• 21 Ottobre 2026 3:35

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Manovra, le banche fanno muro sui 5 miliardi. Idea taglio dell’Irpef in due fasi

Ott 21, 2026

AGI – Il mondo bancario e assicurativo prova a fare muro contro l’entità del contributo da 5 miliardi di euro chiesto dal governo tra le coperture per finanziare la prossima legge di bilancio. Mentre quello energetico ricorda di aver “già dato” con il decreto bollette. “C’era un accordo triennale siglato dal governo e sarebbe stato in vigore per i prossimi 3 anni. Io ci ho creduto”, ricorda il Ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina. “Bisognerebbe considerare anche altre imprese”, sottolinea il manager ammettendo che si tratta “di una manovra complessa”. Una posizione analoga la esprime anche il mondo energetico. “Le aziende elettriche hanno avuto un decreto bollette non più tardi di qualche mese fa. Non mi pare che il settore elettrico abbia fatto poco, anzi”, argomenta l’ad di Enel Flavio Cattaneo.

L’esecutivo intanto resta in attesa del dialogo con la Ue sul perimetro di utilizzo dei fondi per la flessibilità sull’energia prima di approvare la manovra, una prima risposta informale alle proposte italiane potrebbe arrivare nel weekend. Mentre si fa strada l’ipotesi di una possibile riunione del Cdm il 28 ottobre per il via libera al testo. Nella maggioranza ci sarebbe un cauto ottimismo sul possibile esito della trattativa con Bruxelles.

Tajani: coinvolgere anche Cdp

Intanto il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani – in giornata ha avuto un colloquio informale con il presidente di Unipol Carlo Cimbri – ipotizza di estendere la partecipazione alla misura anche agli istituti statali come Cdp. Un contributo alla manovra da “tutto il mondo finanziario, non soltanto banche e assicurazioni. Credo che debbano essere coinvolte anche Cassa depositi e prestiti e altre realtà”. La possibilità, però, riscontrerebbe alcune perplessità tra gli alleati di governo visto che si tratterebbe di un passaggio di risorse tra una partecipata e lo Stato.

Il nodo dell’Irpef

Il leader azzurro, nel corso della riunione di maggioranza di ieri a Palazzo Chigi, avrebbe avanzato anche una proposta per tenere in piedi parzialmente l’ampliamento del taglio dell’Irpef, con l’aliquota del 33% estesa gradualmente prima ai redditi fino a 55mila euro e poi a quelli fino a 60mila. I tecnici del Mef e la Ragioneria, però, avrebbero avanzato dubbi sulla copertura del provvedimento.

Anche la premier Giorgia Meloni, viene riferito, durante il vertice tra i leader non avrebbe chiuso rispetto alla possibilità di intervenire nuovamente sul taglio dell’Irpef per il ceto medio, ma sempre però in relazione a come si concluderà il dialogo con Bruxelles. Il taglio delle tasse al ceto medio è una misura sentita anche da FdI, che però porta avanti una valutazione sulla difficile spendibilità del provvedimento anche in vista delle prossime elezioni.

Le priorità della manovra

Le priorità della manovra per la maggioranza sono state circoscritte nella mediazione tra proposte di maggioranza e necessità di rispettare l’equilibrio dei conti: aiuti per imprese e famiglie contro il caro energia, interventi sulla sanità con l’ipotesi di un cashback, mentre si ragiona sulla possibilità di una flat tax del 5% per favorire l’incremento degli stipendi degli under 35. La Cgil, che il 20 novembre darà vita a uno sciopero generale, contesta l’impianto della prossima legge di bilancio. “L’unica spesa che aumenta, e l’hanno già deciso, è quella per le armi. Lo diciamo con chiarezza: è inaccettabile”.

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