Da oggi il giornalista di Avvenire Nello Scavo è sotto tutela della Polizia. Il provvedimento è scattato dopo le minacce ricevute da Scavo, che per il quotidiano della Cei diretto da Marco Tarquinio ha condotto un’inchiesta sul traffico di esseri umani dalla Libia portando allo scoperto Abd al-Rahman al-Milad, l’aguzzino dei migranti noto come Bija.
++ Parla #Bija: «Ero in Italia per fermare i #migranti. Col visto regolare. Tutti sapevano» ++
Sanzionato dall’Onu per traffico di #migranti in #Libia accusa politica e giornalisti: “Sono un bravo ragazzo che difende la patria”@nelloscavo@Avvenire_Neihttps://t.co/oqQWFcspQC— nello scavo (@nelloscavo) October 16, 2019
Nel 2017 Scavo ha svelato il ruolo cruciale di Bija ricostruendo la sua presenza, documentata con foto e testimonianze, durante l’incontro di Mineo tra le autorità italiane e le libiche per arrivare ad un accordo e bloccare così le partenze di profughi in arrivo sulle nostre coste. Già l’anno precedente nei report dell’Onu si parlava di uccisioni di profughi nel campo di prigionia di Zawyat, in Libia, sotto il controllo dello stesso Bija e del suo clan.
Mi cita in chat con collega @nelloscavo di #Avvenire, e posta su FB info su mia vita privata nominando mio compagno e mio figlio. Mi dà della bugiarda e amica dei servizi. #Bija è accusato da Consiglio Sicurezza UN di traffico di migranti. Ho chiesto a FB di eliminare post #Libia
— nancy porsia (@nancyporsia) October 16, 2019
Nei giorni scorsi il viceministro dell’Interno, Vito Crimi, ha definito “intollerabili le minacce, neanche tanto velate, di Bija sia contro Nancy Porsia che contro Nello Scavo per l’inchiesta che sta conducendo per Avvenire. Invece di rispondere nel merito accusa il governo italiano di affermare il falso e oltremodo attacca chi cerca di fare luce sulla sua visita in Italia anche se indicato come trafficante di esseri umani”.
La peggiore notizia possibile. Un abbraccio a @nelloscavo da oggi sotto tutela della @poliziadistato
Un abbraccio da parte mia e di @Artventunohttps://t.co/dXa9H1cHogpic.twitter.com/WvBlRCKpaf— Paolo Borrometi (@paoloborrometi) October 18, 2019
“La notizia che apprendiamo ci addolora molto”, commentano dall’associazione Articolo 21, solidali con Scavo: “Non bastavano le mafie e i terroristi – prosegue la nota – adesso anche i trafficanti di vite umane minacciano la libertà di informazione. A Nello, amico oltre che collega, va il nostro abbraccio”.
A supporto di Scavo anche le parole del comitato di redazione di Avvenire e l’appello della Federazione nazionale della Stampa italiana e l’Associazione Lombarda dei Giornalisti: “Ora è ancora più necessario – scrivono i sindacati – che tutti i media riprendano e approfondiscano le inchieste di Nancy Porsia e di Nello Scavo sui trafficanti di esseri umani, anche per fare da ‘scorta mediatica’ ai colleghi che, siamo certi, non si lasceranno intimidire e anzi dedicheranno ancora più passione e impegno alla ricerca della verità”.