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Iran, nuove proteste per aereo ucraino abbattuto. Violenti scontri, la polizia spara – Rai News

Gen 12, 2020
Proteste filo-governative davanti ad ambasciata Gb
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12 gennaio 2020Nuova giornata di violente proteste in Iran contro il regime di Teheran che ieri ha ammesso l’abbattimento per errore, mercoledì scorso, del volo ucraino sul quale sono morte 176 persone. La polizia ha caricato manifestanti riunitisi sulla Azadi Square, dando inizio a violenti scontri. Alcuni video che circolano sui social mostrano spari da parte degli agenti. Manifestazioni si segnalano anche in altre città iraniane, come Mashhad, Rasht, Kashan, Sanandaj e Amol.

Una folla di manifestanti si è riunita in piazza Azadi nel cuore di Teheran, al grido di “Morte al dittatore” e “Non vogliamo il regime dei Guardiani della Rivoluzione”. La tensione con la polizia in assetto antisommossa è stata altissima. Le forze di sicurezza, secondo quanto emerge da alcuni filmati, ha stentato a contenere la protesta e ha chiuso la metro Azadi bloccando dentro diversi manifestanti. Secondo altri filmati, sarebbero stati sparati gas lacrimogeni.

Un importante raduno era avvenuto in precedenza davanti all’Università Beheshit nella capitale dove gli studenti avevano intonato slogan contro il regime. “Il nemico non è l’America, il nemico è qua”, si sentiva in alcuni video diffusi dai social. Altre manifestazioni sono state segnalate all’Università di Damghan, nel nord dell’Iran e all’Università di Isfahan, nel centro del Paese, con slogan contro il leader supremo iraniano, Ali Khamenei: “Le Guardie della rivoluzione uccidono e la Guida suprema li appoggia”.

Al tempo stesso, a scendere in piazza sono stati anche manifestanti filo-governativi iraniani, che hanno bruciato una bandiera britannica davanti all’ambasciata di Londra a Teheran sullo sfondo delle tensioni diplomatiche fra i due Paesi dopo il breve arresto dell’ambasciatore britannico il giorno prima.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva lanciato l’appello ai dirigenti iraniani: “Non uccidere i vostri manifestanti”.

Pasdaran: pronti ad usare la forza

Le Forze Quds, unità d’elite delle Guardie della rivoluzione (Pasdaran), si dicono “pronte a usare la forza per placare le manifestazioni contro il regime” se non si dovessero fermare. Lo ha affermato il rappresentante della Guida suprema all’interno delle Forze, Ali Shirazi, citato dall’emittente iraniana Iran International e ripresi da diversi media internazionali, tra cui Sky News Arab e Al Arabiya. “Quelli che manifestano sono seguaci degli Stati Uniti e di Israele”, ha commentato.

Trump: “Non uccidete i vostri manifestanti”

“Ai leader dell’Iran: non uccidete i vostri manifestanti”. Questo l’inizio di un tweet inviato di prima mattina da Donald Trump. “Migliaia di persone sono già state uccise o incarcerate da voi e il mondo sta guardando. Ancora più importante, gli Stati Uniti stanno guardando. Ripristinate la connessione Internet e lasciate che i giornalisti vengano liberamente! Smettette di uccidere il vostro grande popolo iraniano!”, ha proseguito il presidente americano.

To the leaders of Iran – DO NOT KILL YOUR PROTESTERS. Thousands have already been killed or imprisoned by you, and the World is watching. More importantly, the USA is watching. Turn your internet back on and let reporters roam free! Stop the killing of your great Iranian people!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) January 12, 2020

Pentagono: Trump resta aperto a negoziati per “nuovo corso”

Donald Trump resta aperto alla possibilità di un negoziato “senza precondizioni” con l’Iran per un “nuovo corso” che renderebbe quel paese “piu’ normale”. Lo ha detto il capo del Pentagono, Mark Esper.

L’ambasciatore britannico detenuto temporaneamente dalla polizia di Teheran

“Posso confermare che non stavo prendendo parte ad alcuna dimostrazione” a Teheran e di essere “andato a un evento presentato come una veglia per le vittime della tragedia del volo PS752”, da cui sono “andato via dopo 5 minuti, quando qualcuno ha iniziato a gridare”. Così l’ambasciatore britannico in Iran, Rob Macaire, dichiarando su Twitter di essere stato fermato a Teheran dove si sono tenute manifestazioni contro l’abbattimento accidentale dell’aereo ucraino da parte delle forze armate iraniane e contro le autorità locali. Sono stato “fermato mezz’ora dopo aver lasciato l’area. Arrestare i diplomatici è ovviamente illegale, in ogni Paese”, ha aggiunto Macaire.

Il capo della diplomazia europea Josep Borrell si è detto “molto preoccupato dopo la temporanea detenzione dell’ambasciatore britannico in Iran. Il rispetto della Convenzione di Vienna è un obbligo”.

Secondo l’agenzia iraniana Mehr l’ambasciatore, Rob Macaire, è stato arrestato per il suo presunto “coinvolgimento nel provocare atti sospetti”.

L’Iran ha confermato di aver arrestato l’ambasciatore britannico e afferma di averlo liberato subito dopo la sua identificazione: a riferirlo è il ministero degli esteri iraniano.

“Non è stato fermato, ma arrestato come straniero sconosciuto in un raduno illegale. Quando la polizia mi ha informato di un uomo arrestato che affermava di essere l’ambasciatore del Regno Unito, ho detto IMPOSSIBILE!, solo dopo la mia telefonata con lui ho riconosciuto, con grande sorpresa, che era lui. Quindici minuti dopo era libero”.

Così su Twitter il vice ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando il tweet dell’alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Josep Borrell, che aveva espresso “molta preoccupazione” per “la temporanea detenzione” dell’ambasciatore britannico in Iran, Rob Macaire.

“L’arresto temporaneo dell’Ambasciatore britannico a Teheran è inaccettabile. Esprimiamo solidarietà al Regno Unito e lanciamo forte richiamo all’Iran perché rispetti norme e principi di diritto internazionale”. Questo il tweet con cui la Farnesina ha espresso solidarietà a Londra dopo il fermo del diplomatico a Teheran.

L’Iran convoca l’ambasciatore britannico per chiarimenti

Il ministero degli esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore britannico a Teheran, Rob Macaire, chiedendogli conto del suo “comportamento inappropriato” per essere stato presente alle proteste che si sono svolte ieri nella capitale iraniana in solidarietà con le vittime dell’aereo abbattuto: proteste nelle quali il regime e la guida suprema, Ali Khamenei, sono stati contestati.

Bruciata la bandiera britannica

Una folla di manifestanti filo-governativi ha bruciato una bandiera britannica di fronte all’ambasciate di Londra a Teheran. Al grido di “Morte alla Gran Bretagna”, in circa 200 hanno così protestato contro la presunta partecipazione dell’ambasciatore Rob Macaire a una protesta non autorizzata contro le “bugie” del governo sull’abbattimento dell’aereo ucraino. Macaire, ieri fermato dalle autorità e poi rilasciato, ha negato qualsiasi coinvolgimento nelle proteste in corso nella Repubblica islamica.

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