AGI – “La coperta è corta, quindi dobbiamo stare molto attenti a come ci si muove”. Giancarlo Giorgetti, nel weekend che precede l’approdo della legge di bilancio in Consiglio dei ministri, avvisa i naviganti: “Vi garantisco che il clima di burrasca è sempre all’orizzonte”. Il ministro dell’Economia, dall’assemblea della Compagnia delle Opere, rivendica ancora una volta l’approccio prudente ai conti pubblici scelto in questi anni.
Il governo si prepara a portare la legge di bilancio in Cdm, l’ok potrebbe arrivare tra martedì e mercoledì. Un testo da 23,5 miliardi figlio del contesto globale, caratterizzato da tensioni geopolitiche e caro energia, che negli ultimi mesi hanno impattato sui prezzi al consumo. Sottratti gli spazi di flessibilità sull’energia concordata con la Ue, restano circa 9 miliardi per sostenere le altre misure. Vanno fatte delle scelte.
Le priorità: giovani, donne e rimborsi sanitari
Con due riunioni a Palazzo Chigi dei leader della maggioranza dei giorni scorsi sono state affinate le priorità della legge di bilancio: misure a sostegno dei salari dei più giovani, sostegno all’assunzione delle donne specie se madri, interventi sui rimborsi sanitari, un possibile taglio dell’Irpef in favore del ceto medio. I tecnici sarebbero al lavoro su una serie di ipotesi per gli under 30-35: una maxideduzione, uno sconto sull’Irpef, oppure un conguaglio a fine anno per aiutare la crescita delle buste paga dei più giovani. Giorgetti negli ultimi mesi ha ripetuto spesso che è necessario intervenire sui salari dei più giovani.
Forza Italia spinge per un intervento a supporto sulla spesa sanitaria, si fa strada l’ipotesi di un bonus o una card con un plafond da definire, soprattutto degli anziani e dei più fragili. Mentre sarebbe ritenuta più complessa l’opzione di un cashback sanitario. La Lega chiede un intervento sulle pensioni per una finestra di uscita anticipata a 64 anni per 180mila aderenti al regime misto, ma non sarebbe facile trovare la copertura.
Taglio Irpef al ceto medio: l’ipotesi in due fasi
Il possibile taglio dell’Irpef del ceto medio, con l’estensione dell’aliquota del 33%, resta invece tra le proposte analizzate. L’ipotesi al vaglio sarebbe quella relativa ad un provvedimento in due fasi: prima per i redditi fino a 55mila e successivamente per quelli fino a 60 mila. “Nei prossimi giorni diventeranno pubbliche le cose, molto targhettizzate e ragionate, che in questi giorni abbiamo discusso all’interno del governo, tra le varie componenti ognuno ha la propria sensibilità, tenendo presente che la rotta deve essere per arrivare a un porto sicuro”, annota il ministro dell’Economia.
Giorgetti e Bruxelles: “La posizione italiana è stata equilibrata”
Giorgetti ricorda: “Nella legge di bilancio che approveremo la settimana prossima, stiamo aspettando il margine concesso dell’Ue, abbiamo portato riflessioni di puro realismo, in particolare nelle sedi europee. Lì non ci hanno valutati come prudenti, addirittura magari qualcuno ci ha considerato oltremodo spendaccioni. No, io credo che la posizione italiana sia stata oltremodo equilibrata, spero che continui a esserlo anche nel futuro a medio termine”. Il governo attende una possibile apertura da parte di Bruxelles sulle modalità di utilizzo della flessibilità sull’energia concordata nell’ambito dello scostamento di bilancio da 29 miliardi per il 2027-2028 (la metà sono per la difesa). Nell’esecutivo trapela ottimismo sulla possibilità di un esito positivo delle interlocuzioni in corso.
La Cisl: “No a bonus elettorali a pioggia”
La Cisl, intanto, per voce di Daniela Fumarola, invita a non procedere ad una manovra di taglio elettorale. “Questa è l’ultima Manovra di questa legislatura, noi pensiamo che la tentazione di ricorrere a bonus elettorali sia veramente molto forte. Noi pensiamo che sia assolutamente sbagliato distribuire a pioggia risorse così limitate: concentriamole su pochi obiettivi prioritari”, avverte la leader della Cisl.