• 2 Ottobre 2026 8:26

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Bollo auto, l’esenzione è automatica o bisogna fare domanda

Ott 2, 2026

Basta possedere un’auto con i requisiti giusti per smettere di pagare il bollo, oppure serve una richiesta agli uffici? Dipende dall’esenzione perché il sistema italiano comprende benefici riconosciuti attraverso gli archivi e agevolazioni che richiedono una pratica. A rendere il quadro più articolato interviene la nuova esenzione temporanea per il 2027 per cui il decreto legge non prescrive una domanda nazionale.

Esenzione bollo auto 2027, cosa prevede il decreto

Il riferimento della novità è il decreto legge 162 del 2026 che introduce un beneficio riferito a un solo veicolo assicurato per persona fisica, con condizioni specifiche per automobili e due ruote. Il testo stabilisce chi ha diritto all’esenzione senza descrivere un procedimento nazionale per richiederla. Mancano un modulo unico, un portale dedicato e un termine entro il quale trasmettere un’istanza. Le istruzioni dell’ente competente servono a conoscere come il beneficio verrà registrato e come saranno gestite le posizioni particolari, soprattutto quando uno stesso contribuente risulta obbligato al pagamento per più mezzi.

Una risposta operativa arriva dalla Regione Toscana che chiarisce come l’articolo 2 non preveda la presentazione di una domanda. Gli automobilisti non devono quindi inviare istanze o documentazione agli uffici regionali per ottenere il beneficio della nuova norma.

In Lombardia, le prime istruzioni prevedono che l’esenzione per il 2027 venga applicata automaticamente, salvo diverse modalità stabilite durante la conversione. Nello stesso documento compare una raccomandazione rivolta a chi utilizza la domiciliazione bancaria: considerato il carattere temporaneo della misura è preferibile mantenere il mandato. Se il beneficio diventasse strutturale, la Regione indica che l’annullamento del mandato sarebbe gestito dal sistema. Per il momento revocare l’addebito non è dunque un adempimento richiesto per ottenere l’esenzione.

Auto fino a 80 kW, requisiti e scelta del veicolo esente

L’automatismo presuppone che i dati consentano di individuare il contribuente e il veicolo agevolabile. Nel caso delle autovetture, il decreto riguarda le persone fisiche soggette al tributo per mezzi alimentati a benzina o gasolio, anche insieme a un’altra fonte di propulsione, con potenza non superiore a 80 kW. comprese le vetture da esattamente 80 kW, mentre superare la soglia esclude da questo specifico beneficio.

Quando allo stesso contribuente fanno capo più auto agevolabili, la scelta del mezzo segue criteri fissati dalla legge. Fra due vetture da 60 e 75 kW, entrambe in possesso dei requisiti, il beneficio riguarda quella da 60 kW. A parità di potenza viene considerata l’auto per la quale sarebbe dovuta la tassa meno elevata. L’uso quotidiano, il valore commerciale o la preferenza del proprietario non modificano l’ordine stabilito.

Per verificare la potenza, il primo riferimento è la voce P.2 del Documento unico o della carta di circolazione. Sulle ibride la potenza complessiva pubblicizzata dal costruttore può essere diversa dal dato utilizzato per il bollo che considera il motore termico. Anche l’alimentazione deve corrispondere a quella omologata: le bifuel possono rientrare nella formulazione della norma mentre le elettriche pure seguono le proprie agevolazioni.

Un’altra distinzione riguarda il contribuente obbligato al pagamento che può essere diverso dalla persona che usa l’auto. Il beneficio può interessare anche leasing e noleggio a lungo termine quando la persona fisica risulta soggetto passivo secondo la normativa vigente. Per le società manca il requisito soggettivo.

Esenzione per moto e ciclomotori

Anche per le due ruote l’esenzione del 2027 resta collegata a una gerarchia. Motocicli e ciclomotori a benzina, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione, possono beneficiare della misura alle condizioni. Il contribuente non deve risultare soggetto al bollo per un’autovettura con potenza pari o inferiore a 80 kW.

Fra più motocicli agevolabili viene individuato quello meno potente; a parità di kW conta la tassa meno elevata. Per più ciclomotori il criterio è la prima immatricolazione più remota. Il limite di un solo mezzo impedisce di sommare esenzioni per auto, moto e scooter.

Auto elettriche, ibride, Gpl e metano: le regole territoriali

Per le auto elettriche il quadro nazionale di base prevede cinque anni di esenzione dalla prima immatricolazione; terminato il periodo, la tassa per le autovetture è pari a un quarto di quella di un corrispondente veicolo a benzina. Cu sono disposizioni territoriali più favorevoli, fra cui l’esenzione senza limiti temporali in Lombardia. Il controllo riguarda alimentazione e data della prima immatricolazione. L’acquisto di un’elettrica usata non fa ripartire il quinquennio.

Una vettura ibrida non dà accesso a una sola disciplina valida per ogni acquisto. Le agevolazioni territoriali possono dipendere dall’anno di immatricolazione, oltre che dalla tecnologia e dagli altri requisiti. In Campania l’esenzione prevista per determinate ibride immatricolate dal 2014 al 2024, dopo l’abrogazione della disposizione per le nuove immatricolazioni successive. Per i veicoli omologati a GPL o metano, la regola è una riduzione della tassa, diversa dall’esenzione completa.

 

Esenzione per disabilità: domanda, requisiti e canali di invio

Accanto alla nuova misura restano le esenzioni già previste per la mobilità delle persone con disabilità. Qui la prima domanda ha la funzione di consentire all’amministrazione di accertare i requisiti e associare il beneficio alla targa prescelta.

Le condizioni rilevanti comprendono specifiche disabilità motorie, psichiche o mentali, cecità e sordità con adattamento del veicolo o indennità di accompagnamento nei casi previsti. Per il quadro ordinario, i limiti sono 2.000 centimetri cubici per benzina e ibride a benzina, 2.800 per diesel e ibride diesel, 150 kW per le elettriche. Il beneficio riguarda un solo veicolo, intestato alla persona con disabilità oppure al familiare del quale sia fiscalmente a carico.

Il canale di presentazione cambia con il territorio. In Piemonte, prime richieste e trasferimenti dell’esenzione per disabilità passano dal servizio telematico dedicato di Tassa Auto Piemonte, con assistenza degli intermediari autorizzati o degli URP secondo le modalità regionali. Per il Veneto è previsto l’invio attraverso il Portale Bollo Auto.

Rinnovo dell’esenzione e trasferimento su un’altra auto

Dopo l’accoglimento, la domanda non va ripetuta ogni anno se permangono le condizioni del beneficio. L’esenzione è valida anche per le annualità successive, con obbligo di comunicare il venir meno dei requisiti. Un limite riguarda i verbali sanitari soggetti a revisione: alla scadenza è richiesta una nuova domanda con il verbale aggiornato, secondo le disposizioni territoriali.

Il cambiamento di auto comporta un passaggio diverso dal rinnovo annuale. Per trasferire l’esenzione per disabilità, servono infatti una nuova domanda per il veicolo sostitutivo e la richiesta di cessazione del beneficio sul precedente, alle condizioni previste. Anche un trasferimento di residenza richiede una verifica con gli uffici competenti, dato il carattere regionale del tributo.

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