Ma non basta pi, il colloquio con Salvini sembra segnare uno spartiacque. Ovviamente Conte consapevole del passaggio sofferto per il Movimento Cinque Stelle, e da Palazzo Chigi definiscono agnostico l’atteggiamento che il capo del governo ha sempre tenuto sulla materia, senza mai esternare preconcetti, senza mai esprimere giudizi a favore o contro la Tav, considerando soltanto i dati reali, prima l’analisi costi benefici poi il cambiamento di scenario con la maggiore partecipazione finanziaria di Bruxelles. Che poi la maggioranza si sia spaccata, e che il governo con due sottosegretari abbia espresso posizioni diametralmente opposte, anche questo per Conte un film forse non bello, un passaggio delicato, ma in fondo necessario: nessuno a Palazzo Chigi si attendeva uno scenario differente, e il governo sino a pochi giorni fa ha ottenuto la fiducia sul decreto sicurezza, dunque non era questo di ieri un test che potesse esprimere una fiducia o una sfiducia parlamentare verso l’esecutivo. Insomma non stata una sfiducia sull’operato del governo, riassume lo stesso Conte, semmai un passaggio doloroso ma messo in conto. Che per potrebbe a questo punto avere conseguenze anche sulla composizione della squadra dell’esecutivo.