in calo l’incidenza sul pil
Stabile il peso delle attività illegali (19 miliardi). Nel 2017 in totale l’economia “non osservata” è stata pari a 211 miliardi di euro, si conferma la tendenza alla riduzione dell’incidenza sul Pil dopo il picco del 2014 (13,0%)
15 ottobre 2019

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Nel 2017 l’economia non osservata vale circa 211 miliardi di euro, il 12,1% del Pil. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Istat in cui si precisa che la ricchezza sommersa ammonta a poco meno di 192 miliardi di euro e le attività illegali a circa 19 miliardi. Le stime per il 2017 confermano la tendenza alla riduzione dell’incidenza sul Pil della componente non osservata dell’economia dopo il picco del 2014 (13,0%).
Le unità di lavoro irregolari nel 2017 sono 3 milioni 700mila, in crescita di 25 mila unità rispetto al 2016. L’aumento della componente non regolare (+0,7% rispetto al 2016) segna la ripresa di un fenomeno che nel 2016 si era invece attenuato (-0,7% rispetto al 2015).
Oltre il 40% del sommerso è concentrato in Italia in un unico settore, quello del commercio. Più precisamente Il 41,7% del sommerso economico si concentra nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio, trasporti e magazzinaggio, attività di alloggio e ristorazione, dove si genera il 21,4% del valore aggiunto totale. Analogamente l’incidenza relativa del ricorso al sommerso è alta negli Altri servizi alle persone ed è pari al 12,3% del sommerso economico, pur contribuendo il settore solo per il 4,1% alla formazione del valore aggiunto totale.