• 29 Settembre 2026 23:51

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La parabola del calcio in Turchia, bufera sugli arbitri

Set 29, 2026

AGI –  Bufera in Turchia sul sistema arbitrale nel calcio. Una nazionale sconfitta ieri dall’Italia, ma che a differenza degli Azzurri al Mondiale ci è tornata, un campionato che si è arricchito di stelle di prima grandezza, ma una crisi strutturale che ormai pare diventata cronica. Si può descrivere così la parabola del calcio turco, finito nuovamente al centro di un’indagine che coinvolge il sistema arbitrale.

In Turchia arrestato il numero uno degli arbitri 

Sette persone sono state fermate nell’ambito di un’operazione condotta dalle autorità a Istanbul, Ankara, Elazig e Manisa, con l’obiettivo di fare luce su presunte interferenze nelle designazioni degli arbitri, nelle classifiche, negli esami e nella gestione degli ufficiali di gara.

Tra gli arrestati spicca il nome di Ferhat Gundogdu, presidente del Comitato centrale arbitrale della Federazione calcistica turca (Tff), il Mhk. Insieme a lui sono stati fermati Ferdi Karadoruk, presidente dell’Associazione degli arbitri in attività della Tff, Ahmet Sahin, ex vicepresidente del Mhk, e Yunus Yıldırım, ex membro dello stesso comitato. Nell’operazione sono inoltre rimasti coinvolti Sebahattin Sahin, responsabile della formazione della Tff e funzionario federale, Alican Saglar, dirigente della sezione di Istanbul dell’Associazione turca di arbitri e osservatori, ed Emre Kosif, presidente del Comitato arbitrale provinciale di Istanbul.

Le ipotesi accusatorie 

Secondo quanto riferito dalle autorità, l’inchiesta riguarda possibili interferenze in alcuni dei meccanismi del sistema arbitrale: dalla classificazione degli arbitri alle designazioni per le partite, passando per valutazioni, punteggi e nomine. Gli investigatori stanno inoltre esaminando presunte irregolarità negli esami regolamentari destinati agli arbitri. Tra le ipotesi al vaglio vi sono modifiche alle domande, alle valutazioni e ai risultati di alcuni candidati.

 Le indagini delle autorità

Il ministro della Giustizia turco, Akin Gurlek, ha dichiarato che l’operazione è stata avviata dopo un’approfondita valutazione degli elementi raccolti durante l’indagine. Le autorità hanno effettuato perquisizioni giudiziarie nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro e negli uffici delle persone coinvolte.

Per ricostruire la rete di rapporti e le presunte condotte illecite, gli investigatori avrebbero esaminato materiale proveniente da fonti diverse: ricerche open source, documentazione del Consiglio investigativo turco per i crimini finanziari, dati relativi al traffico telefonico, testimonianze di denuncianti e persone informate sui fatti, oltre a perizie tecniche.

I rapporti sotto esame

Una parte dell’inchiesta riguarda in particolare i rapporti tra Gundogdu, altri arbitri, osservatori e membri del Mhk. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se tali relazioni abbiano avuto un ruolo nelle decisioni relative alle classificazioni e alle designazioni.

Gurlek ha sottolineato che nessun incarico o posizione all’interno della struttura calcistica può garantire un trattamento privilegiato davanti alla legge. Il ministro ha inoltre riconosciuto la crescente preoccupazione dei tifosi per la trasparenza e l’equità delle procedure arbitrali. “Continueremo con determinazione la nostra lotta per un calcio pulito“, ha dichiarato, sottolineando la necessità di fare luce sulle accuse che rischiano di compromettere la fiducia nel calcio turco e di assicurare alla giustizia chi dovesse risultare responsabile.

 

Le controversie intorno a Gundogdu

Il nome di Ferhat Gundogdu non è nuovo alle controversie che hanno accompagnato il sistema arbitrale turco. Nominato per la prima volta alla guida del Mhk nel 2021, si dimise nel 2022 per poi tornare alla presidenza del comitato nel 2024. Durante il suo primo mandato, il Mhk fu protagonista di una controversa riorganizzazione delle liste arbitrali, con l’esclusione o il declassamento di diversi direttori di gara esperti. La decisione provocò forti reazioni nel mondo del calcio turco, tra cui quelle dell’allora presidente del Fenerbahçe, Ali Koç, che criticò ripetutamente Gundogdu e la gestione del sistema arbitrale.

Le accuse dei club

Le polemiche, tuttavia, non si sono limitate a quella vicenda. Negli ultimi anni diversi grandi club turchi hanno denunciato presunti squilibri nelle designazioni arbitrali e sostenuto che alcune decisioni potessero favorire determinate squadre.

