CICLISMO
di Dario Ceccarelli
27 luglio 2019
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Che meraviglia! Finisce col botto, l’ultima tappa di montagna del Tour de France. Dopo il maltempo e la grandine, che venerdì hanno fermato il tampone, questa volta, a Val di Thorens, in una frazione abbreviata a soli 59 chilometri per motivi di sicurezza, arriva una nuovo colpo di scena particolarmente gradito ai nostri colori.
Vincenzo Nibali, quasi 35 anni, finora rimasto in ombra, lascia un segno della sua classe vincendo la tappa da par suo. Il siciliano prima entra in una fuga di giornata e poi, a 12 chilometri dal traguardo, parte in solitaria come se corresse una cronoscalata. Un volo maestoso. Il 53° successo della sua carriera. Il gruppo dei big reagisce, ma nulla può contro la rabbia e l’orgoglio del siciliano che vola come sa far lui quando sente che l’impresa è vicina.
Secondo, a una decina di secondi, il campione del mondo Alejandro Valverde seguito da Mikel Landa e dagli altri leader ancora sorpresi dalla zampata di Nibali, quasi in lacrime subito dopo l’arrivo.
“Sono felice perchè questo è stato un Tour difficile. Dopo il Giro d’Italia, sono arrivato stanco, svuotato. Ho cercato di resistere, ma è stata dura. Ho ricevuto un mare di critiche, qualcuno voleva che andassi a casa, questa per me è un autentica liberazione”
Negli ultimi giorni ho sentito che qualcosa stava cambiando. E così ci ho provato. Volevo vincere una tappa per onorare il Tour, non fare la comparsa. Ringrazio tutti il mio staff, e chi mi è stato vicino” conclude Nibali lanciando una frecciata alla sua Squadra, la Bahrain Merida, che a tutti i costi aveva insistito perché il siciliano partecipasse alla Grande Boucle.
Mentre Nibali parla ai microfoni, i tifosi festeggiano Egan Bernal, il primo colombiano a vincere un Tour de France. Una doppia festa perchè il successo di Bernal, 22 anni, cresciuto da dilettante in Piemonte, si assomma a quello di Richard Carapaz, primo equadoregno a vincere l’ultimo Giro d’Italia. Insomma, il Sud America sbanca nelle due più importanti corse a tappe del mondo. Per Bernal è la consacrazione. Già vittorioso alla Parigi-Nizza al Giro della Svizzera, con questo successo, anche per la giovane età, entra nella storia della Grande Boucle. “Ancora non mi rendo conto,” dice Bernal in Italiano. Ho vinto il Tour, una emozione grandissima”. Anche Nibali ha grande stima del colombiano: “ E’ un bravissimo ragazzo e uno splendido fuoriclasse. Per imporsi aveva bisogno delle montagne più alte. Appena sono arrivate, è venuto fuori il suo talento”.
Giornata positiva anche per la sua squadra, Il Team Eneos, grazie anche Geraint Thomas, che sale al secondo posto della classifica. Giornata storta invece per il francese Giulian Alaphilippe, per 13 giorni maglia rosa, che crolla a metà salita scivolando al quinto posto della classifica generale. Domani la sfilata finale a Parigi, che non cambierà la classifica.