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Maturità, le tre buste non piacciono a Fioramonti: “Sistema da rivedere”

Ott 17, 2019

ROMA – Dice il ministro Lorenzo Fioramonti, Istruzione, che invece sì, la Maturità la dovrà rivedere anche lui. Aveva promesso che non avrebbe messo in difficoltà gli studenti con l’ennesimo cambio di indirizzo sul passaggio simbolo dei cinque anni trascorsi alle superiori, ma la scorsa settimana, a Firenze, durante la Fiera dell’innovazione scolastica Didacta, ha detto che sta pensando a reintrodurre la Storia tra i temi della prima prova. Una battaglia di Repubblica, che ha subito abbracciato il manifesto di Segre-Giardini-Camilleri. Adesso, in una videointervista con il settimanale La tecnica della scuola, Fioramonti ha aggiunto: “Le tre buste della Maturità non mi piacciono”. Qui si riferiva al nuovo orale introdotto dall’era Bussetti e, appunto, innestato sulla busta da scegliere in avvio fra tre.

Ha detto il ministro Fioramonti: “Cambiare la Maturità non può diventare un elemento di narcisismo dell’ultimo ministro, dobbiamo dare agli studenti un orizzonte temporale su cui prepararsi. Sulle buste, che è un elemento formale più che sostanziale, stiamo però valutando quale intervento fare: garantiscono trasparenza, però necessitano di tempo e risorse. Vorrei evitare che si perdessero ore e ore per cercare di distribuire quesiti quando le commissioni devono dedicarsi alla valutazione e all’esame degli studenti: non fare delle lotterie”.

Sicurezza, Innovazione e Sostenibilità. Sono le parole d’ordine che ispireranno la mia azione da Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il mio intervento con le linee programmatiche presentate alle commissioni di Camera e Senato. https://t.co/yIi6tqVbek

— Lorenzo Fioramonti (@lofioramonti) October 15, 2019

Un altro elemento importante è la volontarietà dei test Invalsi. Il ministro, senza specificare a quale ciclo scolastico si riferisca, ha spiegato: “Credo molto nella valutazione. È utile, intesa come un’agevolazione per docenti e studenti. Deve essere quasi invisibile. Non serve per punire, ma per capire cosa fare per essere più efficienti premiando chi ha incrementi proporzionali migliori. Invalsi e Indire devono lavorare meglio. I test devono essere volontari, sarebbe bello avere la fila fuori dalla porta per farli”.

Il ministro ha ricordato, come già detto a Repubblica, che “entro marzo-aprile partirà un nuovo percorso di abilitazione per i docenti delle scuole pubbliche e paritarie. È previsto un ulteriore iter di abilitazione transitorio, rivolto a chi non rientrerà nel concorso straordinario o nel percorso di abilitazione speciale”.

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