• 20 Ottobre 2026 9:35

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Ex Ilva, è il giorno della Cassazione: in gioco lo stop agli impianti

Ott 20, 2026

AGI – Al via questa mattina l’udienza in Corte di Cassazione per l’ex Ilva. Approda infatti davanti alle Sezioni Unite Civili il decreto con cui il 27 luglio la Corte d’Appello di Milano, riformando in parte un provvedimento di febbraio del Tribunale lombardo, ha ordinato nell’arco di 90 giorni, ormai prossimi a scadere, lo stop di altiforni, acciaierie e impianti connessi poiché dannosi per la salute.

Le motivazioni del decreto

Emissioni di polveri sottili PM 2,5 e PM 10 e presenza di amianto negli altiforni, i punti sollevati dalla Corte d’Appello con un decreto che è stato confermato l’11 settembre e il 5 ottobre, a seguito del rigetto delle istanze di sospensiva presentate da Acciaierie e Ilva.

Alla Cassazione sono giunti nell’ordine un ricorso straordinario di Ilva a metà agosto e un secondo di Acciaierie a fine agosto. Impugnano entrambi il decreto di Milano e ne chiedono l’annullamento.

Il percorso giudiziario

A seguire due controricorsi, uno per Ilva e l’altro per Acciaierie, che, a conferma del provvedimento dei giudici di Milano, hanno presentato i difensori dei cittadini di Taranto in giudizio.

Sono stati quest’ultimi a promuovere l’iniziativa contro Acciaierie, di cui si chiede l’inibizione a produrre. Iniziativa cominciata al Tribunale di Milano anni fa, poi approdata alla Corte di Giustizia europea su remissione del Tribunale di Milano, quindi, con la sentenza dei giudici di Lussemburgo, ritornata al Tribunale di Milano e infine arrivata in Corte d’Appello perché l’ordinanza del Tribunale è stata impugnata.

Le possibili decisioni della Cassazione

Oggi, dunque, l’ultimo atto con la Cassazione. Un collegio di nove magistrati, presieduto dal primo presidente della Suprema Corte, potrà confermare il decreto, annullarlo definitivamente oppure annullarlo con un nuovo rinvio alla Corte d’Appello. 

Il confronto con i sindacati

Infine, nel pomeriggio è in programma un vertice al ministero del Lavoro con i sindacati. Si affronta la situazione ex Ilva sotto il profilo delle misure possibili per i lavoratori oltre alla cassa integrazione già prevista per i diretti e i terzi nell’ultimo decreto legge approvato dal Governo.

Se oggi venisse dal ministero un’apertura su pensioni anticipate e incentivi all’esodo agevolato e anticipato, una parte della platea dei dipendenti di AdI potrebbe uscire dall’azienda e i numeri riassestarsi su livelli più bassi.

Le richieste dei lavoratori

Pensioni anticipate che riconoscano l’esposizione all’amianto e all’inquinamento, nonché il carattere usurante del lavoro in acciaieria, sono tra le richieste principali di sindacati e lavoratori insieme alla riproposizione degli incentivi per le dimissioni volontarie.

Incentivi che vi furono già anni fa: 100mila euro lordi a scalare.

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