ma già virtualmente 19. È lui la grande sorpresa del Master 1000 di Montecarlo. A sei mesi dall’impresa nel Master 1000 di Shanghai, quando partendo dalle qualificazioni e fuori dai primi duecento del mondo (era il n.204) vinse il suo unico titolo ATP battendo in semifinale Djokovic e quindi dando vita a un’epica finale contro suo cugino Arthur Rinderknech, sulla terra di casa sua il monegasco ha ancora una volta ribaltato il pronostico.
Battendo nei quarti con una forza mentale degna di un top ten, sotto gli occhi del principe Alberto di Monaco, in tre combattutissimi set finiti 6-4 3-6 6-3 Alex De Minaur, alternando colpi profondi da fondo campo a efficaci discese a rete cui contribuisce il suo metro e 93 di altezza. La conferma di una settimana da sogno cominciata con la vittoria su Juan Manuel Cerundolo, seguita da quella su Lorenzo Musetti e quindi su Hubert Hurkacz. Lo scorso anno Vacherot a Montecarlo, dove giocava grazie a una wild card, si era fermato al secondo turno cedendo all’azzurro Luca Nardi, dopo aver battuto Jan-Lennard Struff, la sua prima vittoria a livello ATP.
Un affare di famiglia tra tennis e studi
Per Valentin il tennis è un po’ un affare di famiglia: sua madre, Nadine, maestra di tennis proprio sui campi del Montecarlo Country Club e del TC Monaco, è la sorella di Virginie Paquet, mamma di Rinderknech, ed è allenato dal suo fratellastro Benjamin Balleret, miglior giocatore monegasco prima di lui. A 27 anni Valentin è il protagonista di una storia tennistica che dimostra che non è mai troppo tardi e che si può emergere anche superata la boa dei 26 anni. Ha debuttato tra i professionisti nel 2014, e due anni dopo si è trasferito negli Stati Uniti alla Texas A&M University, dove ha giocato nei tornei universitari NCAA fino al 2020, laureandosi in gestione aziendale e sportiva.
Dall’infortunio alla scalata verso la top 20
Tornato in Europa nel 2021, ha militato in Coppa Davis per il Principato e vinto parecchi tornei ITF e Challenger. Nel 2024 è diventato 145 del mondo, quindi è salito al 110 posto ma un brutto infortunio alla spalla lo ha ricacciato indietro. Al rientro nel circuito, a inizio 2025, era fuori dalla top 200. La mitica settimana cinese è storia. E ora c’è quella monegasca, da incorniciare anche se oggi pomeriggio Valentin se la dovrà vedere con Alcaraz.
AGI – Tre semifinalisti, Alcaraz, Sinner e Zverev che occupano il podio dell’ATP e un quarto, inaspettato eroe: Valentin Vacherot, numero 23 del mondo, il suo best ranking, ma già virtualmente 19. È lui la grande sorpresa del Master 1000 di Montecarlo. A sei mesi dall’impresa nel Master 1000 di Shanghai, quando partendo dalle qualificazioni e fuori dai primi duecento del mondo (era il n.204) vinse il suo unico titolo ATP battendo in semifinale Djokovic e quindi dando vita a un’epica finale contro suo cugino Arthur Rinderknech, sulla terra di casa sua il monegasco ha ancora una volta ribaltato il pronostico.
Battendo nei quarti con una forza mentale degna di un top ten, sotto gli occhi del principe Alberto di Monaco, in tre combattutissimi set finiti 6-4 3-6 6-3 Alex De Minaur, alternando colpi profondi da fondo campo a efficaci discese a rete cui contribuisce il suo metro e 93 di altezza. La conferma di una settimana da sogno cominciata con la vittoria su Juan Manuel Cerundolo, seguita da quella su Lorenzo Musetti e quindi su Hubert Hurkacz. Lo scorso anno Vacherot a Montecarlo, dove giocava grazie a una wild card, si era fermato al secondo turno cedendo all’azzurro Luca Nardi, dopo aver battuto Jan-Lennard Struff, la sua prima vittoria a livello ATP.
Un affare di famiglia tra tennis e studi
Per Valentin il tennis è un po’ un affare di famiglia: sua madre, Nadine, maestra di tennis proprio sui campi del Montecarlo Country Club e del TC Monaco, è la sorella di Virginie Paquet, mamma di Rinderknech, ed è allenato dal suo fratellastro Benjamin Balleret, miglior giocatore monegasco prima di lui. A 27 anni Valentin è il protagonista di una storia tennistica che dimostra che non è mai troppo tardi e che si può emergere anche superata la boa dei 26 anni. Ha debuttato tra i professionisti nel 2014, e due anni dopo si è trasferito negli Stati Uniti alla Texas A&M University, dove ha giocato nei tornei universitari NCAA fino al 2020, laureandosi in gestione aziendale e sportiva.
Dall’infortunio alla scalata verso la top 20
Tornato in Europa nel 2021, ha militato in Coppa Davis per il Principato e vinto parecchi tornei ITF e Challenger. Nel 2024 è diventato 145 del mondo, quindi è salito al 110 posto ma un brutto infortunio alla spalla lo ha ricacciato indietro. Al rientro nel circuito, a inizio 2025, era fuori dalla top 200. La mitica settimana cinese è storia. E ora c’è quella monegasca, da incorniciare anche se oggi pomeriggio Valentin se la dovrà vedere con Alcaraz.