Da oggi chi utilizza un’auto diesel guarda con attenzione ai prezzi esposti dai distributori. Il 5 ottobre scade infatti lo sconto sulle accise del gasolio da 6,1 centesimi al litro, introdotto per contenere l’impatto dell’impennata energetica degli ultimi mesi. Al suo posto entra in vigore il meccanismo delle accise mobili, destinato a regolare la tassazione in base all’andamento del mercato.
La domanda che molti automobilisti si stanno ponendo è semplice: il diesel costerà subito di più? La risposta, almeno per il momento, è meno netta di quanto si possa pensare.
Cosa succede con la fine dello sconto
La scadenza del taglio fiscale non significa automaticamente un aumento immediato e identico in tutti i distributori italiani. A incidere sui prezzi finali continuano infatti a essere anche le strategie commerciali delle compagnie petrolifere, le quotazioni internazionali e l’andamento della domanda.
Nelle ultime settimane diversi operatori hanno introdotto sconti e price cap che hanno contribuito a contenere i listini, compensando almeno in parte le tensioni registrate sul mercato energetico.
Resta però il fatto che da oggi viene meno una misura che garantiva un alleggerimento fiscale diretto sul gasolio, motivo per cui il mercato sarà osservato con particolare attenzione nei prossimi giorni.
I prezzi sono davvero scesi?
Secondo le elaborazioni del Codacons, nell’ultima settimana si è assistito a una diminuzione generalizzata dei prezzi. Sulla rete ordinaria la benzina è scesa di 11 centesimi al litro, mentre il gasolio ha registrato una riduzione di 13,3 centesimi. In autostrada il calo è stato ancora più marcato, con ribassi vicini ai 19 centesimi sia per benzina sia per diesel.
Numeri che hanno alleggerito il costo dei rifornimenti, ma che non cancellano gli aumenti accumulati negli ultimi mesi. Senza considerare che molte compagnie petrolifere stanno proseguendo nella loro scontistica personale, manovra che ha dato ossigeno agli italiani.
Il diesel resta molto più caro rispetto a prima
Nonostante il recente raffreddamento dei listini, il prezzo del gasolio continua a collocarsi su livelli elevati. Secondo il Codacons, un litro di diesel costa ancora mediamente 52,1 centesimi in più rispetto al periodo precedente al conflitto in Iran. Un incremento che supera il 30% e che porta la maggiore spesa a oltre 26 euro per un pieno.
Per questo l’associazione dei consumatori chiede alle compagnie petrolifere di mantenere gli sconti almeno fino alla fine dell’anno, in attesa di un quadro internazionale più stabile.
Quanto stanno pagando gli automobilisti
I numeri elaborati da Adusbef mostrano l’impatto concreto del caro-carburanti sulle famiglie italiane. Tra marzo e agosto 2026 gli automobilisti hanno speso circa 30 miliardi di euro per benzina e gasolio lungo la rete stradale nazionale. Nello stesso periodo dello scorso anno la spesa si era fermata a 25,3 miliardi.
La differenza supera quindi i 4,7 miliardi di euro, mentre soltanto tra luglio e agosto il conto aggiuntivo ha raggiunto quota 1,7 miliardi.
Intanto gli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano prezzi medi ancora elevati: 2,049 euro al litro per la benzina self service e 2,244 euro per il gasolio. Numeri che spiegano perché la fine dello sconto sulle accise venga seguita con particolare attenzione da milioni di automobilisti.