• 5 Ottobre 2026 10:47

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F1, GP Bahrain in Malesia: Verstappen è tornato, Ferrari sprecona: le pagelle

Ott 5, 2026

Dopo 9 anni il circus della F1 è tornato a sfrecciare sul meraviglioso tracciato malesiano, complice il conflitto bellico in Medio Oriente. La Mercedes ha portato un corposo pacchetto di sviluppi, riscontrando inizialmente più problemi del previsto. In qualifica la sfida si è accesa tra Ferrari e Red Bull Racing, con subito eliminati in Q1 Hulkenberg, Albon e i due piloti di Haas (andati a punti nel weekend di Baku) e Cadillac.

Nella fase finale delle qualifiche sono arrivati puntuali gli 8 piloti dei 4 top team, più Gasly e Bortoleto. La Red Bull Racing ha mostrato sin dalle prove libere un ritmo superiore. Max Verstappen ha registrato una pole position d’applausi, precedendo nettamente Hamilton e il suo compagno di squadra, Isack Hadjar, costretto a sostituire la parte termica della PU e scalato all’ottava casella. Lewis, a 3 decimi dal rivale olandese, si è messo in prima fila, mentre dalla seconda sono scattati Antonelli e Leclerc.

La partenza del GP è stata ritardata a causa di un nubifragio. I numerosi fan malesiani della F1 hanno atteso al lungo il duello allo start tra Verstappen e Hamilton, dopo dei problemi tecnici all’acceleratore della SF-26. I software delle PU sono andati in tilt a causa di parametri e velocità inattese rispetto al programma di corsa abituale. Dopo ore, allo spegnimento dei semafori, il quattro volte iridato della Red Bull Racing è stato sverniciato dalle Mercedes.

Kimi Antonelli ha preso la testa della corsa, con Russell sugli scudi, poi rimasto a piedi dietro la Safety Car a 6 giri alla fine. Ferrari è subito crollata allo start a causa della scelta delle gomme da asciutto, poi Hamilton ha rimontato fino a 3° davanti a Leclerc, superando l’altra RB22 di Hadjar. Max Verstappen, dopo la 49esima pole in carriera, ha conquistato con merito il suo primo successo stagionale, 72esimo in carriera.

I top

Max Verstappen: 10 e lode – Weekend magico per il figlio d’arte di Jos. Le sue prestazioni, sin dalle FP1, si sono rivelate solide. La sua pole position (8o anno consecutivo in F1) è stata una naturale conseguenza di una costanza di rendimento finalmente in linea con il suo talento. L’olandese ha ottenuto la prima pole stagionale con 3 decimi di margine su LH44, un segnale di forza, nonostante il degrado su un asfalto molto insidioso. Da sempre re sull’acqua il numero 3 ha gestito in modo magistrale ogni fase di gara, esaltando il pubblico con le manovre di sorpasso alle due Mercedes che lo avevano sopravanzato al via. Per la RB è la prima vittoria con Power Unit prodotte in casa, impresa non scontata in una annata iniziata con un gap enorme dalle Frecce d’argento. Dal 2016 il nativo di Hasselt ha sempre vinto almeno un GP ogni anno.

Lewis Hamilton: 9,5 – Sospiro di sollievo per il 41enne che si è fatto inebriare dal tifo, riuscendo a estrarre nell’ultimo tentativo del Q3 una zampata da campione. Nel momento giusto l’anglocaraibico ha messo tutto insieme, dimostrando un buon feeling con la SF-26. Quest’ultima ha palesato un ottimo bilanciamento nelle mani del numero 44, ma non in quelle di Leclerc. In condizioni di pista bagnata con le giuste mescole avrebbe fatto la differenza, ma la rimonta è stata da fuoriclasse. Ha scelto lui di restare in pista con le soft montate al via, ma poi si è esaltato. Post GP l’anglocaraibico ha dichiarato:

“Ero dietro di un minuto, pensavo che la gara fosse finita. Ho tenuto la testa giù, i ragazzi hanno fatto un buon lavoro con i pit-stop, ho dovuto inseguire parecchio. In tutti gli anni che ho corso qui questa è la più bella gara in Malesia […] Credo che alla fine oggi da una parte del mio cuore provo dolore, perché penso avessimo il potenziale per puntare alla vittoria, la macchina mi ha dato sensazioni grandiose. Se avessimo scelto le intermedie all’inizio penso che avremmo potuto lottare con Max davanti e con la strategia che abbiamo effettuato dopo saremmo potuti arrivare almeno secondi. Però andando via da questo Gran Premio dovremo fare una bella discussione per capire come fare meglio la prossima volta”.

Fernando Alonso: 9 – A proposito di vecchi leoni, su una pista nelle sue corde, lo spagnolo ha sfruttato alla grande una delle poche occasioni avute nel corso di una annata maledetta per conquistare punti. L’ottavo posto è una iniezione di fiducia, dopo il rinnovo, per tutto il team Aston Martin e per la Honda.

Kimi Antonelli: 8 – Catapultato in terza posizione, grazie alla penalità ad Hadjar, ha provato subito ad attaccare per allungare in classifica su George Russell. Il leader del mondiale, partito con 66 punti di vantaggio sul teammate, si è messo in prima posizione e ha dovuto cederla solo per un Verstappen in formato SuperMax. Con 84 punti di vantaggio sul teammate può già mettere in frigo lo champagne.

Isack Hadjar: 7 – Il pilota franco-algerino ha mostrato grande fiducia su una pista dove non aveva mai corso in carriera, strappando il terzo tempo in qualifica. Dopo l’infortunio al polso Isack sembra aver ridotto il gap cronometrico nel confronto interno con Verstappen. Scattato dalla ottava casella della griglia a causa della penalità il driver della Red Bull Racing ha concluso quinto, dopo essere stato in bagarre per il podio.

Charles Leclerc: 6,5 – Il monegasco, nonostante una qualifica opaca, ha conservato due set di soft nuove. Il mezzo secondo di distacco in Q3 dal poleman della RB non è risultato uno scenario incoraggiante, ma in gara ha pagato la scelta della mescola morbida. Risalito a fatica fino alla quarta piazza, non può essere soddisfatto. A Sepang gli è mancata la brillantezza di Hamilton, che ha estratto il massimo potenziale dalla SF-26.

I flop

Gabriel Bortoleto: 5 – Il brasiliano è riuscito a mettersi dietro signor piloti, guadagnando una decima posizione insperata in qualifica. Bortoleto ha pagato a caro prezzo il contatto con Sainz nel GP del Bahrein. Il pilota dell’Audi ha ricevuto 10 secondi di penalità per l’incidente che ha mandato in testacoda lo spagnolo della Williams, chiudendo diciottesimo.

Lando Norris: 3 – Dopo le critiche rifilate a Baku a Colapinto, con un lungo rischiosissimo stava facendo di peggio a Sepang. La McLaren è la grande delusione del fine settimana, poco brillante in qualifica e lenta sul passo gara. Per di più si è aggiunto il grave errore dietro la SC non da campione del mondo. Il nono posto finale, davanti al solito ottimo Lindblad (voto 6) è arrivato quasi per caso.

Alexander Albon: 2 – Sotto tono e surclassato nelle ultime uscite dal teammate Carlos Sainz. La Williams FW48 è una monoposto pessima, tuttavia il trentenne anglo-thailandese ci sta mettendo del suo. Al 43° giro Alex Albon, dopo una lenta agonia, è stato costretto a fermare la sua Williams nei pressi di curva 2 per un problema al cambio. Weekend da dimenticare.

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