Dopo mesi di teaser, polemiche social e quella campagna di marketing che l’aveva trasformata nel tormentone della “Jaguar rosa“, la Type 01 si mostra finalmente per quello che è davvero: un’auto concreta, destinata a entrare nella storia del marchio di Gaydon come vero e proprio manifesto del suo futuro elettrico.
Dietro l’immagine che ha fatto discutere mezzo internet si nasconde infatti un progetto tutt’altro che superficiale, fatto di oltre 360 brevetti e di una filosofia costruttiva pensata per un pubblico elitario, disposto a spendere cifre a sei zeri per un’esperienza di guida fuori dal comune.
La nuova era elettrica
La Type 01 non è semplicemente un nuovo modello, ma il punto di partenza di un intero capitolo per Jaguar. Si tratta infatti della prima Jaguar completamente elettrica della storia, e con il suo esuberante bagaglio di cavalli si guadagna contemporaneamente anche il titolo di vettura più potente mai realizzata dal marchio britannico.
Un debutto, insomma, che porta con sé un doppio significato: da un lato segna il taglio del nastro per la nuova strategia a zero emissioni della Casa che punta a riposizionare il brand all’interno di un futuro fatto di elettroni dopo un periodo di crisi, dall’altro alza clamorosamente l’asticella delle prestazioni rispetto a qualsiasi Jaguar vista finora, comprese le sportive più blasonate del passato a motore endotermico come la F-Type.
Estetica in funzione del vento
Per dare forma a una grand tourer elettrica a quattro porte lunga 5.235 millimetri e alta appena 1.403, Jaguar ha sviluppato da zero una piattaforma inedita, battezzata Jea, acronimo di Jaguar Electric Architecture. Composta per il 73% da alluminio, con una rigidità torsionale che arriva a 51,7 kN per grado, l’architettura è stata pensata fin dall’inizio in funzione dell’aerodinamica, con un coefficiente Cx che si ferma a un notevole 0,23.
Il flusso d’aria viene gestito in maniera dinamica grazie alle paratie frontali Active Vanes, capaci da sole di regalare fino a 27 chilometri di autonomia extra, mentre lo spoiler posteriore attivo a tre stadi genera 75 chilogrammi di carico verticale oltre i 155 km/h. Anche il sottoscocca fa la sua parte, creando una zona di alta pressione capace di produrre fino a 4 chilogrammi di spinta propulsiva diretta.
Sul piano manifatturiero, uno degli elementi più curiosi riguarda il cosiddetto Impossible Panel: il fianco posteriore della vettura, frutto di 1.500 ore di sviluppo e realizzato nello stabilimento di Halewood, vicino Liverpool, viene pressato con 2.500 tonnellate di forza in sei passaggi distinti, facendo convergere cinque superfici diverse in un unico punto.
Il profilo di fiancata è impreziosito da quello che Jaguar chiama Luxury Gap, lo spazio tra il passaruota anteriore e la portiera, che misura 898 millimetri, pari al 17% della lunghezza totale della vettura, la stessa identica proporzione della mitica E-Type. Le portiere, prive di cornice, montano maniglie retrattili in grado di spezzare fino a 4 millimetri di ghiaccio.
Interni tra lusso e tecnologia
Se c’è un terreno su cui Jaguar non ha mai voluto fare compromessi, è quello degli interni, e la Type 01 non fa eccezione. L’abitacolo è organizzato attorno a una spina dorsale longitudinale in alluminio anodizzato con finitura color ottone, che suddivide lo spazio in quattro ambienti distinti pensati per altrettanti occupanti.
La plancia integra un grande schermo OLED da 24 pollici, affiancato da un display touch secondario da 7 pollici e dal retrovisore digitale ClearSight, incastonato all’interno della Panoramic Soundbar posizionata alla base del parabrezza. Completano la dotazione l’impianto audio Meridian con ben 38 altoparlanti e i sedili Sensory Audio, capaci di restituire vibrazioni tattili sincronizzate con la musica.
Il cervello elettronico della vettura, basato su processori Nvidia, gestisce complessivamente dieci telecamere, dodici sensori e cinque radar, incluso un radar frontale riscaldato nascosto elegantemente dietro il logo del marchio.
Dimensioni da grand tourer, potenza da hypercar
Sotto la carrozzeria si nasconde una configurazione tri-motore a magneti permanenti, con un’unità da 354 CV all’anteriore e due motori posteriori da 422 CV ciascuno, integrati in un unico carter, per una densità di coppia di 51 Nm per chilogrammo.
Il risultato complessivo è impressionante: 1.030 CV e 1.365 Nm di coppia massima, per uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in appena 3,2 secondi e un allungo da 100 a 180 km/h liquidato in quattro secondi netti. Numeri da vera hypercar, resi possibili anche dagli inverter al carburo di silicio derivati direttamente dalla Formula E, capaci di variare la frequenza da 2 a 20 kHz abbattendo il tempo di reazione della coppia a un solo millisecondo.
Non manca l’attenzione all’efficienza: la disattivazione automatica dell’asse posteriore permette di guadagnare fino a 29 chilometri di autonomia aggiuntiva, mentre a velocità costante di 100 km/h la vettura utilizza appena il 2% della potenza complessivamente disponibile.
Autonomia da viaggio
A sostenere tutta questa potenza c’è un pacco batterie da 850 volt, capace di immagazzinare 118 kWh di energia grazie a celle prismatiche con chimica Nmc. L’autonomia dichiarata in ciclo Wltp sfiora i 720 chilometri, con oltre 500 chilometri garantiti viaggiando a ritmo autostradale, un dato tutt’altro che scontato per un’auto con queste prestazioni. Sul fronte della ricarica, la Type 01 supporta potenze fino a 350 kW, sufficienti a recuperare 321 chilometri di autonomia in appena 13 minuti, con un passaggio dal 10 all’80% di carica completato in 22 minuti.
Per la gestione termica, il sistema ThermAssist lavora in un range compreso tra -40 e +40 gradi, recuperando fino a 3,5 kW di calore utile per ogni kW estratto dai motori. La batteria, inoltre, è stata collaudata con venti cicli di immersione a un metro di profondità in acqua gelida ed è in grado di isolare eventuali guasti alle celle in appena 5 millisecondi, mentre la struttura anteriore “Tri-Apex Node” assorbe impatti fino a 26 tonnellate.
A completare il quadro dinamico ci pensano sospensioni pneumatiche abbinate ad ammortizzatori attivi, capaci di 500 rilevamenti al secondo, e lo sterzo integrale, che consente alle ruote posteriori di sterzare fino a 6 gradi, riducendo il raggio di sterzata a soli 11,5 metri nonostante le dimensioni generose della vettura. Resta ora da capire se, al netto di numeri così impressionanti, la Type 01 riuscirà davvero a convincere chi potrà permettersela: perché se le polemiche social sembrano ormai alle spalle, il vero banco di prova per questa nuova Jaguar sarà tutto sul mercato. E anche se il prezzo non è ancora stato comunicato, le premesse parlano di una vettura per pochi eletti.