L’intervento della Tff

Nel 2024 il Fenerbahçe, all’epoca allenato da Jose Mourinho, arrivò a parlare pubblicamente di una presunta “organizzazione clandestina” capace di influenzare le partite attraverso il sistema arbitrale. In quel clima di crescente sfiducia, la Tff introdusse anche arbitri stranieri al Var e sul campo per alcune partite di cartello della Super Lig, nel tentativo di rafforzare la credibilità delle decisioni arbitrali e rispondere alle accuse di parzialità.

Le verifiche su classificazioni ed esami

L’inchiesta attuale sembra però andare oltre le consuete polemiche sportive. Secondo i primi elementi, i procuratori stanno verificando se le liste degli arbitri e degli osservatori siano state modificate in modo irregolare nel 2022 e nel 2024. Al centro dell’attenzione arbitri che sarebbero stati esclusi dalle classificazioni, privati di designazioni o, al contrario, avrebbero ricevuto un trattamento di favore.

Gli esami regolamentari del 2025 

Un altro capitolo riguarda gli esami regolamentari del 2025 presso il centro della Tff a Riva. Gli investigatori stanno verificando le accuse secondo cui alcune domande, valutazioni e graduatorie sarebbero state alterate. L’indagine comprende infine presunte condotte di mobbing e casi di falsificazione documentale che coinvolgerebbero alcuni esponenti del Mhk.

Un passaggio delicato per il calcio turco

Per il calcio turco, l’inchiesta rappresenta dunque un passaggio particolarmente delicato. Le accuse non riguardano soltanto singole decisioni arbitrali, ma il funzionamento stesso dei meccanismi attraverso i quali vengono selezionati, classificati e designati gli arbitri. Resta ora da stabilire, attraverso il procedimento giudiziario, quali delle contestazioni troveranno conferma nelle prove e quali invece non saranno sostenute dagli elementi raccolti.

Le conseguenze sul campionato

Una cosa, però, è già evidente: la questione arbitrale è diventata uno dei principali terreni di confronto nel calcio turco e rischia di pesare su un campionato che nell’ultima finestra di calciomercato ha confermato un trend in ascesa e si è arricchito di stelle di livello internazionale come Mohamed Salah, Mason Greenwood, Leandro Trossard, Rafael Leao e Dusan Vlahovic. L’inchiesta che ora coinvolge il vertice del Mhk potrebbe rappresentare uno dei capitoli più importanti di una disputa che da anni mette alla prova la fiducia di club, arbitri e tifosi nella trasparenza del sistema.

