• 1 Ottobre 2026 10:22

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Prezzi dei carburanti in calo, ma per ora non c’è niente da festeggiare

Ott 1, 2026

Il tema del caro carburante continua a essere di grandissima attualità. Le ultime vicende legate al “price cap” fissato da Eni e le iniziative analoghe lanciate da IP e Q8 rappresentano un primo passo verso un ritorno a una situazione di maggiore convenienza per gli automobilisti e per le aziende dei trasporti.

I dati pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy rappresentano un primo segnale positivo, anche se la strada è ancora molto lunga e per un ritorno stabile a quotazioni sostenibili per quanto riguarda il prezzo al litro di benzina e diesel potrebbe essere necessario attendere ancora un bel po’.

I dati del Ministero

Quanto costa oggi fare un rifornimento in Italia? Per un quadro generale è possibile consultare i dati forniti dal Mimit con il suo Osservatorio sui prezzi dei carburanti. Le rilevazioni del 30 settembre hanno evidenziato i seguenti prezzi medi:

benzina: 2,111 euro al litro in modalità self service; sulla rete autostradale, sempre in modalità self service, il prezzo medio sale fino a 2,138 euro al litro;
diesel: 2,316 euro al litro in modalità self service; sulla rete autostradale, sempre in modalità self service, il prezzo medio sale fino a 2,345 euro al litro.

I valori medi sono superiori rispetto a quanto previsto dal price cap fissato da Eni, che, ricordiamo, ha stabilito un tetto al prezzo della benzina pari a 1,99 euro al litro mentre il diesel è stato fissato a 2,19 euro al litro. Come abbiamo visto in alcune simulazioni, grazie a questo price cap è possibile risparmiare tra i 6 e gli 11 euro per un pieno.

I prezzi del 30 settembre risultano essere leggermente inferiori rispetto a quelli rilevati la scorsa settimana. Il dato aggiornato al 21 settembre, ad esempio, era di 2,155 euro al litro per la benzina e 2,336 euro al litro per il gasolio (per il self service su rete stradale).

Segnaliamo anche il vero e proprio paradosso che emerge dal confronto con il 2008, anno caratterizzato da un forte aumento del costo del barile di petrolio che, però, ebbe un impatto decisamente inferiore rispetto a quanto si sta registrando in questi ultimi mesi.

Nel frattempo, dal prossimo 6 ottobre scatterà il sistema delle accise mobili, con una riduzione delle accise legate all’extra gettito IVA derivante dall’aumento del costo dei carburanti. L’entità del risparmio andrà valutata con attenzione.

Un problema sempre attuale

L’applicazione di un tetto ai prezzi di benzina e diesel potrebbe avere un impatto sul prezzo medio in Italia anche se le quotazioni continuano a essere elevate. Si tratta di un importante problema per tutta l’Ue che rischia di dover fare i conti con forniture a singhiozzo nei prossimi mesi.

Per questo motivo, il calo registrato in questi giorni, anche grazie ai primi effetti del price cap Eni, non può che rappresentare una piccola toppa a un problema molto più grande che dovrebbe continuare anche nel corso del futuro.

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