• 8 Novembre 2026 9:44

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Riscaldamento acceso e auto in sosta, i casi in cui si rischia una multa

Nov 8, 2026

Aspettare l’uscita da scuola con il motore al minimo e le bocchette che soffiano aria calda può costare più di un pieno. Per il Codice della Strada lasciare l’auto in sosta con il propulsore acceso per alimentare la climatizzazione espone a una sanzione da 223 a 444 euro.

Il divieto di tenere il motore acceso per riscaldare l’abitacolo

L’articolo 157 vieta di mantenere acceso il motore durante la sosta allo scopo di far funzionare l’impianto di condizionamento d’aria. Bisogna però riallacciarci alla differenza fra arresto, fermata e sosta.

L’arresto è l’interruzione della marcia imposta dalle condizioni della circolazione, come accade al semaforo rosso, in una coda o davanti alle barriere abbassate di un passaggio a livello. In queste circostanze, non si applica il divieto previsto per la sosta con il motore acceso allo scopo di alimentare la climatizzazione.

Per fermata si intende una sospensione temporanea della marcia necessaria a consentire la salita o la discesa dei passeggeri oppure a soddisfare altre esigenze di brevissima durata. Il conducente deve rimanere presente, essere pronto a ripartire ed evitare di intralciare la circolazione. Anche questa situazione resta esclusa dal divieto.

Quando invece l’attesa si prolunga, con la possibilità per il conducente di allontanarsi dal veicolo, si configura la sosta. In questo caso il motore deve essere spento e mantenerlo acceso per far funzionare la climatizzazione può comportare la sanzione prevista dal Codice della Strada.

Non c’è quindi una soglia di uno, tre o cinque minuti oltre la quale l’attesa diventi sosta. A contare sono le circostanze, compresa la ragione dell’interruzione. La salita di una persona già accanto alla portiera è diversa dall’attesa del familiare che deve ancora uscire dall’ufficio. Neppure il conducente seduto al proprio posto trasforma la seconda situazione in fermata perché la definizione di sosta contempla la possibilità di allontanarsi, senza richiedere che l’allontanamento avvenga davvero.

Importi della multa

Per applicare la sanzione più elevata serve qualcosa in più della constatazione che il propulsore sta girando. L’articolo 202 consente normalmente di versare il minimo di 223 euro entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione. Pagando nei primi cinque giorni, la riduzione del 30% porta la somma a 156,10 euro, cui si aggiungono le eventuali spese indicate nel verbale. Per questa infrazione non sono previste decurtazioni di punti né la sospensione della patente.

Alla disciplina nazionale possono affiancarsi disposizioni comunali più restrittive. Ad Arona, in provincia di Novara, ad esempio, l’articolo 66 del Regolamento di polizia urbana impone ai conducenti di veicoli a combustione interna di spegnere il motore anche nella fermata indipendente dalle esigenze della circolazione. Ci sono comunque le eccezioni per servizi di pubblica utilità, attività di istituto e riparazioni necessarie sul posto, oltre all’esclusione dei veicoli senza scarichi nocivi.

Il riscaldamento delle elettriche e delle ibride

Con un’auto elettrica alimentata a batteria cambia il funzionamento del riscaldamento. L’energia può arrivare dall’accumulatore ad alta tensione, senza tenere in moto un propulsore a benzina o a gasolio. Il riscaldamento dell’abitacolo è quindi un consumo energetico, pur in assenza del funzionamento di un motore a combustione. Su questa base, la preclimatizzazione elettrica è diversa dalla condotta dell’automobilista che lascia il motore termico al minimo.

Più attenzione richiedono le ibride, comprese quelle ricaricabili alla presa. Quando serve calore, in determinate condizioni il propulsore rimane acceso per mantenere sufficientemente caldo il liquido di raffreddamento. La posizione del selettore su P non garantisce che il sistema stia funzionando solo con energia elettrica. Se il propulsore termico entra in funzione proprio per mantenere caldo l’interno, occorre valutare la stessa condotta prevista dalla norma per le altre auto a combustione

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