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Croazia, si temono danni neurologici per i bambini avvelenati a bordo della barca

Ago 15, 2019

SPALATO – Rimangono gravissime le condizioni dei due bambini italiani intossicati sulla barca a vela lunedì notte in Croazia e i medici di Spalato temono ora che possano aver subito danni di natura neurologica a causa del monossido di carbonio. Lo scrive il quotidiano dalmata Slobodna Dalmacija che cita un neurologo del centro ospedaliero di Spalato dove i due bambini sono in cura.

La risonanza magnetica, effettuata ieri al bimbo di cinque anni, figlio del manager siciliano Eugenio Vinci, 57 anni, di Sant’Agata di Militello, amministratore delegato del gruppo Tuo, che gestisce i supermercati Tuodì, morto a bordo della barca, e alla bambina di quattordici anni, figlia della moglie di Vinci, ha mostrato, scrive il giornale, conseguenze al cervello, “ma in questo momento non è possibile sapere quanto serie siano queste lesioni e se causeranno danni permanenti”. I due bambini sono ancora in un coma indotto, collegati ai respiratori artificiali, ma in condizioni più stabili rispetto ai giorni precedenti.

“Per ora e troppo presto fare prognosi” su possibili conseguenze di natura permanente, ha detto ai giornalisti Branka Polic, capo del reparto di terapia intensiva pediatrica del centro ospedaliero di Spalato. “Gli organi vitali, che erano quasi tutti compromessi, si stanno riprendendo – ha spiegato – ma solo quando i bambini verranno sconnessi dai ventilatori meccanici si potrà sapere se la funzione respiratoria si è ripresa e se esistono danni di natura neurologica”.

Già mercoledì l’autopsia sul corpo di Vinci aveva confermato che era stato il monossido di carbonio, molto probabilmente rilasciato dall’impianto di climatizzazione, ad avvelenare i sei turisti siciliani che lunedì sera hanno accusato diversi malesseri rientrando nelle loro cabine del caicco della Atlantis Boat, sul quale si trovavano da tre giorni per una crociera in Croazia. Eugenio Vinci, è morto dopo essersi sentito male. I medici, però, non si sono ancora espressi sulla causa della sua morte: avvelenamento o le conseguenze di una caduta riportata mentre cercava aiuto.

L’armatore e lo skipper della barca sono stati arrestati e poi rimessi in libertà.

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