Quattro metri scarsi di lunghezza e l’aria di voler affrontare una spedizione nel deserto: sulla sottile linea di confine fra dimensioni cittadine e aspetto da fuoristrada muove i primi passi la Renault Bridger. Presentata lo scorso marzo, in occasione del piano strategico futuREady, la concept anticipa un modello destinato inizialmente all’India. Il Gruppo francese guarda però a un pubblico internazionale, con una gamma di motorizzazioni adattabile alle esigenze dei diversi mercati. E le ultime voci riguardano da vicino l’Europa: secondo Autocar, la Bridger potrebbe sbarcare nel Vecchio Continente sotto forma di Dacia elettrica. Al momento non ci sono conferme ufficiali al riguardo.
Dimensioni compatte, carattere da fuoristrada
Saltano immediatamente all’occhio le forme squadrate. Il cofano alto incontra un frontale verticale, con la scritta Renault in evidenza, e i passaruota pronunciati accentuano l’impronta robusta della carrozzeria. Eppure, a dispetto del look da fuoristrada classico, la Bridger si presterebbe soprattutto al traffico cittadino.
Che i designer abbiano preso ispirazione dai mezzi off-road di una volta sembra confermarlo la ruota di scorta fissata sul portellone, ormai presenza sempre più rara sui SUV moderni. Le protezioni inferiori e l’altezza da terra contribuiscono al look avventuroso, valorizzato dalla verniciatura Beige Dune Satin scelta per il prototipo.
Su una vettura lunga meno di quattro metri, i cerchi da 18 pollici della Bridger Concept ne accentuano le linee muscolose. Gli sbalzi contenuti e la carrozzeria sviluppata in altezza rafforzano l’impressione di trovarsi davanti a un fuoristrada di dimensioni superiori, ma gli ingombri effettivi favoriscono la circolazione urbana, soprattutto nei parcheggi e sulle strade strette.
Abitacolo spazioso e motori per diversi mercati
Un SUV compatto deve fare i conti con lo spazio disponibile. E proprio sull’abitabilità Renault ha concentrato una parte importante del lavoro, cercando di sfruttare al massimo le dimensioni esterne.
Secondo i dati comunicati dalla Casa, la Bridger Concept garantisce 200 mm di spazio per le ginocchia dei passeggeri posteriori, un valore che Renault indica come riferimento per la categoria. Il bagagliaio raggiunge invece una capacità dichiarata di 400 litri, dato che dovrà trovare conferma sulla futura versione di produzione.
La posizione di guida rialzata favorisce la visibilità, coerentemente con l’impostazione generale della vettura. Sulla configurazione definitiva degli interni abbiamo più domande che risposte: Renault non ha finora illustrato nel dettaglio la plancia e gli equipaggiamenti del modello destinato alle concessionarie.
Sulla meccanica, il progetto ricorre alla piattaforma modulare RGMP Small, sviluppata per accogliere differenti alimentazioni, e il Gruppo ha già confermato la possibilità di realizzare versioni a combustione interna, ibride ed elettriche, da distribuire secondo le caratteristiche dei singoli mercati.
Rimangono da definire potenze e autonomie, così come le specifiche delle batterie. Prematuro, dunque, sbilanciarsi sui prezzi.
Le indiscrezioni sull’Europa
La Bridger nascerà industrialmente in India, dove il debutto commerciale è previsto entro la fine del 2027. Successivamente Renault conta di estenderne la distribuzione ad altri mercati internazionali. Nel Paese asiatico il nuovo SUV occuperà una posizione inferiore rispetto alla Duster commercializzata con il marchio francese.
Sul fronte europeo, le ultime indiscrezioni chiamano in causa Dacia. Secondo quanto pubblicato dalla rivista britannica Autocar il 6 novembre, il Gruppo starebbe valutando una versione elettrica della Bridger da commercializzare con il marchio rumeno al posto della Striker elettrica, il cui sviluppo, secondo le stesse voci, sarebbe stato accantonato.
Né Renault né Dacia hanno finora confermato l’ipotesi, né annunciato un eventuale programma di produzione europea.