AGI – Ha superato nel 2025 i 100 miliardi la spesa degli italiani fuori casa, con oltre 10 miliardi di occasioni di consumo l’anno. È quanto emerge dall’Osservatorio del mercato Away From Home TradeLab per Federdistribuzione.
Ma le abitudini cambiano e dall’indagine si evince che gli italiani diventano più selettivi: nei primi otto mesi del 2026 si conferma la crescita delle visite a pranzo (+1,7%), mentre restano in difficoltà l’aperitivo serale (-3,1%) e i consumi dopo cena.
Il calo dei consumi e il ruolo del turismo
Su base annua, il valore è cresciuto in modo pressoché continuo dal 2018, da 83 miliardi di euro fino ai 102 miliardi del 2025, con l’eccezione per gli anni della pandemia. Nei primi otto mesi del 2026 il mercato mostra una lieve contrazione: le visite calano dell’1%, dato parzialmente compensato dal turismo straniero, in flessione dello 0,6%.
La dinamica, spiega Federdistribuzione, è “riconducibile a due fattori principali: da un lato, il calo del potere d’acquisto delle famiglie italiane, dall’altro la difficoltà di intercettare pienamente la domanda di un consumatore sempre più esigente, disposto a spendere fuori casa quando trova un’offerta di qualità, capace di rispondere ai nuovi bisogni alimentari – guidati anche dalla ricerca di benessere, con una crescente attenzione a no/low alcol, prodotti light e free from – e un livello di servizio in grado di trasformare la visita in un’esperienza di valore”.
L’andamento dei canali e l’analisi territoriale
A livello di canali, si arresta la crescita della ristorazione commerciale in catena (0%), mentre la ristorazione indipendente è sostanzialmente stabile ma sempre più polarizzata: i ristoranti di fascia medio-alta crescono del 2,9%, mentre quelli di fascia bassa sono in calo. Un andamento che conferma la rilevanza della qualità, anche accessibile, come driver per la crescita del mercato. Dal punto di vista territoriale, Nord e Centro mostrano andamenti altalenanti, tra lievi variazioni positive e negative, mentre Sud e Isole continuano a perdere visite (-3,9%).
Il valore economico e reputazionale della cucina italiana
Il turismo, sia italiano sia straniero, rappresenta un fattore di sostegno per il mercato Away From Home. Nel 2025 il mercato complessivo a sell-out, pari a 102 miliardi di euro, si compone per il 78% di consumi dei residenti, pari a 79 miliardi di euro (+2%), e per il 22% di consumi turistici, pari a 23 miliardi (+5%). All’interno della componente turistica, i turisti stranieri pesano per 11 miliardi di euro, in crescita del 7% sul 2024, mentre i turisti italiani rappresentano 12 miliardi (+3%). Il turismo straniero risulta quindi la componente a maggiore crescita e il principale fattore in grado di attenuare la flessione del mercato domestico prevista per il 2026.
Secondo Federdistribuzione, la cucina italiana può agire come leva reputazionale capace di rafforzare l’attrattività turistica e più generale del food italiano, esercitando una pressione positiva sulla filiera ristorativa affinché offra un’esperienza coerente con il valore di questo patrimonio e in grado di soddisfare sia il consumatore straniero sia quello italiano. La ricerca, inoltre, evidenzia che più di un italiano su due ritiene che la ristorazione dovrebbe puntare maggiormente sui piatti della cucina italiana per rendere più memorabile l’esperienza, mentre oltre il 70% dichiara di far proprie ricette tipiche italiane scoperte o riscoperte durante i pranzi e le cene fuori casa.
La struttura della filiera e il ruolo dei Cash&Carry
La filiera del mercato Away From Home italiano è lunga e articolata. A livello intermedio operano circa 3.400 grossisti food&beverage e 368 Cash&Carry, a cui si aggiungono le insegne della GDO, alcune delle quali interessate a servire anche il segmento dei professionisti, e piattaforme digitali. A livello finale operano oltre 351.000 punti indipendenti tra bar, ristoranti, pizzerie, take away, gelaterie, discoteche e hotel; a questi si aggiungono circa 12.500 punti di consumo appartenenti a oltre 760 player della ristorazione commerciale. Sia tra gli operatori intermedi sia tra quelli finali, il mercato è interessato da una progressiva contrazione del numero di operatori e da una crescente concentrazione e polarizzazione dell’offerta.
Tra il 2019 e il 2025 sono uscite dal mercato oltre 30.000 attività tra bar e ristoranti, mentre tra il 2012 e il 2025 hanno chiuso oltre 1.250 operatori all’ingrosso. Sempre più rilevante è il ruolo svolto dai Cash&Carry, che intermediano circa il 17% del sell-in food&beverage complessivo e stanno attuando strategie di crescita orientate ai bisogni degli operatori del fuori casa, sia sul fronte dell’assortimento – con l’inserimento di linee professionali e formati dedicati – sia su quello dei servizi, dalla delivery agli strumenti digitali a supporto della gestione operativa del business.
Le dichiarazioni delle istituzioni e di Federdistribuzione
“Il cibo e l’accoglienza si confermano il primo e più efficace strumento di conoscenza e valorizzazione delle eccellenze territoriali della nostra Nazione, guidando le scelte di chi acquista in Italia e nel mondo. Nel panorama della promozione territoriale e agroalimentare, il settore della ristorazione e dell’hotellerie riveste un ruolo strategico di primissimo piano. Chi consuma scopre e impara a conoscere un prodotto d’eccellenza proprio attraverso l’assaggio in un’esperienza culinaria, per poi ritrovarlo e acquistarlo nella rete di distribuzione classica. Un circolo virtuoso che vale per gli italiani ma che si rivela fondamentale per i turisti internazionali”, ha commentato Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura.
“Le imprese della distribuzione moderna specializzata, operanti anche attraverso il canale Cash&Carry, sostengono e valorizzano i consumi fuori casa degli italiani e contribuiscono alla competitività della ristorazione e all’attrattività turistica del nostro Paese”, ha dichiarato Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione che ha così proseguito: “I dati ci restituiscono un mercato che, pur mostrando alcuni segnali di rallentamento sul fronte delle visite, continua ad avere valori in crescita, con migliaia di operatori del settore impegnati ad adattare la propria capacità di offrire servizio per incontrare i gusti e le esigenze delle persone”.