“La Turchia dice di attaccare soltanto obiettivi militari? È falso. La sua aviazione ha bombardato questa mattina un villaggio, molte famiglie sono rimaste uccise, compresi bambini”. A rivendicarlo Dalbr Jomma Issa, comandante delle milizie curde Ypg, a Roma insieme a una delegazione di curdi siriani, per una serie di incontri istituzionali. “Come è possibile che un membro della Nato possa attaccare gli alleati che hanno contribuito a sconfiggere Daesh?”, ha aggiunto la comandante, durante una conferenza stampa svolta alla Camera dei Deputati. La delegazione ha così lanciato un appello affinché la comunità internazionale costringa la Turchia a fermare l’attacco: “Intervenga per bloccare Erdogan“.
Ma non solo. Il rischio, spiega, è che a causa del conflitto in corso, tanti miliziani jihadisti catturati dai curdi durante la loro battaglia contro Isis riescano a fuggire. “Durante la guerra abbiamo arrestato 12mila militanti di Daesh, abbiamo chiesto alla comunità che venga istituito un tribunale internazionale, ma non è stato fatto nulla”, ha aggiunto Ahmed Yousef, membro del Consiglio esecutivo della Federazione della Siria del Nord. “Indebolendo le forze curdo siriane il rischio è che le milizie dell’Isis si riorganizzino e che i detenuti sotto custodia del Rojava fuggano”, ha spiegato pure il deputato di Si Erasmo Palazzotto.
“Alcuni pensano che la Turchia possa controllare e sorvegliare questi islamisti e jihadisti, ma Erdogan li ha sempre appoggiati, ormai fa il ruolo del secondo Califfo“, ha attaccato la comandante. Per poi avvertire: “Cellule dormienti di Daesh? Nuove cellule si stanno attivando, sono ancora tante. Intervenga la Comunità internazionale per fermare la Turchia”.
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