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Autostrade, Conte: “Tragedia Morandi non si può oscurare” – Il Fatto Quotidiano

Giu 28, 2019

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, chiede di limitare le polemiche, ma Luigi Di Maio replica e rincara la dose. Va avanti lo scontro tra il ministero dello Sviluppo Economico e Atlantia, il gruppo proprietario di Autostrade per l’Italia. Boccia dichiara che “in merito a società quotate e non solo servirebbe una valutazione più a freddo del linguaggio da usare. Proprio per questo non abbiamo intenzione di elevare la polemica con il governo e speriamo che prevalga sempre di più il buon senso e la visione di futuro, ricordando che dietro queste imprese ci sono lavoratori e famiglie”. Da Osaka, a margine dei colloqui con i leader del G20, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lancia però un messaggio chiaro, collegando la discussione alla vicenda del Ponte Morandi: “Di fronte a una tragedia così significativa questo governo ha assunto pubblicamente una posizione. Si tratta di una tragedia che non può essere oscurata, non possiamo far finta di niente” per “rispetto ai morti e ai loro familiari”, ha detto. Questo “ci ha portato ad avviare una procedura di contestazione alla società concessionaria per quanto accaduto. Il grave inadempimento è un fatto oggettivo“. E Di Maio rincara la dose: “Il crollo è colpa della mancata manutenzione di Autostrade, entro il 14 agosto serve la revoca delle concessioni ai Benetton”. Intanto, in preapertura della Borsa l’azienda cede lo 0,7%.

Il Capo del governo, poi, risponde direttamente alle affermazioni del presidente di Confindustria: “Gli investitori devono sapere che se la società ha fatto un errore non è che fuggono perché il Governo assume conseguentemente una determinazione per contestare gravi adempimenti, se fuggono gli investitori… questa è veramente una boutade a cui non rispondo”. Poi spiega che il governo “ha fatto le sue contestazioni e per poter garantire la massima trasparenza abbiamo costituito presso il Mit una commissione di esperti che sta completando il suo lavoro, all’esito di questo parere il governo si assumerà le sue responsabilità”. Alla domanda riguardante un suo possibile ruolo di mediatore nell’operazione Atlantia-Alitalia, alla luce delle divergenze emerse ieri fra Lega e M5s, il Capo del governo ricorda che “come presidente del Consiglio tutti i dossier passano da me e presso la presidenza avviene la sintesi politica con il pieno coinvolgimento dei ministri competenti”.

Ma il vicepremier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, attacca nuovamente l’azienda: il crollo del ponte Morandi “è stata una pagina tristissima della nostra storia e grazie all’abbattimento ora possiamo costruire – ha detto in un video su Facebook – Ma soprattutto dobbiamo fare giustizia. Quelle persone che sono morte sono morte perché qualcuno non ha fatto manutenzione per questo ponte. E quel qualcuno sono Autostrade per l’Italia della famiglia Benetton, inutile che si dica Atlantia per non capire di chi stiamo parlando. Sono la famiglia Benetton”. Poi annuncia:”Se il 14 agosto il governo vuole andare a commemorare le vittime del ponte Morandi, ci deve andare con la procedura di revocadelle concessioni almeno avviata. Questa è una volontà politica del M5s e lo deve essere del governo”.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, assume una posizione in contrasto con quella del vicepremier pentastellato, augurandosi che “sia passata la bufera, una cosa è chiedere che chi ha sbagliato paghi, un conto è tirare in ballo lavoratori e risparmiatori che non c’entrano nulla. Non confondo responsabilità dei vertici con un attacco generalizzato a un’azienda che è una risorsa di questo Paese. Se Atlantia ha i requisiti per entrare in Alitalia perché dovrei dire di no? Altro affare sono le questioni penali, legali e giudiziarie. Chi ha sbagliato a Genova e chi ha sulla coscienza le vittime del Ponte Morandi pagherà. Ma io faccio il ministro, non il giudice, se una società vuole unirsi a un’altra chi sono io per dire no”.

Ma Di Maio gli risponde direttamente su Facebook: “Non c’entra nulla il lavoro, perché se anche Autostrade perdesse le concessioni, i dipendenti avrebbero un passaggio ad altri cantieri e passerebbero all’ente che deve gestire le autostrade, che sia statale o un altro privato. Il tema non è il lavoro, non la buttiamo in caciara“. “Su Alitalia sto riparando ai disastri del governo Lega-Berlusconi del 2008. Con Matteo Salvini lavoriamo bene, ma mi dispiace quando perde la memoria. Stiamo lavorando per mettere a posto il disastro dei capitani coraggiosi del 2008 che vide 4 miliardi di euro dei cittadini italiani all’interno di quell’azienda che, ora, è messa peggio di prima. Magari si riuscisse con i tweet e con i talk show. Avrei risolto tutti e 180 i tavoli che abbiamo trovato al Mise”.

Già in mattinata, dalle pagine del Messaggero, sempre Boccia aveva auspicato che “alla fine prevalga il buon senso, perché in gioco ci sono la credibilità e la certezza del diritto nel nostro Paese. Stiamo davvero andando oltre”, aggiungendo che “da questa vicenda potremmo uscire con conseguenze gravi per gli investimenti esteri nel nostro Paese cui non sarà facile rimediare”.

“Non si può chiedere alle persone di investire in un’attività e poi cambiare le regole del gioco in piena corsa, soprattutto in modo unilaterale – continua – Come ho detto, ne va della certezza del diritto e della credibilità del Paese”. Quanto alle affermazioni del vicepremier Luigi Di Maio su Atlantia “decotta”, Boccia si dice stupito: “Quel che mi sento di dire è che occorre uscire al più presto da questo pericoloso stato di rancore. Dobbiamo tornare a un’idea di Paese che guardi avanti e lasciare che la giustizia penale faccia il suo corso prima di assumere decisioni gravi. Un Paese che si limita a cavalcare le proprie ansie non ha futuro”.

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