• 23 Ottobre 2026 17:30

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Calendario Pirelli 2027, l’India e le sue mille anime

Ott 23, 2026

AGI – L’India non si lascia raccontare una volta sola. Cambia volto e colore a ogni angolo e a ogni ora del giorno. È una terra in cui gli opposti non si escludono, ma in qualche modo convivono: la magnificenza dei palazzi e il disordine delle strade, la spiritualità e il rumore, il passato millenario e la corsa sfrenata verso il futuro. Raccontarla significa accettare che nessuna immagine possa contenerla davvero.

Il Calendario Pirelli arriva in India 

E proprio la “terra della diversità“, per la prima volta, è la protagonista della 53esima edizione del Calendario Pirelli. Una scelta che non è stata soltanto geografica, ma soprattutto culturale e, di conseguenza, progettuale: perché un solo sguardo, davanti a un Paese che fugge da ogni definizione, non poteva bastare. E così The Cal 2027, intitolato, appunto, ‘India, oltre un solo sguardo’, ha scelto di essere davvero unico, affidando il proprio racconto a tre sensibilità diverse, tre prospettive che si incontrano per restituire la complessità di un universo in continua trasformazione.

Il viaggio tra storia e presente 

Il viaggio si snoda dentro il cuore dell’India, tra il Jaigarh Fort di Jaipur, nel Rajasthan, con la sua imponenza architettonica e il fascino della storia, e le strade di Nuova Delhi, dove la modernità incalza, ma le tradizioni non smettono di scandire la vita quotidiana. A guidarlo sono lo sguardo di Solve Sundsbo, già autore dell’edizione 2026, quello di Raghu Rai, maestro indiscusso della fotografia indiana scomparso lo scorso aprile, e quello della figlia Avani, che ne ha raccolto l’eredità portando avanti il progetto dopo la sua morte.

La doppia visione per raccontare l’India

In India esiste una parola per descrivere questo tipo di incontro: Jugalbandi. Nella tradizione musicale indica un dialogo creativo tra due interpreti, un confronto in cui ciascuno conserva la propria voce e, al tempo stesso, si lascia attraversare da quella dell’altro. È il principio che ispira questa edizione di The Cal: una visione occidentale che incontra uno sguardo profondamente radicato nella cultura e nella storia del Paese, senza sovrapporsi a esso, ma aprendosi totalmente al confronto. 

L’obiettivo – è il risultato – è un racconto che non pretende di esaurire l’India, bensì di avvicinarsi alle sue mille anime attraverso i suoi colori, i suoi fiori, le sue luci e una ricchezza visiva che sembra appartenere a un tempo sospeso e che ti appare davanti ogni volta che si aprono gli occhi.

Lo sguardo dei due fotografi

“Raccontare l’essenza dell’India solamente in questi scatti sarebbe impossibile”, spiega Sundsbo qui a Nuova Delhi. “Troppo vasta, complessa e mutevole per essere racchiusa in una definizione o in una serie di immagini. Il vero lavoro consiste nel togliere, nel semplificare, nel capire cosa lasciare fuori dall’inquadratura oltre che dentro”.

Si capisce, dunque, perché per raccontare un universo così sfaccettato, un solo punto di vista non sarebbe bastato. Il Calendario Pirelli, da sempre sospeso tra fotografia d’autore, cultura visiva e immaginario contemporaneo, in questa terra trova un luogo in cui mettere in discussione le proprie stesse coordinate, perché la bellezza – e lo si comprende ancora una volte meglio sfogliando il calendario e dialogando tra i giornalisti presenti – non viene, e soprattutto non può essere presentata come un canone universale e immutabile, ma come qualcosa che si trasforma e acquista significati diversi a seconda della prospettiva e degli occhi con cui la si osserva.

Di padre in figlia 

E poi c’è la storia personale, forse la più commovente. Quella di un progetto che continua anche dopo la perdita di uno dei suoi protagonisti. Così, la presenza di Avani, diventa anche il modo in cui uno sguardo può sopravvivere alla persona che lo ha costruito, trasformandosi senza perdere il legame con le proprie origini e assumendo una dimensione intima capace di intrecciarsi con quella collettiva.

Avani ci accoglie nella sua stanza e racconta il significato di questo lavoro. “Riprendere in mano la macchina fotografica dopo la sua scomparsa è stato uno dei momenti più significativi per me. E attraverso questo percorso, ho trovato il modo di rendere omaggio a ciò che aveva iniziato, rimanendo al tempo stesso fedele al mio modo di guardare il mondo”. Dal fiume Yamuna fino a Mumbai, un continuo viaggio eclettico, dall’architettura contemporanea alle comunità di pescatori.

Due sguardi e due modi diversi di entrare in sintonia con l’India: quello di chi ne custodisce l’identità e quello di chi la attraversa con lo stupore di una scoperta. A incarnarne le molteplici sfumature sono otto protagoniste: Rupi Kaur, Padma Lakshmi, Bhavitha Mandava, Lakshmi Menon, Freida Pinto, Aditi Rao Hydari, Anoushka Shankar e Avantika Vandanapu. 

Un’edizione destinata a lasciare il segno 

Un’edizione destinata a lasciare il segno, con tutte le premesse per entrare nell’immaginario di The Cal e conquistare un posto tra le più memorabili della sua storia. E se il Calendario rivela immediatamente la sua straordinarietà, bisogna calare lo sguardo sulle scenografie e luoghi scelti per celebrarlo qui, nella capitale indiana.

Due appuntamenti esclusivi, concepiti come un incontro tra arte, mondanità e fascino senza tempo: ieri, il cocktail dinner nella cornice monumentale della Safdarjung Tomb, gioiello architettonico dell’India moghul. Stasera il gala dinner nello storico Imperial, luxury hotel dall’eleganza vittoriana e coloniale, rifugio prediletto di viaggiatori cosmopoliti. A fare gli onori di casa, ça va sans dire, il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, pronto ad accogliere ospiti illustri e personalità del bel mondo internazionale, arrivati da ogni parte del globo per celebrare una nuova pagina nella storia del Calendario.

 

 

 

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