AGI –  Bufera in Turchia sul sistema arbitrale nel calcio. Una nazionale sconfitta ieri dall’Italia, ma che a differenza degli Azzurri al Mondiale ci è tornata, un campionato che si è arricchito di stelle di prima grandezza, ma una crisi strutturale che ormai pare diventata cronica. Si può descrivere così la parabola del calcio turco, finito nuovamente al centro di un’indagine che coinvolge il sistema arbitrale.
In Turchia arrestato il numero uno degli arbitri 
Sette persone sono state fermate nell’ambito di un’operazione condotta dalle autorità a Istanbul, Ankara, Elazig e Manisa, con l’obiettivo di fare luce su presunte interferenze nelle designazioni degli arbitri, nelle classifiche, negli esami e nella gestione degli ufficiali di gara.
Tra gli arrestati spicca il nome di Ferhat Gundogdu, presidente del Comitato centrale arbitrale della Federazione calcistica turca (Tff), il Mhk. Insieme a lui sono stati fermati Ferdi Karadoruk, presidente dell’Associazione degli arbitri in attività della Tff, Ahmet Sahin, ex vicepresidente del Mhk, e Yunus Yıldırım, ex membro dello stesso comitato. Nell’operazione sono inoltre rimasti coinvolti Sebahattin Sahin, responsabile della formazione della Tff e funzionario federale, Alican Saglar, dirigente della sezione di Istanbul dell’Associazione turca di arbitri e osservatori, ed Emre Kosif, presidente del Comitato arbitrale provinciale di Istanbul.
Le ipotesi accusatorie 
Secondo quanto riferito dalle autorità, l’inchiesta riguarda possibili interferenze in alcuni dei meccanismi del sistema arbitrale: dalla classificazione degli arbitri alle designazioni per le partite, passando per valutazioni, punteggi e nomine. Gli investigatori stanno inoltre esaminando presunte irregolarità negli esami regolamentari destinati agli arbitri. Tra le ipotesi al vaglio vi sono modifiche alle domande, alle valutazioni e ai risultati di alcuni candidati.
 Le indagini delle autorità
Il ministro della Giustizia turco, Akin Gurlek, ha dichiarato che l’operazione è stata avviata dopo un’approfondita valutazione degli elementi raccolti durante l’indagine. Le autorità hanno effettuato perquisizioni giudiziarie nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro e negli uffici delle persone coinvolte.
Per ricostruire la rete di rapporti e le presunte condotte illecite, gli investigatori avrebbero esaminato materiale proveniente da fonti diverse: ricerche open source, documentazione del Consiglio investigativo turco per i crimini finanziari, dati relativi al traffico telefonico, testimonianze di denuncianti e persone informate sui fatti, oltre a perizie tecniche.
I rapporti sotto esame
Una parte dell’inchiesta riguarda in particolare i rapporti tra Gundogdu, altri arbitri, osservatori e membri del Mhk. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se tali relazioni abbiano avuto un ruolo nelle decisioni relative alle classificazioni e alle designazioni.
Gurlek ha sottolineato che nessun incarico o posizione all’interno della struttura calcistica può garantire un trattamento privilegiato davanti alla legge. Il ministro ha inoltre riconosciuto la crescente preoccupazione dei tifosi per la trasparenza e l’equità delle procedure arbitrali. “Continueremo con determinazione la nostra lotta per un calcio pulito”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di fare luce sulle accuse che rischiano di compromettere la fiducia nel calcio turco e di assicurare alla giustizia chi dovesse risultare responsabile.  
Le controversie intorno a Gundogdu
Il nome di Ferhat Gundogdu non è nuovo alle controversie che hanno accompagnato il sistema arbitrale turco. Nominato per la prima volta alla guida del Mhk nel 2021, si dimise nel 2022 per poi tornare alla presidenza del comitato nel 2024. Durante il suo primo mandato, il Mhk fu protagonista di una controversa riorganizzazione delle liste arbitrali, con l’esclusione o il declassamento di diversi direttori di gara esperti. La decisione provocò forti reazioni nel mondo del calcio turco, tra cui quelle dell’allora presidente del Fenerbahçe, Ali Koç, che criticò ripetutamente Gundogdu e la gestione del sistema arbitrale.
Le accuse dei club
Le polemiche, tuttavia, non si sono limitate a quella vicenda. Negli ultimi anni diversi grandi club turchi hanno denunciato presunti squilibri nelle designazioni arbitrali e sostenuto che alcune decisioni potessero favorire determinate squadre.
L’intervento della Tff
Nel 2024 il Fenerbahçe, all’epoca allenato da Jose Mourinho, arrivò a parlare pubblicamente di una presunta “organizzazione clandestina” capace di influenzare le partite attraverso il sistema arbitrale. In quel clima di crescente sfiducia, la Tff introdusse anche arbitri stranieri al Var e sul campo per alcune partite di cartello della Super Lig, nel tentativo di rafforzare la credibilità delle decisioni arbitrali e rispondere alle accuse di parzialità.
Le verifiche su classificazioni ed esami
L’inchiesta attuale sembra però andare oltre le consuete polemiche sportive. Secondo i primi elementi, i procuratori stanno verificando se le liste degli arbitri e degli osservatori siano state modificate in modo irregolare nel 2022 e nel 2024. Al centro dell’attenzione arbitri che sarebbero stati esclusi dalle classificazioni, privati di designazioni o, al contrario, avrebbero ricevuto un trattamento di favore.
Gli esami regolamentari del 2025 
Un altro capitolo riguarda gli esami regolamentari del 2025 presso il centro della Tff a Riva. Gli investigatori stanno verificando le accuse secondo cui alcune domande, valutazioni e graduatorie sarebbero state alterate. L’indagine comprende infine presunte condotte di mobbing e casi di falsificazione documentale che coinvolgerebbero alcuni esponenti del Mhk.
Un passaggio delicato per il calcio turco
Per il calcio turco, l’inchiesta rappresenta dunque un passaggio particolarmente delicato. Le accuse non riguardano soltanto singole decisioni arbitrali, ma il funzionamento stesso dei meccanismi attraverso i quali vengono selezionati, classificati e designati gli arbitri. Resta ora da stabilire, attraverso il procedimento giudiziario, quali delle contestazioni troveranno conferma nelle prove e quali invece non saranno sostenute dagli elementi raccolti.
Le conseguenze sul campionato
Una cosa, però, è già evidente: la questione arbitrale è diventata uno dei principali terreni di confronto nel calcio turco e rischia di pesare su un campionato che nell’ultima finestra di calciomercato ha confermato un trend in ascesa e si è arricchito di stelle di livello internazionale come Mohamed Salah, Mason Greenwood, Leandro Trossard, Rafael Leao e Dusan Vlahovic. L’inchiesta che ora coinvolge il vertice del Mhk potrebbe rappresentare uno dei capitoli più importanti di una disputa che da anni mette alla prova la fiducia di club, arbitri e tifosi nella trasparenza del sistema.

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